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“You”, il narratore disonesto

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You, il narratore disonesto

You”, storia di uno psicopatico che, per “amore”, per “lei”, finisce sempre per sporcarsi le mani di sangue.

“Lei, la sola cosa che vorrei” cantava Charles Aznavour e potrebbe fare da colonna sonora, non senza ironia, alla serie TV “You”, storia di uno psicopatico che, per “amore”, per “lei”, finisce sempre per sporcarsi le mani di sangue.

Una sinossi breve e concisa che non vuole togliere al lettore/spettatore il gusto di guardare fino in fondo le due stagioni in onda su Netflix.

Ciò che qui si vuole analizzare è la figura di Joe, antieroe e antinarratore.

Di recente, come anche con l’ultimo Joker di Todd Philips interpretato da Joaquin Phoenix, si sta assistendo a narrazioni che hanno per protagonisti personaggi dal dubbio tenore etico.
In letteratura, questo tipo di indagine dell’animo umano, capace di scandagliare l’etica comune, fino a creare approcci empatici col protagonista, è presente già da tempo.
Raskolnikov di Dostoevsky, Barry Lyndon di Thackeray, Bardamu di Céline, Hank di Bukowski, sono solo alcuni dei personaggi criminali/cattivi che affollano la letteratura e che creano, con il lettore, un canale di ascolto, di comprensione.
Ognuno con le proprie malattie a causa delle quali è impossibile vivere in società.

«Il concetto di antieroe è infatti molto più complesso e articolato, e presenta molteplici ambiguità e sfumature. Il termine è stato utilizzato per la prima volta da Dostoevskij in Memorie dal sottosuolo nel 1864 per identificare il carattere del protagonista, alla ricerca dell’umiliazione e dell’autodistruzione in un estremo tentativo di ribellione alla realtà che lo circonda»

A. Bernardelli, Etica Criminale. Le trasformazioni della figura dell’antieroe nella serialità televisiva, “Between”, Vol. VI, n.2, http:// http://www.betweenjournal.it, p. 3


E in You, il protagonista Joe, librario e appassionato di letteratura, cita a più riprese proprio quel Dostoevskij che in Delitto e Castigo, tramite il sadismo di matrice edipica di Raskòl’nikov, mostra un’alterità mentale malata e fuori da ogni logica sociale.

Si è di fronte alla rottura degli schemi, al tentativo di raccontare una storia senza opposizioni tra bianco e nero e, alla Commedia dell’Arte, alle maschere, subentra la vita dei personaggi con tutte le loro tare, in cui si realizza, tra fatto narrato e fruitore, una sospensione del senso di immoralità,

«vale a dire una sospensione e relativo distacco da parte dello spettatore dal senso della consueta concezione etica relativa ad eventi reali»

iBIDEM

un meccanismo tipico delle strutture retorico-discorsive che rientrano nelle logiche del patto finzionale.

Il villain tragico shakespeariano, per esempio, è caratterizzato da un tipo di costruzione del personaggio che non cerca assolutamente alcuna complicità o coinvolgimento emotivo, né tantomeno etico, ma l’unica sua possibile redenzione consiste nella morte (ibidem): pensiamo ai protagonisti della serie Tv Gomorra o a Walter White in Breaking Bad.

In Joker, invece, siamo chiamati ad esultare alla sua rinascita, alla sua vendetta, a conclusione dell’arringa con cui rivendica di un po’ di attenzione da parte della società, proprio mentre, quella stessa società gli sta fischiando contro.

Il sangue diventa sorriso e la sua fuga dal manicomio, dopo che ha appena ucciso nuovamente, ha del comico.

Joker è una tappa, un esempio, dell’atteggiamento narratologico in cui il passato è richiamato a giustificare le azioni immorali dei protagonisti.

Gli schemi con cui Propp analizza, in Morfologia della fiaba, le diverse figure che popolano le storie, sono saltati, i cattivi non sono più cattivi ma le loro brutte azioni sono conseguenza di meccanismi non più così semplici da analizzare.

L’antagonista non più semplicemente colui che, indifferentemente se sia un orso o una strega cattiva, a prescindere quindi dalle sue caratteristiche fisiche, muove un’azione contraria a quella dell’eroe-protagonista, rallentandone le azioni attraverso tutta una serie di escamotage.

L’opposizione A contro B, buoni contro cattivi, nelle grandi narrazioni contemporanee, pare alleggerirsi, per offrire allo spettatore, ormai alfabetizzato, la possibilità di fare analisi meno superficiali e di andare maggiormente in profondità. Di recente, queste sfumature sempre più labili tra buoni e cattivi mi sono sembrate evidenti anche in film come Aladdin.

A differenza della versione animata, nel live action, Jafar, pur rimanendo sconfitto, e in questo modo fedele al suo ruolo di antagonista, viene delineato con maggiori sfumature psicologiche, smarcandolo da una certezza caratteriale, un topos che, forse, oggi, non è possibile più continuare a raccontare. Jafar è cattivo perché da piccolo è sempre stato il secondo di e per qualcuno.
Così Bukowski giustificava il suo squilibrio d’amore: «è che ho avuto poco affetto».

E nemmeno più il narratore è in grado di garantire che i vestiti che ha così minuziosamente cucito possano aderire perfettamente ai corpi abnormi, sporchi e così umani dei suoi protagonisti.

In You è presente una voce esterna ma intradiegetica, quella di Joe che si interroga si psicanalizza, finendo per giustificarsi. Una voce in cui è impossibile riporre fiducia.

Quel tipo di narratore giusto e onesto raccontato da Benjamin qui lascia il posto ad uno bugiardo e ingannatore eppure, proprio per quel meccanismo di mesmerizzazione insito nella narrazione, ci affidiamo.

Tra la prime e la seconda stagione di You esistono punti di contatto, azioni reiterate che rimandano a quelle precedenti: in ogni episodio inseguiamo la vittima attraverso il modo di vedere, analitico e conturbante, di Joe, in un ribaltamento che pare porre in negativo la teoria del pedinamento di Zavattini; riesce ad ottenere un buon rapporto col vicinato; quando viene lasciato dalla donna che ama e lei trova consolazione altrove, si distrae anche lui con un’altra relazione; instaura un rapporto di fiducia con un adolescente, di cui si prende cura.

Azioni che si incatenano sempre allo stesso modo, sempre con lo stessa schema.
Uno stilema che aiuta ad accerchiare lo spettatore, ad incantarlo.

Come le vittime di Joe, crediamo a ciò che ascoltiamo, ci convinciamo che il mondo così abilmente raccontato sia reale, ne restiamo incantati e incastrati, ma alla fine, dove c’è il trucco c’è l’inganno, l’omicidio perseguita l’assassino fino a rinchiuderlo nella sua stessa gabbia.

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È iniziato il conto alla rovescia per il Lobefalo’s Party 2020

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Un vera e propria festa che si svolgerà il 1 marzo 2020.

Anche quest’anno ritorna l’evento mediatico Lobefalo’s Party, più seguito in Campania, per festeggiare il compleanno del manager di successo Franco e di suo figlio Pasquale, titolare della Fashion Academy (Corsi di portamento e posa fotografica),  proprietari dell’affermatissima agenzia di servizi dello spettacolo “Lobefalo management”.  

Per un evento esclusivo e speciale come questo, la scelta della location è ricaduta ancora una volta sull’incantevole e splendida struttura del Dubai Village come per l’anno 2019. Un vera e propria festa che si svolgerà il 1 marzo 2020. Saranno presenti i maggiori brand italiani che operano nel mondo del lusso e la stessa imprenditoria italiana rappresentata dalla Camera della moda, dall’Unione dei Giovani Industriali, dai Lions Cariparma e Publitalia.

Per questo superparty saranno presenti molti personaggi della televisione, dello spettacolo, della moda, tanti giornalisti, fotografi e blogger del mondo dello show-biz. Tutto ciò accompagnato dal carisma e dalla simpatica inconfondibile conduzione del noto presentatore Gaetano Gaudiero . La serata si concluderà con una scenografica torta della Pasticceria e Gelateria di Francesco Balestra per poi a seguire tanta musica dance per intrattenere tutti gli ospiti della serata.

Queste sono solo delle anticipazioni perché anche quest’anno sarà un party glamour ricco di sorprese e novità che stupirà tutti i presenti. L’attesissimo Lobefalo’s Party è pronto a scendere in campo.

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La Polizia di Stato al fianco degli studenti

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Avviata la terza edizione del concorso

Nell’ambito delle iniziative volte alla prevenzione dei reati e alla promozione della cultura della legalità il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, d’intesa con il MIUR, ha indetto la Terza  Edizione del concorso progetto: “PretenDiamo legalità” per l’anno scolastico 2019/2020 diretto agli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il progetto prevede una prima fase a carattere informativo,  con l’impiego di  funzionari ed operatori di Polizia in un “tour illustrativo” presso le scuole che hanno aderito all’iniziativa. L’obiettivo è quello di stimolare la riflessione egli studenti sull’importanza della legalità. Quest’anno il tema del concorso  è:  “L’amicizia è una cosa vera/seria”  proprio per sensibilizzare i giovani ai sani valori della vita, approfondendo i temi della libertà, dell’uguaglianza e dell’amicizia  che rappresentano i valori fondamentali per la crescita dei cittadini del domani.

Testimonial d’eccezione del progetto per le scuole secondarie di primo e secondo grado  è il Commissario Mascherpa con la sua squadra, un personaggio dei fumetti edito dalla rivista ufficiale “Polizia Moderna” che attraverso le sue indagini porterà i ragazzi a scoprire e a vivere l’esempio di una vita all’insegna della legalità. 

In questi giorni, pertanto, si stanno svolgendo numerosi  incontri di formazione con gli alunni degli Istituti Scolastici partecipanti. Molteplici sono state le richieste, le curiosità e gli approfondimenti che gli alunni hanno prospettato ai Funzionari e agli operatori della Polizia di Stato dimostrando vivo interesse e una predisposizione a recepire il messaggio grazie al lavoro svolto quotidianamente dalle docenti. Gli Istituti partecipanti al progetto, che hanno avuto, tra l’altro la possibilità di “osservare” le attività dimostrative di alcune Specialità della Polizia di Stato tra le quali la Polizia Scientifica e la Polizia Stradale, sono: I.C. “R. Margherita – L. Da Vinci” di Avellino, I.C. “Luigi De Prisco” di Fontanarosa, I.I.S.S. “E. Fermi” di Vallata, V Circolo Didattico – Plesso “Madre Teresa di Calcutta” e “Plesso U. Nobile” di Avellino,  I.C. “San Tommaso- Borgo Ferrovia” di Avellino, I.C. Calvario-Covotta “Don L. Milani” di Ariano Irpino, I.C. “G. Luisi” Martiri – Ariano Irpino, IISS Grottaminarda- Frigento, I.C “A. Manzoni” di Mugnano del Cardinale, Secondo Circolo Didattico Avellino, I.C. “C. Caruso” di Altavilla Irpina, I.I.S.S. “F. De Sanctis – O. D’Agostino ” Avellino.

Durante la seconda fase, ossia  quella operativa e di verifica del progetto, gli alunni avranno la possibilità di realizzare degli elaborati finali (opere letterarie, disegni, collage, tecniche grafiche in genere, video, fumetti e grafic-novel) che verranno messi a disposizione della Questura di Avellino entro il 2 marzo 2020. Tutti gli elaborati  saranno poi valutati da un’apposita Commissione che decreterà il vincitore per ogni categoria.

  Gli elaborati degli studenti vincitori, in ambito provinciale, saranno premiati in occasione della celebrazione del 168° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato che avrà luogo il prossimo 10 Aprile e, successivamente  avranno l’opportunità di partecipare alla fase nazionale del concorso. 

Nota Stampa Questura di Avellino

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Salerno, presentata la V edizione di Mutaverso Teatro

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Da gennaio a maggio 23 appuntamenti in 5 diversi spazi

Sono stati presentati a Salerno, nella Sala del Gonfalone di Palazzo di Città, il programma completo della V edizione di Mutaverso Teatro e il focus sulla Compagnia Teatrino Giullare di Sasso Marconi (BO), che già mercoledì 22 e giovedì 23 gennaio, alle ore 21 presso il Teatro Ghirelli, inaugura ufficialmente la Stagione ideata e diretta da Vincenzo Albano con un “Finale di partita” di Beckett «da antologia» e un «avvincente» allestimento di “Alla meta” di Thomas Bernhard.

Il Comune di Salerno rinnova il sostegno a un progetto che «arricchisce ulteriormente l’immagine della nostra Città e la nostra offerta culturale», come afferma l’Assessore alla Cultura Antonia Willburger, che ha preso parte alla conferenza stampa insieme al Presidente della Commissione Cultura Ermanno Guerra, al consigliere Rocco Galdi, Vice Presidente della Commissione Cultura, e allo stesso Vincenzo Albano.

Cinque i mesi di programmazione, cinque gli spazi coinvolti, ventitre gli appuntamenti per un totale di venti compagnie attive nel territorio nazionale e internazionale, in arrivo a Salerno per festeggiare i primi cinque anni della Stagione Mutaverso Teatro, che dal 22 gennaio al 24 maggio si presenta varia rispetto alle precedenti edizioni, per generi e luoghi di spettacolo, anche non convenzionalmente deputati al teatro, ma che al teatro possono restituire attenzione attraverso momenti di partecipazione sociale e di relazione con gli artisti. In quest’ottica è attiva la sinergia con il collettivo “Blam”, per l’ex Chiesa dei Morticelli, e con l’Associazione onlus “A Casa di Andrea”, che metterà a disposizione la propria sede. Sette appuntamenti saranno inoltre ospitati al Teatro Antonio Ghirelli grazie alla disponibilità di “Casa del Contemporaneo”; quattro al Piccolo Teatro del Giullare; cinque all’Auditorium del Centro Sociale del quartiere Pastena.

Nota Stampa Comune di Salerno

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