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Dire la Verità di Edward Said

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Edward Said

Consigliamo “Dire la Verità” un volume per i puri di spirito: coloro che sanno dire di no.

Perché non vogliamo mostrarci troppo schierati politicamente, abbiamo paura di apparire polemici, ci serve il plauso del capo o di un’altra figura di potere, vogliamo conservare il nostro buon nome di persona equilibrata; speriamo di essere riconfermati, consultati, chiamati a far parte di qualche direttivo o prestigioso comitato. E, un bel giorno, speriamo di ricevere un titolo onorifico. Questa è, per eccellenza, la mentalità che induce un intellettuale alla corruzione.

Edward Said – Dire la Verità

Se ti metti dall’altro lato della stanza, con la schiena piegata in avanti, le gambe divaricate, magari con un libro tra le mani, passi per quello che vuole fare l’intellettuale e subito la tua credibilità sociale, in questo nostro stivale italico bucato, cola a picco.

L’intellettuale pesa, dà importanza alle parole, è dissidente, rompe le strutture, collabora per creane di più solide. E per questo dà fastidio a chi non ne coglie il coraggio.

A volte bastano un paio di occhiali, degli orecchini e un certo modo di vestire per far sì che gli altri dicano di te «pari proprio uno particolare, un artista, un intellettuale». Mi è capitato più spesso di quanto una certa ironica immaginazione possa lasciar credere.

Basterebbe mostrare questo testo, scritto con chiarezza, non così dotto da essere incomprensibile da chi ha una cultura media, per mettere a posto un po’ le cose. Per me, Edward W. Said, docente di letteratura inglese alla Columbia University, è come quei maestri che incontri per caso, che ti raccontano il mondo così come avevi intuito che volevi che fosse, ma te lo mette in ordine e, soprattutto, non ti fa sentire più solo, né pazzo per aver pensato certe cose.

Il suo «Dire la Verità», una serie di lezioni, le Reith Lectures, tenute alla BBC alla fine del 1992, è un insieme di idee sulla figura dell’intellettuale: chi è, cosa non è, cosa fa e a quali pericoli incorre se, prima di ogni altra cosa, prima della verità stessa, per poterla pronunciare, è costretto a vivere ai margini di un certo modo di pensare la società.

Stare accanto a lui è come oscillare sull’orlo di un abisso.

Edward Said – Dire la Verità

L’intellettuale di Said sembra imparentato col narratore benjaminiano. Insegue il giusto e recupera le storie altrimenti dimenticate. È con gli ultimi e per questo inviso ai potenti. Sa dire di no e, per questo, ha qualche cromosoma in comune con Bartleby lo scrivano di Mellville.

Per ciò è un esule, anche quando non propriamente esiliato. Facendo sue le parole di Adorno, per chi non ha patria, ammette che scrivere può diventare una sorta di abitazione. E pure cita Sartre:

Io sono scrittore prima di tutto per mio libero progetto di scrivere. Ma subito dopo accade che io diventi un uomo che gli altri uomini considerano come scrittore, che deve cioè rispondere a una certa domanda a cui si attribuisce, la voglio o no, una determinata funzione sociale?

ean Paul Sartre, Che cos’è la letteratura? Il Saggiatore Milano 1960 pag. 58

Perché, grande comparatista e promotore di quella filologia umanistica che pone al centro delle idee la letteratura e il suo agire sull’uomo, Said è stato anche un accademico, uno studioso vero, uno che ha conosciuto bene i meccanismi interni alle Università, e non per questo immagina che l’intellettuale sia un paladino distaccato dalle cose terrene, chiuso in una torre d’avorio.
Said su questo è chiaro: un artista che non sia anche un intellettuale non è un vero artista. Chi non si impegna a coltivare la verità, uno spazio libero in cui poterla esercitare, è fuori dal suo tempo, non sa leggerlo e interpretarlo. Dante ci ha fatto un girone e ce li ha messi tutti dentro, gli ignavi.

E ancora si è di nuovo sul bordo di un precipizio, abituati alle cadute, pronti a risalire dal fondo, ché

il vero intellettuale è un outsider, un contestatore, un esiliato, un dilettante.

EDWARD SAID – DIRE LA VERITÀ

Said usa la parola dilettante nel senso puro del termine. Studiare e comunicare per diletto senza cercare la professionalità, inseguire la passione e, per questo, ricerca una competenza non specializzata, non univoca, ma allargata a tutti gli orizzonti possibili.

Consigliato ai puri di spirito.
A chi sa dire di no.

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La mia Islanda su di un pedale, mercoledì la presentazione del libro di Andrea Devicenzi

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La mia Islanda su di un pedale

La mia Islanda su di un pedale. Mercoledì 7 dicembre a Qualiano presso l’aula Consiliare di Piazza del Popolo vi sarà la presentazione del libro di Andrea Devicenzi

Mercoledì 7 dicembre presso l’aula Consiliare di Piazza del Popolo a Qualiano vi sarà la presentazione del libro “La mia Islanda su di un pedale”.

Prima della presentazione, la quale è prevista per le ore 19:15, vi sarà alle ore 18:30 la proiezione del film. Al termine di quest’ultimo l’atleta paraolimpico Andrea Devicenzi parlerà del suo libro.

Per Andrea Devicenzi 12 anni di imprese che partono dal 2010 con la scalata in India del Baralachla Pass in bicicletta ad oltre 5000 metri di quota.

Nel 2011 oltre 1200 su un solo pedale la Parigi-Brest-parigi. Ancora nel 2016 in Perù per raggiungere Machu Pichu un cammino di 50 chilometri

Non si ferma Andrea, continua nel 2018 un’altro cammino la via di San Francesco, ma le sue avventure continuano su una sola gamba affronta la via Francigena 2019, via Postumia nel 2020, il Cammino del Po nel 2021 e nello stesso anno in Valle D’Aosta per TOR in Gamba 330 chilomentri con 24mila metri di dislivelli. Nel 2022 l’Islanda in bici su un solo pedale.

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Splitgate, il battle squod per gli amanti degli sparatutto

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splitgate

Splitgate è un gioco futuristico per chi ama gli sparatutto con una grafica accattivante che vi rapirà per la sua giocabilità

Splitgate un gioco non molto conosciuto che si può scaricare da PC e da Xbox presente anche sulla piattaforma Steam. La competizione è il suo focus. Il gioco si basa su una grafica futuristica e accurata. Nel game oltre a sparare i nemici nella modalità che tutti conosciamo, possiamo anche aprire portali per continuare i duelli.

Il gioco è perfetto per tutti i tipi di PC ed è molto bello con tante mappe, personaggi e armi futuristiche infatti si tratta di un battle squod, vale a dire che tu e la tua squadra dovrete uccidere tutta la squadra nemica; però non vi preoccupate se morite: vi è sempre la possibilità di rinascere.

Le armi sono al plasma o a proiettili e ci sono i jet-pack per farvi volare. Per imparare a giocare ci vuole poco e nel caso trovate il tutorial per aiutarvi; per imparare ad usare portali per uccidere i nemici ci vuole un po’ di più: il tempo di capire quando bisogna utilizzare veramente un portale e quando non ne abbiamo necessità.

Splitgate a mio parere è molto carino soprattutto per chi ha iniziato a giocare dal pc. Un gioco direi rilassante per quando avete tempo. I round durano 5 minuti ed i personaggi sono favolosi perché fin dall’ inizio te ne danno uno bello esteticamente e usare i portali è stata una bellissima idea. Lo coniglio ai giovani ragazzi che piacciono gli sparatutto.

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Panini al prosciutto. Storia di un’assassina: un noire accattivante

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Panini al prosciutto. Storia di una assassina

“Panini al prosciutto. Storia di una assassina” è un noir che cala il lettore nelle cause che hanno prodotto una assassina

Casa Editrice: Porto Seguro Editore
Collana: Black Magic
Genere: Romanzo noir
Pagine: 185
Prezzo: 15,00 €

“Panini al prosciutto. Storia di un’assassina” di Christian Cantelli Podestà è un romanzo noir caratterizzato da uno stile accattivante. Rapisce il lettore e non lo lascia più andare.

L’autore racconta una storia avvincente e drammatica, con protagonista una donna che subisce una vera e propria metamorfosi in negativo a causa del dolore che la vita le infligge.

L’opera, infatti, diventa quindi un’occasione per riflettere sull’origine del male. Ci spinge inoltre a riflettere su quelle figure considerate malvagie per natura. Molto spesso però è esistito un tempo in cui non lo erano, ma lo sono divenute a causa di eventi traumatici.

Non che si debba trovare una giustificazione al male, per carità, ma è opportuno anche pensare alle contingenze avverse, ai tiri mancini del destino, e alla fragilità dell’essere umano.

Caterina è una donna di mezza età che nel tempo ha visto svanire tutti i suoi sogni. Il lettore la incontra mentre passeggia tra la folla riunita sul molo turistico di Santa Monica, a Los Angeles.

«Era arrivata moltissimi anni prima, proprio su quel molo, da un paese lontano lontano, al di là di un altro mare, oltre il continente e ancora un altro continente, quasi per caso, in visita a dei parenti che da quelle parti avevano trovato fortuna, ma il destino l’aveva fatta rimanere, come nelle più belle storie, come nelle favole, era rimasta lì per amore; poi la vita era passata, l’aveva assorbita e, infine, consumata».

Caterina ha un chiosco di panini su quel molo. Un tempo lo gestiva col marito ma poco dopo il loro matrimonio e la nascita della loro bambina egli si è ammalato gravemente di una rara forma di patologia neuro-degenerativa. Da quel momento su di lei caricate tutte le responsabilità, perdendo luce e vitalità.

Quando una nuova tragedia si abbatte su di lei, per Caterina inizia una vertiginosa caduta nella follia e nella disperazione. Da un baratro tanto oscuro o non se ne esce più o si risale totalmente cambiati, come accade alla protagonista.

Christian Cantelli Podestà racconta una storia brutale, in cui Caterina trasforma la sua sofferenza e la sua rabbia in vendetta e in odio.

«Dentro quella donna il seme del male cresceva ogni giorno, senza che dall’esterno se ne potesse intuire la grandezza».

La sua scelta scioccherà il lettore. Caterina darà inizio a una spirale di violenza, insensata a uno sguardo esterno ma non ai suoi occhi, che vedono nel male una necessità per raggiungere un più alto e nobile scopo.

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I am Music: iniziativa per la giornata contro la violenza sulle donne

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Un musical di I am Music per la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza conro le donne, questa l’iniziativa

“Bisogna imparare a saper voltare pagina perché Dio da sempre altre opportunità, quelle opportunità che ad Ornella Pinto e ad altre vittime come lei sono state negate”.

Per il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la scuola di musica I AM MUSIC del maestro Maria Nasti a Chiaiano ha intrapreso un’iniziativa davvero commovente.

Nel teatro della scuola Maria Agostina di Mugnano, la maestra e i suoi alunni hanno realizzato un film musicale destinato alle famiglie e alle vittime di violenza. Hanno partecipato, infatti, Anna Cardone, Rita Esposito. Ancora, Mariagrazia Esposito, Gabriela Montuori, Salvatore Nisi e Roberta de Lorenzo. Ancora gli allievi Ludovica Tramaglino, Maria Pizzo, Serena Tanzillo, Noemi Giaccio, Merigiò Priscoe Dajana Giallucci

Durante le riprese hanno, infatti, tutti dato il massimo per trasmettere la loro vicinanza ed il loro supporto, invitando a non arrendersi mai e a trovare sempre il coraggio di denunciare e di raccontare.

Tutto è iniziato con i racconti vissuti dalle rappresentanti delle associazioni antiviolenza ‘Ciro Vive’ e ‘Doulos Servo’ di Scampia, rispettivamente Antonella Leardi e Dina Romeo. Poi ogni cantante ha provato ad immergersi in una delle tante storie e a renderla propria, affrontando un breve monologo recitato. Lo stesso poi accompagnato poi con una canzone che entrasse a pieno l’argomento. La scelta non poteva che ricadere sulle note di ‘Stay with me’ e ‘Gli uomini non cambiano’. Bellissime inoltre le coreografie danzate dalla maestra Anna Santagata, direttrice della scuola di danza ‘Fire of Dance’, che hanno reso tutto davvero emozionante.

Per realizzare questo progetto, molto importante l’aiuto fornito dai commercianti di Chiaiano, i quali si sono subito resi disponibili. Importante anche il sostegno dell’avvocato Giovanni Pagano, che si è mobilitato per mettere a disposizione il teatro ospitante.

Tante storie sono state raccontate. Ricordata in modo speciale quella scritta direttamente a nome di Stefania Pinto in ricordo della sorella Ornella. La manifestazione è terminata intondando ‘Ragione e Sentimento’ in un grande coro che ha lasciato un forte impatto.

L’obiettivo finale, quindi, quello di sensibilizzare e di diffondere attraverso la musica il messaggio che si può chiedere aiuto, e che tutti insieme possiamo porre fine alla violenza: come la citazione iniziale scritta da Stefania Pinto, ne riserviamo una di chiusura per riassumere a pieno il significato del progetto.

“Bisogna imparare a vivere autonomamente senza credere di dipendere, bisogna imparare ad essere felice”

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“Atti mancanti”, una sceneggiatura di Francesco Amoruso

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Atti mancanti

Con “Atti mancanti” Frascesco Amoruso ha vinto la XXI edizione del Premio Massimo Troisi ex aequo con Francesvo Niglio

Casa editrice: Terebinto Edizioni
Genere: Teatro
Pagine: 80
Prezzo: 10 euro

Atti mancati è il lavoro con cui Francesco Amoruso ha vinto la XXI edizione del Premio Troisi come migliore sceneggiatura. Primo in ex equo con Francesco Niglio.

Si tratta di una sceneggiatura in tre Atti, definiti mancanti dallo stesso autore perché l’azione narrativa è abortita. Vi è infatti un filo evidenziato da seguere è tematico più che narrativo.

Il lettore si trova sulla scena dei personaggi che non concludono l’azione iniziata. Nel primo atto “Pezzente sagliute” è si svolge a Pompei, prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C..

Nel secondo atto “Attanti al lupo” il lettore si troverà davanti ad uno scrittore che parla ad uno se suoi personggi che però nongli risponde.

Con il terzo atto, infine, “Anima mia” l’autore ci catapulta in un posto dove luogo, spazio e tempo saranno rivelati solo alla fine.

Si tratta di un lavoro per il tearo in cui la la tematica centrale è l’impossibilità di raccontare senza cadere nella precarietà e nelle incongruenza dell’esistenza.

Nel testo, che ha la prefazione della prof. Scognamiglio, vi è un piccolo saggio sull’Io narrativo legato proprio alle vicende raccontate negli atti. Tutto per mettere in luce come esistenza e finzione si attocriglino sempre intorno alla penna di chi scrive.

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Mostra dei Presepi a Casalnuovo: Al via la seconda edizione

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Mostre dei Presepi

Mostra dei Presepi a Casalnuovo: arte presepiale e arte sartoriale insieme per celebrare cultura, tradizione e bellezza

Casalnuovo di Napoli, 17 novembre 2022. Confermata, per l’Immacolata, la seconda edizione della “mostra dei presepi” al piccolo Museo Biblioteca Sociale Giacomo Leopardi di Casalnuovo di Napoli. La kermesse intitolata: “Arte Sartoriale e Arte Presepiale insieme”.

La mostra sarà visitabile gratuitamente da giovedì 8 a domenica 18 dicembre 2022dalle ore 10.00 alle ore 20.00. Per l’apertura della mostra, giovedì 8 dicembre 2022, è previsto il Concerto di Natale con le Go Sisters alle ore 11.00 e lo Spettacolo di Natale per i bambini alle ore 12.00. Ai visitatori saranno offerte caldarroste preparate all’istante.

Bottega Ferrigno, Genny Di Virgilio, F.lli Capuano, De Maria, Gambardella Mauro”. Queste le botteghe di San Gregorio Armeno che esporranno, più che statuette, vere e proprie opere d’arte. Esposte anche opere della Scarabattola Napoli, di Sergio Vitucci, che espone da anni al Castello di Limatola. Sarà presente e di Gianluca Rossi, che crea presepi dal tufo scolpito e li completa con pastori di Maria Ricciardelli.

Con la nuova edizione, riusciamo a coinvolgere attivamente, oltre che i più importanti maestri di arte presepiale delle celebri via dei presepi di Napoli, tanti amici del nostro territorio. Francesco Picciullo, per esempio, è maestro di arte presepiale che oggi espone le proprie opere stile ‘700 napoletano in tanti contesti, ma che vive proprio nella nostra città, Casalnuovo”. Lo ha dichiarato Giovanni Nappi, fondatore della Biblioteca Sociale e del piccolo Museo. 

Per omaggiare l’arte presepiale e l’arte sartoriale, saranno esposti esemplari di pastori in terracotta raffiguranti l’antico mestiere del “sarto”. Accompagnate con immagini riferite a sarti, sarte e ai principali e storici attrezzi del mestiere.

Presepi e pastori pregiati saranno, inoltre, esposti tra i “Ferri del Mestiere” dell’antico mestiere del sarto. Una collezione del museo che comprende forbici, aghi, ditali, ferri da stiro, macchine da cucire. Aattrezzi da sempre peculiarità della città di Casalnuovo di Napoli, definita da oltre mezzo secolo la Città dei Sarti).

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Punto! il Web Magazine


"Punto!" il Web Magazine è un giornale Fondato nel 2011 da Vincenzo Perfetto e Carmine Sgariglia.

Edito dall'Associazione Culturale PuntoGiovani Qualiano.

Registrazione Tribunale di Napoli n° 31 del 30 marzo 2011.


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