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Porto, città intrap(r)endente tra discrezione e decadenza

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Porto Clerigos

Porto: Una città di saliscendi tra storia, arte e modernità e il fascino decadente della città, un viaggio attraverso le sue insenature.

Una qualsiasi mappa di Porto, città situata a Nord del Portogallo, anche la più accurata e dettagliata, non fornisce al viaggiatore che si approccia alla sua scoperta, un’informazione essenziale: il dislivello. Il suo centro storico, pur essendo raccolto in termini di estensione, è caratterizzato da pendii e inclinazioni.

La sua pendenza costringe al continuo alternarsi di salite e discese che inducono sempre ad osservare la città dal basso verso l’alto, ma anche in senso opposto. Un cambio di altezza continuo a cui consegue un cambio di prospettiva che esalta un senso di equilibrio tutto suo, così come il suo fascino decadente, non degradato, ne fanno una delle mete di viaggio più trendy degli ultimi anni.

Cattedrale del Sè

Nel quartiere della Baixa, l’apice è senza dubbio la Torre dei Clèrigos, la torre barocca, simbolo della città, dalla cui sommità si contemplano i quartieri sottostanti. In linea d’aria, sulla collina di Pena Ventosa, anche la terrazza antistante la Cattedrale del Sè, un tempo teatro di esecuzioni capitali, offre una visuale profonda, in cui spicca la stazione ferroviaria Sao Bento. La tipica “saudade” portoghese, quell’indefinibile nostalgia malinconica legata ai ricordi di un passato lontano, (che noi napoletani assimiliamo alla “pucundria”) in questa città è pressoché assente.

Porto Azulejos

Il passato e i suoi racconti, le storie dei santi, degli eroi, dei re e delle loro battaglie sono sfacciatamente testimoniati dai prospetti e dagli interni degli edifici, sacri e non, dipinti in smalto blu su “pagine” di ceramica bianca: sono gli Azulejos, decorazioni pittoriche di reminiscenza araba, che hanno conquistato tutto il Mediterraneo, divenendo, di fatto, una tra le icone portoghesi più famose.

La Matriz Velha, chiamata anche Cappella delle Anime, così come la Igresia do Carmo e la Chiesa di S. Ildefonso sono esempi mirabili di barocco e rococò, in cui le facciate ricoperte di lucenti azulejos si armonizzano con le volute morbide del granito scuro.

Porto edifici

A Porto tutto è movimento e l’energia cinetica si ravvisa nell’aria, attraverso i suoni e le canzoni degli artisti di strada, presenti ad ogni angolo: le loro esibizioni colorate, più o meno talentuose, tentano invano di mitigare i rumori incessanti degli onnipresenti cantieri. Lo spirito di Porto è nella mancanza di autocommiserazione, nella resiliente capacità di contenere la decadenza, lavorando per migliorare.

Con questa filosofia, il caratteristico vagone del tram storico viaggia in parallelo con le vetture della moderna tramvia.

Chiesa D’oro

Urbanisticamente, è un susseguirsi di “lavori in corso”. Per ogni edificio abbandonato, su cui si rintracciano i dettagli decorativi di un tempo, ce ne sono accanto altri due (uno completamente rinnovato e l’altro ancora oggetto di lavori), stretti l’uno all’altro, come in una cordata di sostegno solidale.

Sala Araba Palacio da Bolsa

In un contesto simile, la discrezione modera l’opulenza. La “talha dorada”, il legno scolpito, intagliato e ricoperto in foglia d’oro, che caratterizza gli interni nella cosiddetta “Chiesa d’oro” di S. Francesco e gli arabeschi mediorientali della Sala Araba del “Palacio da Bolsa” sono scrigni discreti di ricchezze inimmaginabili dall’esterno.

L’altro oro, per nulla prezioso ma più accessibile, è quello delle scatolette in latta che contengono preparazioni alimentari a base di pesce, (tonno, acciughe, merluzzo) e che rappresentano il souvenir più originale e colorato da portarsi a casa.

Porto Majestic cafè

Nel quartiere di Bolhào, il mercato coperto garantisce la spesa quotidiana ai banchi ordinati del piano terra e la freschezza dei patti ai ristoranti del piano superiore, mentre antiche botteghe di coloniali si rivelano essere colorate boutique per prelibatezze gastronomiche.

pasteis de nata

Anche se l’inclinazione di Rua S. Caterina non rende poi lo shopping così faticoso, d’obbligo è comunque una sosta all’iconico “Majestic” per un caffè e una Pastel de Nata, dolcetto tipico di sfoglia e crema pasticcera brulèe, così come un passaggio veloce nella più famosa catena di fast food al mondo che, nei pressi dell’ampio boulevard di Avenida de Aliados, vanta il più bel punto vendita in assoluto.

Botteghe

La romantica discesa di Rua das Flores coi suoi negozietti, le sue gallerie d’arte e il lusso riservato dei boutique hotel in palazzi storici, conduce al quartiere de La Ribeira.

Rua das Flores

Come in un luna park, il maestoso ponte di ferro Dom Luis I funge da (mezza) ruota panoramica, insieme alla teleferica e all’ascensore, assicurano un saliscendi di emozioni, come sulle “montagne russe”, in cui gli sbalzi di gravità sono destinati solo agli impavidi esibizionisti di tuffi non autorizzati.

porto dom luis

Il Douro, arteria liquida che collega la città all’oceano Atlantico, seppur perso il fascino da ricovero di corsari e mercanti, accoglie vivacemente turisti e viaggiatori nei tanti ristoranti e bar ottimi anche per un semplice aperitivo, a base di crocchette di baccalà e un calice di quel vino liquoroso che, avendo lo stesso nome della città, ha consentito nei secoli a Porto di andare nel mondo e al mondo di approdare a Porto

La ribeira

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