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Incendio di rifiuti a Lago Patria: cosa resta? Nuovi abbandoni
Pubblicato
2 anni fail
Dell’incendio di rifiuti avvenuto a Lago Patria il primo maggio, dopo la pulizia e i servizi giornalistici sacrosanti, restano nuovi abbandoni
Nuovi abbandoni di rifiuti a Lago Patria dove è avvenuto l’incendio lo scorso primo maggio. Tutti ricordano l’immensa colonna di fumo nero che ha appestato l’aria fin sopra Varcaturo.
Ad andare a fuoco l’enorme cumulo di rifiuti abbandonati illecitamente nel corso del tempo e che mani sapienti – in occasione della festa del lavoro – si sono date da fare ed hanno dato alle fiamme.
Estinte le fiamme dai Vigili del Fuoco, il giorno successivo sono partite le operazioni di pulizia imponenti per portare via i rifiuti, diventati speciali grazie alla combustione.
Il cinque maggio, giunge sul posto la Tgr e produce un ottimo servizio che accende di nuovo i riflettori sul dramma.
L’otto maggio, un nostro sopralluogo sul posto documenta la pulizia, documenta anche nuovi abbandoni di rifiuti e cumuli ancora da rimuovere.
Nel video che è a corredo dell’articolo, si vedono sacchetti di rifiuti urbani rotti con il loro contenuto sparpagliato.
Si vedono mobili accatastati pronti per essere dati alle fiamme. Si vedono un paio di lastre di quello che sembrerebbe amianto-cemento, di quello che un tempo si posava per le coperture.
Uno scenario, insomma, disarmante che mostra di fatto “l’impotenza” delle istituzioni giuglianesi nel controllo del territorio. Se da un lato vi sono le operazioni di pulizia e dall’altro illeciti abbandoni: è chiaro che qualcosa non funziona.
È evidente che i cumuli non ancora rimossi svolgono un “ruolo attrattivo” per gli incivili che abbandonano i loro rifiuti, soprattutto se si tratta di zone periferiche.
In passato l’amministrazione di Giugliano, per evitare i roghi, raccoglieva ogni giorno i rifiuti abbandonati per strada. Il concetto era eliminare il combustibile quanto prima possibile, per non dare spazio ai “piromani”.
Il territorio di Giugliano è vasto non ci sono dubbi e sono chiare le difficoltà delle diverse amministrazioni – presenti, passate e future – nel cimento. La fattispecie, però, non può rappresentare il fianco scoperto al quale colpiscono inesorabilmente persone senza scrupoli.
L’Amministrazione è chiamata alla difesa del territorio e della salute dei cittadini. È necessario quindi uno sforzo in più, anche economico, che preveda da un lato la rimozione dei rifiuti e dall’altro l’introduzione di serie politiche di controllo e repressione del fenomeno.
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