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Freud: la serie Tv ispirata al padre della psicoanalisi

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Prima produzione austriaca di Netflix, Freud non ha nulla del classico biopic, genere che si basa sulla ricostruzione della vita di un personaggio realmente esistito.

Ambientata nella Vienna del 1886, la serie Tv Freud – scritta da Marvin KrenStefan Brunner e Benjamin Hessle – trasforma gli studi sull’ipnosi e l’indagine dell’inconscio umano in super-poteri paranormali con cui investigare su sparizioni e omicidi, che vedono coinvolta la chiaroveggente Fleur Salomé, personaggio ricostruito a partire da Lou von Salomé, scrittrice e psicoanalista tedesca realmente esista che ha ispirato Così parlò Zarathustra di Nietzsche.

Dopo i primi episodi in cui sembrano essere ragionevolmente mostrati gli studi iniziali di Freud, in particolar modo quelli sull’ipnosi e l’isteria, la narrazione si sgancia completamente dalla realtà storica, offrendo il fianco agli estimatori più accaniti del realismo storico, impastandola con elementi tipici del thriller esoterico.

La storia maggiore è sporcata da grossi ritinteggiamenti di fantasia con inverosimili invenzioni storiche sulle quali potremmo pur sorvolare se non fosse che anche gli incastri narrativi più fantasiosi sono sbilanciati da continue assenze di coerenza della trama e di connettori spazio-temporale.

Tecnicamente ben realizzata, con sprazzi di interpretazioni audiovisive delle teorie freudiane sull’inconscio, il giallo è continuamente a metà strada tra il noir alla Poe e il fantasy alla Harry Potter con numerose scene hot e horror, il più delle volte splatter.

Poco convincenti anche alcuni personaggi secondari, tra cui il duo composto da Alfred Kiss, ispettore della polizia, l’amico e collega Franz Poschacher, e Lenore, governate del dottor Freud.

Se i primi (almeno per gran parte del tempo e tolto il banalizzante accostamento che li fa tanto Chisciotte e Sancho Panza) sembrano meglio costruiti dal punto di vista psicologico (in particolar modo l’ispettore), la governante, incomprensibile e probabilmente incompatibile con le pretese narrative della Serie, sembra essere uscita da un episodio de I Cesaroni.

In conclusione, Freud, a fronte della qualità dei costumi, della scenografia e la bravura degli attori, risulta essere, almeno questa prima stagione, un’occasione sprecata:

avanti la prossima.

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