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Fatture per operazioni inesistenti: scatta il sequestro

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Fatture per operazioni inesistenti

Fatture per operazioni inesistenti in provincia di Caserta. Smantellato sistema fraudolento di una società “cartiera”

Fatture per operazioni inesistenti in provincia di Caserta. Il 10 marzo scorso, la Guardia di Finanza di Caserta ha eseguito un decreto di sequestro preventivo diretto e per equivalente nei confronti di sei indagati. Tutti iniziati a vario titolo, di “emissione e di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti”. Ad emettere il provvedimento cautelare il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Il provvedimento è l’epilogo di una complessa indagine, delegato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere alla Tenenza di Piedimonte Matese. L’indagine è volta al contrasto e alla repressione di una frode fiscale perpetrata attraverso “l’emissione e il successivo utilizzo di fatture per operazioni inesistenti”.

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Gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa hanno permesso di ricostruire un articolato sistema fraudolento. In tale frode gli indagati avrebbero utilizzato una società “cartiera”, con sede nella provincia di Caserta, per produrre costi fittizi ed inesistenti a favore di altre due società.

Queste, a loro volta, emettevano fatture soggettivamente inesistenti in favore di una ulteriore società. Il fine era di “consentire alle società beneficiarie della frode di abbattere illecitamente il debito relativo al pagamento delle imposte dirette e dell’IVA nei confronti dell’Erario”.

Tutte e quattro le società coinvolte nelle investigazioni, erano riconducibili ai medesimi soggetti ed agivano, di fatto, in maniera coordinata e sotto una regia unitaria. Esse operano nel settore della fabbricazione di calzature.

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L’importo del profitto illecito, rappresentato dalle imposte evase in conseguenza dei reati tributari ipotizzati all’esito delle indagini, sarebbe pari ad € 1.388.438,91 (€ 377.300,78 di IRES ed € 1.011.138,13 di LV.A.).

Nel corso dell’esecuzione i finanzieri hanno sottoposto a sequestro disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili e quote societarie nei confronti delle società coinvolte e degli indagati.

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