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Entertainment

Weekend Baden-Baden, tra la febbre del gioco e la cura dell’acqua

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“Capitale estiva d’Europa” ai tempi della Belle Époque; oggi, Patrimonio Unesco per le sue acque termali.

Si dice che il Diavolo non vada mai in vacanza, eppure, ogni tanto, ti induce a partire per un weekend di puro relax, spingendoti ad andare dove mai ti aspetteresti di incontrarlo: un elisio terreno di luce e di acque.

Subdolamente si insinua come un vizio, dandoti l’alibi del tuo stesso benessere: ti seduce ambiguamente tra le “fiamme” della tentazione con la trasparente promessa di curarti con l’acqua, di sicuro non santa, ma per certe affezioni, quasi “miracolosa”.

Augustaplatz Baden-Baden

Rosso e nero i suoi colori, pari o dispari le sue cifre: col Diavolo non si scherza, ma si gioca e, tra carte e cavalli, potete, scommetterci, vince quasi sempre lui. Quasi.

Ed è così che ti ritrovi ai margini della Foresta Nera, in quell’eden senza tempo di Baden-Baden, elegante  cittadina tra le più lussuose della Germania che, pare, conti oggi almeno 1 milionario ogni 30 abitanti.

Stabilimento Termale Caracalla

Conosciuta già in epoca romana come “Aquae” per la ricchezza minerale delle sue fonti, come testimoniano gli antichi resti e il moderno stabilimento termale intitolato all’imperatore Caracalla, che fu forse solo il primo tra gli ospiti illustri che, da secoli, giungevano in questo angolo ameno del Württemberg, inizialmente solo per scopi curativi.

Kurgarten Complesso Kurhaus e Casinò

Agli inizi del 1800, puntare sul Casinò, come fulcro d’attrazione, fu una mossa diabolica che colmò il vuoto lasciato dal divieto di gioco d’azzardo in Francia, convogliando di fatto tutti i giocatori d’Europa, semplici appassionati o ludopatici che fossero.

Seguirono tutti quei servizi necessari ad assicurare piacere e comfort ai semplici soggiorni idroterapici: teatri, sale concerto, boutique alla moda di abiti e accessori di lusso.

Parco del Lichtentaler Allee

Furono inaugurati diversi Grand Hotel e numerosi Caffè, dove sostare al tardo pomeriggio per un pieno di caffeina, fondamentale per affrontare le notti sotto gli scintillanti lampadari di quello che Greta Garbo definì “Il più bel Casinò del mondo”; lo stesso in cui lo scrittore russo Dostoevskij scriveva di furia “Il giocatore”, sfruttando la demoniaca febbre di cui era affetto, per saldare i suoi stessi debiti di gioco.

Invidia e superbia, si sa, sono i peccati del Diavolo, ma in ambito turistico si chiama competizione: per distinguersi dalla Baden svizzera e dalla Baden austriaca, quella in Germania assunse il nome di Baden-Baden.

Romantici ponti sul fiume Oos

Raddoppiando all’istante l’idea di potere e prestigio, lusso e mondanità  venivano declinate in un triplice “tapis vert”: feltro di lana per i tavoli da gioco,  tappeto in velluto d’erba lungo il corso del fiume Oos nel parco del Lichtentaler Allee e un metaforico spazio di relax dove i diplomatici del tempo potessero fare ognuno il proprio gioco.

Trinkhalle dettagli degli affreschi

Nella mappa dei viaggi della Belle Époque, la cosmopolita e poliglotta Baden-Baden venne incoronata “Capitale estiva d’Europa”, perché in nessun altro luogo, sentenziava lo scrittore Mark Twain, “dopo dieci minuti  ci si dimentica del tempo, dopo venti, del mondo”!

 Stabilimento termale Friedrichsbad

Oggi, il parco del Kurgarten comprende la struttura della Kurhaus e il Casinò. Poco distante, sotto il colonnato neoclassico della Trinkhalle si passeggia, si sorseggia acqua e si scoprono miti e leggende della città sulle pareti affrescate, come in una galleria d’arte sempre aperta.

Non mancano di certo vetrine di alta moda, brand famosi di gioielli, auto costose, ristoranti stellati e residenze prestigiose ma la città si fa ambasciatrice di discrezione, dove lusso non è ostentazione, suggerendo di mettere in valigia sia un completo formale che le scarpe adatte al trekking sui sentieri tra le sue colline: addirittura superfluo invece il costume da bagno, se si scelgono le terme di Friedrichsbad, dove il “nudo” resta un obbligo non negoziabile.

Aria fresca e vapori caldi, sorgenti termali e vigneti in collina, cultura e mondanità.

 Stabilimento termale Friedrichsbad

Baden-Baden è una  fonte multipla per riequilibrare salute e diletto: giardini che profumano di rose per ritrovare armonia, musica e spettacoli per nutrire l’anima, campi da tennis, da golf e trofei ippici per gioco e scommesse, occasionali brividi per tentare la fortuna.

Tutto ciò in una cornice di grazia assoluta che trasmuta l’apparente oscuro della “Foresta Nera” nella fondente delizia del più classico dolce locale, unica diabolica tentazione davvero irresistibile.

Pur rievocandone l’atmosfera in eventi in maschera, musica e balli, la Belle Époque è finita da tempo, eppure, proprio come allora, Baden-Baden è ancora sinonimo di bella vita; anzi, come recita il suo slogan, di “bella bella vita”. A noi l’arbitrio di credere di poter trovare “l’elisir di giovinezza” in un sorso d’acqua o alzare la posta e sfidare la sorte, accettando il rischio di finire come “poveri diavoli”.  

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