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Alessio Forgione e i suoi “Giovanissimi” raccolti dalla strada.

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Forgione, dopo il successo di “Napoli mon Amour”, ritorna in libreria con un nuovo romanzo sempre edito NN.

Mio padre mi chiese se mi fossi spaventato e gli risposi di no e disse che bisognava capire qual era la strada giusta e seguirla, accolta a testa bassa, senza lasciarsi influenzare da quello che ci accadeva attorno.
Che alle volte, individuata la cosa giusta da fare, poi, a farla sembrava stana e che spesso era proprio la cosa giusta da fare a essere strano.

Alessio Forgione – Giovanissimi

Giovanissimi di Alessio Forgione riempie vuoti.
O apre ancora di più le voragini.

Circondati dal cemento e dall’asfalto incancrenito dal sangue e dai bossoli, i Giovanissimi di Forgione subito si abituano, allenano lo sguardo.
Qualcuno scivola sull’incrocio delle scelte. Qualcuno finisce per precipitare.

Siamo a Napoli, nel Rione Traiano. E anche se non viene mai nominato, lo capisci dalle strade, dal rumore del motorino e da come lo sguardo di chi narra sa poggiarsi sulle cose.

“Giovanissimi” suona come un superlativo usato a mo’ di passato remoto.

Non sono i giovani di oggi, i protagonisti della storia, ma quelli di qualche anno fa, quando non c’era internet, né era facile mandarsi un sms per prendere un appuntamento.

E però le solitudini in cui vivono i personaggi di Forgione, se non sono diverse da quelle di oggi è perché hanno lo stesso innesto, cause precisamente uguali.

Marocco, protagonista ed io-narrante, è così: intelligente, ama i fumetti e le storie di fantascienza, s’innamora di Serena, ma pure è incapace di scegliere in base alla sua intelligenza; buono e per questo altrettanto capace di riconoscere, se non le azioni sbagliate, almeno le persone giuste a cui volere bene.

E però restano irriducibili le assenze.

Come quelle lasciate dalla madre che lo ha abbandonato fin da piccolo e che però ha avuto il tempo di insegnargli una certa attitudine alla ribellione e, soprattutto, com’è quando si cade e non c’è nessuno a metterti una mano sulla spalla per dirti che sei bravo.

Rubo ad Agostino Ferrente e al suo film “Selfie” la metafora leopardiana dell’infinito, che viene così riscritta, e che mi pare possa essere riusata per Giovanissimi: oltre il muro di cemento dei palazzi-dormitorio dei quartieri, l’infinito è tutto nella testa e nei sogni proibiti di chi trova rifugio e certezze nelle scelte che ti capitano.

È la storia di molti adolescenti, forse. Soprattutto è la storia di molti giovani, buoni, buoni come e più del pane, normali, uguali agli altri, forse più normali di tanti altri ma che, se abbandonati, fanno da sé.

E qualche volta va a finire bene, ma molte altre va male.

Forgione li recupera, dà loro uno spazio, quantomeno una storia e, tramite il racconto, la scrittura, restituisce un modo per riscattarsi.

Forgione affianca le frasi in modo che, con improvvise carrellate, il lettore possa osservare dettagli e particolari, sia quando stringe sui primi piani, sia quando allarga, incalzando con la paratattica, con grandi panoramiche.

In tutte le mistificazioni romanzesche ogni volta che si è cercato di fare passare una finzione per un documento si è utilizzato con molta naturalezza la prima persona.

[Butor, 6 Saggi e 6 risposte su Proust sul romanzo, Pratiche, Parma 1977. pp 142]

L’io narrante ti mette le cose davanti al naso, come fossero vere.

E anche se fosse tutto inventato, se nemmeno una briciola di verità è stata rubata con le unghie dalla vita quotidiana, la storia prende colore e si fa di carne, perché ciò di cui parla Forgione è la storia di molti, è la storia di tanti, è contemporaneamente la storia della disperazione che non ne vuole sapere, in qualche modo, di andare giù, e nemmeno di combattere fino in fondo.

Forgione prende per mano l’amico lettore e se lo tiene seduto vicino in modo che possa osservare com’è che si vive a ridosso delle sconcerie del cuore.
E dei nervi e delle viscere.

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Migliaccio al cioccolato, il Carnevale diventa goloso

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migliaccio al cioccolato
Foto di Alexander Stein da Pixabay

Una variante per i più golosi, il migliaccio al cioccolato è sinonimo di Carnevale a Napoli

A Carnevale ogni scherzo vale…nel nostro caso ogni dolce vale! I dolci di carnevale si sa sono tra i più golosi e in Italia ogni regione ha le sue tradizioni. A Napoli è usanza nel periodo di Carnevale preparare il migliaccio, una sorta di pizza dolce fatta con il semolino.
Avendo in casa dei cioccolata-dipendenti ne preparo una versione cioccolatosa. In giro per il web ci sono tantissime versioni del migliaccio al cioccolato tutte molto simili, io però ci ho messo il mio tocco personale: leggermente alcolico.

MIGLIACCIO AL CIOCCOLATO:
Ingredienti per uno stampo da 24cm

  • 500ml di latte
  • 80g di semolino
  • 200g di ricotta
  • 160g di zucchero
  • 3 uova
  • 30g di cacao (amaro o già zuccherato, a seconda se lo preferite più dolce o meno dolce)
  • la scorza di un’arancia
  • 1/2 baccello di vaniglia o in alternativa 1/2 fialetta di aroma alla vaniglia
  • 1/2 tazzina di amaretto di saronno ( nel caso non volete aggiungere la parte alcolica potete sostituire il liquore con una fialetta di fiori d’arancio.
  • 100g di cioccolato fondente

PROCEDIMENTO:
1) Prendete un pentolino e versateci dentro il latte, la scorza d’arancia e il baccello di vaniglia inciso. Mettete sul fuoco e scaldate a fuoco basso. Quando il latte avrà sfiorato il bollore togliete la scorza d’arancia e la vaniglia, aggiungete il semolino poco per volta mescolando, cuocete sempre mescolando fino a che non si rapprende. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.

2) Prendete la tavoletta di cioccolato fondente e trituratela con il coltello, lasciando che i pezzi siano volutamente disuguali e mettetela da parte.

3) In una ciotola mettete le uova con lo zucchero e mescolate fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungete la mezza tazzina di amaretto di saronno e la ricotta. Lavorate fino ad avere un composto omogeneo. Aggiungete il cacao e continuate a mescolare. Quando il cacao sarà ben incorporato nel composto aggiungete il semolino e per ultimo il cioccolato fondente.

4) Versate il composto nello stampo, precedentemente imburrato e infarinato e cuocete in forno preriscaldato a 170° per circa un’ora. Prima di sfornarlo, fate sempre la prova stecchino e toglietelo dallo stampo solo quando sarà completamente freddo. Il migliaccio è uno di quei dolci, come la pastiera che il giorno dopo sono più buoni, per questo consiglio di prepararlo un giorno prima. Una bella spolverata di zucchero a velo ed è pronto per essere servito.

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Carnevale Qualianese 2020

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Manifesto Carnevale
Manifesto Carnevale

Anche la Pro Loco Qualiano quest’anno prepara il suo Carnevale che vedrà sfilare diversi carri allegorici

Festività cattolica, il Carnevale ha origini antichissime che lo legano ai grandi riti pagani come le dionisiache greche o i saturnali romani.

Un periodo di rinnovamento simbolico, un evento che collega sacro e profano e che ha caratterizzato la vita sociale di tantissime comunità, dai piccoli ai grandi centri.

Anche la Pro Loco Qualiano quest’anno prepara il suo Carnevale che vedrà sfilare diversi carri allegorici a tema, accompagnati da musica, danze e sketches preparati dagli alunni delle scuole cittadine nonché dagli originali travestimenti di adulti e bambini.

Un evento per tutti, uno spettacolo nello spettacolo, dove non mancherà il sano divertimento tra decine di maschere e sana partecipazione popolare. Il raduno è fissato per le 9,00 di venerdi 21 febbraio 2020 in Piazza D’Annunzio e proseguirà per le strade della cittadina secondo un percorso già prefissato.

Al ritorno dalla sfilata tutte le scuole si esibiranno, con una loro rappresentanza, in Piazza D’Annunzio dalle ore 12,00 per coinvolgere tutti in momenti di gioia e spensieratezza. La Rione Principe, la Don Bosco-Verdi, la S.Chiara-Di Giacomo, la Walt Disney, il Marconi ed il Cartesio sapranno stupirci con i loro spettacoli e le loro majorettes e non mancheranno le sorprese.

L’appuntamento sarà replicato anche domenica 23 febbraio, sempre a partire dalle ore 9,00 in Piazza D’Annunzio.

La novità di quest’anno è il ricongiungimento dei carri allegorici, in Via Rosselli a partire dalle 11,30, con il Carnevale della Pro Loco Qualiano Gaudianum. La festa è aperta a tutta la cittadinanza, un evento degno di essere vissuto dal vivo e partecipato in prima persona. Accorrete tutti per passare qualche ora in allegria.

Nota Stampa Pro Loco Qualiano

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Carri allegorici e bambini in maschera, venerdì sfilata di Carnevale a Melito

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Manifesto Carnevale Foto parziale - Foto: Redazione

Il primo corteo carnevalesco con i piccoli studenti delle scuole materne ed elementari della città di Melito

Il Carnevale si festeggia in tutto il mondo con manifestazioni più o meno importanti e quest’anno anche Melito avrà la sua prima sfilata con protagonisti i bambini della nostra città.  

Il Comune, di concerto con le scuole del territorio ed in collaborazione della Pro Loco, ha organizzato per, venerdì, 21/02/2020 alle ore 10,00 il primo corteo carnevalesco della Citta di Melito di Napoli.

Un evento atteso da anni da centinaia di famiglie costrette a portare i propri figli altrove per dare loro la possibilità di sfilare in abito da Carnevale. Quest’anno però i giovanissimi studenti delle scuole di infanzia e primaria del territorio avranno la possibilità di divertirsi a Melito a ritmo di musica e gustando deliziosi dolci messi a disposizione dalla Pro Loco che,  insieme all’Amministrazione Comunale,  ha curato l’organizzazione della sfilata.

Una festa per i più piccoli ma anche un lungo momento di riflessione sulla questione ambientale in merito allo sversamento illecito di rifiuti.

Il corteo dei giovani studenti sarà, infatti, accompagnato da una nave dei pirati,. Un carro allegorico  che attraverserà per la prima volta la città a simboleggerà la battaglia dell’intera comunità contro gli incivili che sporcano la città.

“Lo avevamo promesso durante le festività natalizie ed abbiamo mantenuto l’impegno. Per la prima volta Melito avrà un corteo di Carnevale con i nostri piccoli che sfileranno per le vie della nostra città – fanno sapere il vicesindaco ed assessore alla Cultura Luciano Mottola ed il primo cittadino Antonio Amente –  La realizzazione della sfilata di Carnevale è la dimostrazione che quando c’è sinergia tra le varie istituzioni presenti sul territorio qualsiasi obiettivo è alla portata. La sfilata vedrà protagonisti i giovanissimi studenti del I, II e III Circolo didattico, ma naturalmente è aperta a tutti i piccoli melitesi che desidereranno divertirsi insieme ai propri coetanei”.

Programma della giornata

Raduno: ore 10,00 gli studenti si raggrupperanno all’interno dell’area Grace in via Carlo Alberto Dalla Chiesa

Inizio corteo: gli studenti delle scuole dell’infanzia e primaria, in abiti carnevaleschi,  si muoveranno in via Carlo Alberto dalla Chiesa su via Roma in direzione piazza Santo Stefano. Dinanzi al corteo ci sarà un carro allegorico, sotto forma di nave dei pirati, che simboleggerà la lotta agli sversamenti abusivi e agli incivili che sporcano la nostra città.

Fine corteo: il carro allegorico, che sarà accompagnato da musica ed animatori,  si fermerà in piazza Santo Stefano, mentre il corteo proseguirà fino a piazza Marconi, dove gli studenti saranno accolti da animatori e troveranno dolciumi carnevaleschi, che potranno gustare nella zona chiusa al traffico veicolare per l’occasione.

Conclusione dell’evento:  la sfilata di Carnevale 2020 terminerà intorno alle ore 12,30. 

Nota stampa Comune di Melito di Napoli

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