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Giampaolo Pansa si è spento ieri a Roma all’età di 84 anni

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Fu una voce critica ed obiettiva del giornalismo italiano. Giampaolo Pansa fu colui che raccontò i crimini commessi dai partigiani dopo il 1945.

Si è spento ieri Giampaolo Pansa all’età 84 anni a Roma. Un giornalista contro corrente, è stato firma dei più autorevoli giornali italiani dalla Stampa, dove ha ottenuto il suo primo contratto passando per il Giorno, Corriere della Sera fino a Repubblica dove ha ricoperto il ruolo di vice direttore.

Ha raccontato la politica italiana, mettendone alla berlina i vizi, ma soprattutto lo ha fatto proponendo sempre un punto di vista contro corrente.

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A riprova del suo essere obiettivo anche sui fatti storici le polemiche giornalistiche montate dopo la pubblicazione del saggio il “Sangue dei Vinti”, pubblicato nel 2003 nel quale racconta dei crimini commessi dai partigiani dopo il 1945.

Suo lo scoop sullo scandalo Lockeed e memorabile la sua rubrica il “Bestiario”. Il suo giornalismo era legato a filo doppio con la vita di tutti i giorni. Le sue celebri espressioni “Balena Bianca”, per indicare la Democrazia Cristiana e “l’Elefante Rosso” per indicare il Partito Comunista sono diventate di uso comune.

Vicino al Partito Comunista, Giampaolo Pansa non esitò a chiedere le dimissioni di Occhetto quando il partito entrò nell’inchiesta su tangentopoli.

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Con lui va via una visione obiettiva e critica dell’Italia.

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