Esteri
Oliver Tree morto a 32 anni in un incidente in elicottero a Rio de Janeiro
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Il cantante statunitense, diventato un fenomeno globale con “Life Goes On” e “Miss You”, era in Brasile per il suo tour. Nello scontro tra due elicotteri hanno perso la vita sei persone
performer statunitense si trovava a bordo di uno dei due elicotteri entrati in collisione in volo nella zona di Recreio dos Bandeirantes, nella parte occidentale della città. Le persone presenti sui due velivoli sono morte nell’impatto.
Uno degli elicotteri è precipitato nel parcheggio di una concessionaria, provocando un incendio che ha coinvolto diversi veicoli. Le cause della collisione non erano ancora state chiarite nelle ore immediatamente successive all’incidente e sono oggetto di indagine da parte delle autorità brasiliane.
La presenza di Oliver Tree tra i passeggeri era stata indicata nei documenti trasmessi alle autorità aeronautiche. Le prime informazioni diffuse dalla polizia civile di Rio de Janeiro e riprese dalla stampa internazionale hanno quindi confermato la morte dell’artista. In alcune delle prime ricostruzioni veniva comunque precisato che l’identificazione formale di tutte le vittime non era ancora stata completata.
Oliver Tree si trovava in Brasile per il tour mondiale
L’artista aveva tenuto un concerto a San Paolo il 6 giugno ed era ancora in Brasile nell’ambito di una tournée internazionale che avrebbe dovuto proseguire in Europa. Il prossimo appuntamento annunciato era previsto a Lisbona nel mese di luglio. Poco prima della tragedia aveva pubblicato sui social alcuni contenuti realizzati durante il soggiorno brasiliano.
La notizia ha colpito profondamente il pubblico anche perché, per molte ore, alcuni fan hanno faticato a considerarla reale. Oliver Tree aveva infatti costruito buona parte della propria immagine pubblica sull’assurdo, sulla provocazione e su una continua confusione tra personaggio, comicità e vita reale.
Questa volta, però, non si trattava di una delle sue messe in scena.
Chi era Oliver Tree
Nato con il nome di Oliver Tree Nickell il 29 giugno 1993 a Santa Cruz, in California, Oliver Tree era molto più di un rapper nel senso tradizionale del termine. Era cantante, autore, produttore, regista e interprete di un personaggio artistico riconoscibile al primo sguardo.
Il suo stile univa alternative pop, elettronica, rock, hip hop e melodie costruite per diventare immediatamente riconoscibili. A renderlo celebre contribuivano anche il taglio di capelli a caschetto, gli enormi abiti sportivi colorati, gli occhiali vistosi e una comunicazione deliberatamente grottesca.
L’immagine, tuttavia, non era un semplice elemento decorativo. Faceva parte di un progetto creativo nel quale musica, videoclip, comicità e cultura di Internet diventavano un unico linguaggio.
Gli inizi e il successo di “When I’m Down”
Oliver Tree aveva cominciato a pubblicare musica già nei primi anni Dieci, inizialmente utilizzando il nome Tree. Dopo una lunga fase indipendente, la svolta arrivò con il brano “When I’m Down”, che iniziò a circolare rapidamente online e contribuì al suo ingresso nel circuito discografico internazionale.
Nel 2017 firmò con Atlantic Records, avviando una fase più strutturata della propria carriera.
In quegli anni iniziò a definire il personaggio che lo avrebbe reso famoso: un artista apparentemente fuori controllo, capace di alternare canzoni malinconiche, umorismo demenziale e video costruiti come cortometraggi surreali.
“Alien Boy” e “Hurt”: la nascita del personaggio
Tra i primi brani capaci di consolidare il suo pubblico ci furono “Alien Boy” e “Hurt”.
“Alien Boy” raccontava il sentirsi diversi e fuori posto, uno dei temi centrali della sua produzione. “Hurt”, pubblicata alla fine del 2018, trasformò invece una vicenda personale legata a un incidente in monopattino in una canzone intensa e in un videoclip spettacolare.
Seguirono singoli come “Cash Machine”, “Miracle Man”, “Let Me Down” e “Bury Me Alive”, attraverso i quali Oliver Tree costruì una discografia sospesa tra fragilità personale e ironia corrosiva.
Il debutto con “Ugly Is Beautiful”
Il primo album ufficiale, “Ugly Is Beautiful”, uscì nel luglio 2020 dopo una lunga attesa e numerosi rinvii annunciati dallo stesso artista.
Il disco rappresentò la sintesi del suo universo creativo: ritornelli immediati, produzioni elettroniche, chitarre, testi sull’emarginazione, sulle relazioni fallite e sul bisogno di affermare la propria identità.
L’album raggiunse risultati importanti nelle classifiche rock e alternative statunitensi e consolidò Oliver Tree come uno degli artisti più originali emersi dalla cultura digitale.
“Life Goes On”, il successo mondiale
Il salto definitivo verso il grande pubblico arrivò con “Life Goes On”.
Il brano, incluso nell’edizione estesa del primo album, diventò virale sui social e sulle piattaforme di streaming. La sua struttura ripetitiva, il ritornello immediato e il videoclip volutamente assurdo lo trasformarono in uno dei pezzi più riconoscibili dei primi anni Venti.
“Life Goes On” permise a Oliver Tree di raggiungere un pubblico molto più ampio rispetto alla scena alternativa dalla quale proveniva. Il brano accumulò centinaia di milioni di ascolti e generò remix e collaborazioni, tra cui una versione con Ty Dolla $ign.
“Cowboy Tears” e una nuova trasformazione
Nel 2022 pubblicò il secondo album, “Cowboy Tears”, presentandosi con un’estetica diversa, ispirata al country e all’immaginario western.
Anche in questo caso l’operazione non consisteva semplicemente nel cambiare abiti. Oliver Tree utilizzava ogni disco per costruire un nuovo personaggio e, allo stesso tempo, per parodiare le regole dell’industria musicale.
Brani come “Cowboys Don’t Cry” confermarono la capacità dell’artista di fondere generi differenti senza perdere la propria identità.
“Miss You” e il ritorno nelle classifiche
Sempre nel 2022 arrivò un altro successo globale: “Miss You”, realizzato con il produttore tedesco Robin Schulz.
Il brano nasceva da una rielaborazione di materiale precedente, ma la nuova versione ebbe un impatto enorme sulle piattaforme digitali e nelle classifiche internazionali. “Miss You” raggiunse centinaia di milioni di ascolti e ottenne nel 2024 una candidatura ai Brit Awards nella categoria International Song.

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