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SSC NAPOLI, 100 ANNI DI STORIA

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La società partenopea compie un secolo

Primo agosto pioveva di domenica era. Chiudete gli occhi un istante e immpaginate ad una macchina del tempo che ci porta indietro di 100 anni.

La pioggia, il freddo e quel sole che sicuramente avrà scaldato quel Napoli e Napoli dopo la pioggia. Allora via quella maglia di lana e tutti alziamo gli occhi al cielo per vedere quell’azzurro che inizia a colorare la nostra maglia.

Cento anni, di delusioni, retrocessioni, fallimenti, vittorie, gioie scudetti e Maradona che di questo secolo ne è sicuramente l’emblema.

Allora diventa difficile raccontare questo secolo di storia perchè troppo pieno di cose, troppo pieno di identità. Quando qualche giocatore parla del Napoli sorprende di come una squadra di calcio sia identità di un popolo.

Tutto ebbe inizio un secolo fa, quando la fusione tra l’internaples ed il Naples diede vita all’Associazione Calcio Napoli. Il primo presidente storico è Giorgio Ascarelli. Da allora, il Napoli ha vissuto tutte le sfumature dell’esistenza: Serie C, rinascita economica, fino a toccare il cielo con un dito.

Il Napoli non ha mai conosciuto mezze misure. La sua storia è un romanzo d’amore scritto sulla terra battuta dei primi campi di periferia, fino al manto erboso dell’odierno Diego Armando Maradona.

L’argentino è quello della rivoluzione sportiva, quando pensare di vincere era impensabile. Maradona è stato il riscatto di un popolo che aveva sempre vissuto in sordina, in una sotuazione di inferiorità sportiva.

Ferlaino l’artefice di quel capolavoro sportivo. Il primo presidente vincente. Due scudetti, due coppe Italia ed una supercoppa italiana. Il primo e fino adesso l’unico trofeo europeo partenopeo, la coppa Uefa rappresentano motivo di orgoglio per il presidente tifoso.

La storia del Napoli è anche fatta di atroci delusioni. La retrocessione del 1998 con soli 14 punti conquistati rappresenta una macchia che non è mai andata via. Il punto più basso nel 2004.

La SSC Napoli fallisce, dopo la retrocessione del 2001, 70 milioni di euro di debiti ed il duo Corbelli-Naldi segnano la fine della Napoli calcistica.

Aurelio De Laurentiis, imprenditore e produttore cinematografico, decide di acquistarne il titolo. Il Napoli parte dalla serie C. Impossibile dimenticare quello stadio contro il Cittadella, 45044 paganti per una partita di serie C.

Due stagioni in serie C, una stagione in serie B e la promozione il 10 giugno 2007. Il punto di rinascita. Il Napoli è tornato nel posto dove merita di stare. Le stagioni in serie A sono un crescendo.

Nel 2011 la prima delle tre coppa Italia conquistate nell’era Adl, una supercoppa italiana ma soprattutto due scudetti, in tre anni, qualcosa di impensabile. Il Napoli del vulcanico presidente De Laurentiis è stabilmente ai vertici del calcio italiano.

La storia dunque continua, oggi si celebrerà il centenario. Tutto inizierà alle 19:26 da piazza Carità per proseguire fino a Piazza Municipio dove ci saranno pizze e bibite per i tifosi. Il punto di arrivo sarà Piazza Plebiscito.

Alle ore 20:45 la cerimonia ufficiale del centenario con artisti e calciatori che hanno fatto la storia in questo secolo azzurro.

L’attesa è tanta, poche ore e la marea azzurra si metterà in cammino, una processione darà inizio ai festeggiamenti, come un rito religioso, come una fede che si tramanda perchè se di una cosa siamo certi, potranno passare altri 100 anni, altri presidenti e tanti giocatori, resterà l’amore per questa maglia che continuerà a tramadarsi.

Allora cari tifosi partenopei: Pe’ cient’ anne…e anche oltre.

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