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San Giorgio la Molara, scontro sul PEF Tari: opposizione all’attacco
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Polemiche in Consiglio comunale sull’approvazione del PEF Tari 2026-2029: l’opposizione denuncia la mancanza di documentazione completa
Il Consiglio comunale del 28 luglio 2026 continua a far discutere. Al centro delle polemiche vi è l’approvazione della presa d’atto della validazione del Piano Economico Finanziario (PEF) per la determinazione della TARI 2026-2029 e delle tariffe TARI per l’anno 2026, una deliberazione che, secondo quanto contestato in aula dal consigliere Michele Gagliardi, sarebbe stata votata senza che i consiglieri disponessero della documentazione essenziale.
L’argomento riguardava il nuovo Piano Economico Finanziario predisposto secondo il metodo tariffario MTR-3, previsto per il secondo periodo regolatorio 2026-2029 in attuazione della deliberazione ARERA n. 397/2025.
Durante l’illustrazione della proposta, l’assessore Marco Marchetti ha letto il dispositivo che prevedeva sia la presa d’atto della validazione del PEF da parte dell’EDA Rifiuti di Benevento sia l’approvazione delle tariffe TARI con decorrenza dal 1° gennaio 2026.
Nel corso della discussione, il consigliere Michele Gagliardi ha sollevato una contestazione di carattere procedurale, evidenziando come agli atti non fosse allegato il Piano Economico Finanziario aggregato – contenente i costi del gestore e quelli del Comune – né tale documento fosse stato trasmesso preventivamente ai consiglieri comunali. Per questo motivo ha chiesto il rinvio del punto all’ordine del giorno, sostenendo che la mancata disponibilità degli atti avrebbe impedito ai consiglieri di esercitare pienamente le proprie funzioni di controllo e valutazione.
Secondo quanto emerso durante il dibattito, agli atti risultavano presenti la determinazione n. 64 del 30 giugno 2026 del Direttore Generale dell’EDA Rifiuti di Benevento, la relazione dell’ente e il parere del revisore dei conti, ma non il PEF aggregato richiamato nella stessa proposta di deliberazione.
Alla contestazione ha replicato il segretario comunale, dott.ssa Laura Simonetti, sostenendo che il Consiglio fosse chiamato esclusivamente a confermare le tariffe TARI per il 2026, riferite a un piano già approvato e pubblicato in precedenza. Una posizione condivisa anche dal sindaco De Vizio.
Il consigliere Gagliardi ha però ribadito che la proposta sottoposta al voto faceva esplicito riferimento alla validazione del nuovo Piano Economico Finanziario 2026-2029 e non alla semplice conferma di un PEF precedente, invitando l’Amministrazione a ritirare il punto. La richiesta è stata respinta dalla maggioranza, che ha approvato la deliberazione.
Le critiche si concentrano anche sul ruolo del sindaco De Vizio, firmatario della proposta sia come responsabile dell’Area Tributi sia quale soggetto competente ad attestare la regolarità tecnica e contabile dell’atto. Secondo la ricostruzione dell’opposizione, i consiglieri di maggioranza avrebbero espresso voto favorevole nella convinzione di approvare un provvedimento diverso da quello effettivamente contenuto nella deliberazione.
Per il consigliere Gagliardi ciò configurerebbe un possibile vizio della volontà dell’organo collegiale, con il rischio che la deliberazione possa risultare illegittima o annullabile qualora fosse accertato che il Consiglio abbia deliberato sulla base di un errore di fatto.
Da qui l’invito rivolto al segretario comunale affinché valuti la possibilità di proporre all’Amministrazione l’annullamento in autotutela della deliberazione, così da evitare possibili contenziosi e ripristinare la piena regolarità dell’iter amministrativo.
La seduta aveva già registrato un’altra contestazione su un precedente punto all’ordine del giorno. Anche in quel caso il consigliere Gagliardi aveva eccepito l’incompetenza del Consiglio comunale a deliberare sul riconoscimento di un accordo di negoziazione assistita come debito fuori bilancio. L’obiezione è stata successivamente accolta, con il conseguente ritiro del punto.
Secondo la ricostruzione dell’opposizione, un accordo di questo tipo non rientrerebbe tra le fattispecie tassative dei debiti fuori bilancio previste dalla normativa e avrebbe dovuto essere gestito attraverso gli ordinari strumenti contabili e amministrativi, senza coinvolgere il Consiglio comunale.
La seduta del 28 luglio lascia quindi aperto un acceso confronto politico e amministrativo sulla correttezza delle procedure adottate, con l’opposizione che chiede maggiore rigore nella predisposizione degli atti e nella loro preventiva messa a disposizione dei consiglieri, affinché ogni deliberazione possa essere assunta con piena consapevolezza e nel rispetto delle norme.
Nota stampa – Forza Italia Sannio

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