Esteri
Donald Trump concede tregua di due settimane: Iran apre al cessate il fuoco, negoziati a Islamabad
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3 mesi fail

Tregua condizionata alla riapertura dello Stretto di Hormuz, Teheran accetta il cessate il fuoco: negoziati al via con mediazione del Pakistan
Si apre uno spiraglio diplomatico nella crisi tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la decisione di estendere di due settimane la scadenza dell’ultimatum a Teheran, accettando di sospendere i bombardamenti a una condizione precisa: la riapertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz.
La proposta ha trovato un primo riscontro positivo da parte dell’Iran, che — secondo fonti internazionali — ha accettato un cessate il fuoco temporaneo promosso dal Pakistan, anche grazie all’intervento diplomatico della Cina, che ha invitato Teheran a mostrare flessibilità per ridurre le tensioni regionali.
Il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran è previsto venerdì a Islamabad. Alla delegazione americana dovrebbero partecipare il vicepresidente JD Vance, insieme agli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.
Nel frattempo, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato che il cessate il fuoco entrerà in vigore immediatamente e riguarderà diversi scenari di crisi, “inclusi il Libano e altre aree”.
Non manca però cautela sul fronte israeliano: l’ufficio del premier Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che Israele sostiene la tregua temporanea, pur precisando che essa non includerebbe il Libano.
Tra i punti chiave dell’intesa emergerebbe anche un possibile meccanismo per la riscossione di pedaggi nello Stretto di Hormuz da parte di Iran e Oman, con fondi destinati alla ricostruzione.
Sul piano economico, l’annuncio della tregua ha avuto effetti immediati: il prezzo del petrolio è crollato fino al 10% sui mercati di New York.
Resta centrale il nodo del programma nucleare iraniano, che Trump ha dichiarato sarà “completamente risolto”, definendo l’accordo in discussione come una “vittoria totale” per gli Stati Uniti.
Nel frattempo, proseguono gli sforzi diplomatici internazionali: l’Alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas è attesa in Arabia Saudita per colloqui con i principali attori regionali, nel tentativo di consolidare una soluzione negoziata al conflitto.

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