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Esteri

UNICEF: ostilità in Medio Oriente, bambini sempre più a rischio

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Immagine generata con IA

Scuole e ospedali colpiti, servizi essenziali sotto attacco: l’UNICEF chiede la fine immediata delle ostilità per proteggere i più piccoli

L’allarme dell’UNICEF sulle ostilità in corso

Le ostilità in corso in Medio Oriente e l’inasprimento della retorica contro le infrastrutture civili essenziali rischiano di aggravare ulteriormente una situazione già drammatica per i bambini. A denunciarlo è l’UNICEF, che richiama l’attenzione sull’impatto diretto del conflitto sulla popolazione infantile.

Ospedali danneggiati e cure negate

Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, 442 strutture sanitarie hanno subito danni in tutto il Paese, impedendo l’accesso alle cure essenziali a circa 10 milioni di persone, tra cui 2,2 milioni di bambini. Le interruzioni dei servizi stanno mettendo sotto pressione ospedali e strutture sanitarie, compromettendo anche l’erogazione di cure intensive e salvavita.

Vaccini e cure salvavita a rischio

Tra le strutture colpite figura anche l’Istituto Pasteur, da decenni principale centro di produzione di vaccini del Paese. I gravi danni subiti hanno interrotto la produzione, mettendo a rischio l’accesso dei bambini a vaccini fondamentali.
La distruzione completa della Tofigh Darou, importante produttore di farmaci per patologie complesse e croniche, incluso il cancro, ha provocato una grave carenza di medicinali salvavita, colpendo direttamente anche i piccoli pazienti.

Scuole distrutte e bambini uccisi

Il conflitto ha colpito duramente anche il sistema educativo. Oltre 760 scuole risultano distrutte o danneggiate, con conseguenze tragiche: molti bambini sono morti o rimasti feriti. Tra gli episodi più gravi, l’UNICEF cita l’attacco missilistico contro la scuola Shajareh Tayyebeh, avvenuto il primo giorno di guerra, che ha causato la morte di 168 ragazze e ragazzi.

Una crisi che coinvolge tutta la regione

I bambini non soffrono solo in Iran. In diversi Paesi della regione — Bahrein, Israele, Giordania, Kuwait e Libano — minori sono stati uccisi o feriti. Gli attacchi stanno distruggendo infrastrutture fondamentali come ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari, da cui dipende la sopravvivenza delle comunità.

Il richiamo al diritto internazionale umanitario

L’UNICEF ricorda che il diritto internazionale umanitario vieta severamente gli attacchi alle infrastrutture civili indispensabili per la sopravvivenza dei bambini. I danni alle reti idriche e fognarie aumentano il rischio di malattie, mentre le interruzioni di corrente compromettono ulteriormente i servizi essenziali, inclusi quelli destinati a neonati e bambini vulnerabili. L’organizzazione avverte inoltre che errori di valutazione sugli impianti nucleari potrebbero avere conseguenze irreversibili per generazioni.

L’appello dell’UNICEF

L’UNICEF rinnova il proprio appello per una cessazione immediata delle ostilità e per un’autentica distensione in tutta la regione. Tutte le parti in conflitto devono esercitare la massima moderazione, rispettare il diritto internazionale umanitario e proteggere sempre i civili, in particolare i bambini.

Il futuro dei bambini in gioco

“Il prezzo di un’ulteriore escalation — conclude l’UNICEF — sarà misurato nelle vite e nel futuro di bambini che meritano protezione, dignità e speranza, non nelle conseguenze di un conflitto che non hanno scelto”.

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