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A San Cipriano Picentino la memoria della lana diventa arte pubblica con “Filare il Tempo”
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Un monumentale fuso in marmo di Carrara e la realtà aumentata allestiscono Piazza Umberto I in memoria dell’antica tradizione delle filatrici picentine
Domenica 1° giugno, alle ore 18:00, Piazza Umberto I ospiterà l’inaugurazione di “Filare il Tempo“, l’opera di Silvia Scaringella che trasforma lo spazio pubblico in un racconto collettivo fatto di memoria, identità e trasformazione. Promosso dal Comune di San Cipriano Picentino, con un concept sviluppato da Immerso coadiuvato da Yourban2030, il progetto intreccia arte pubblica, tradizione pastorale e realtà aumentata in un’esperienza contemporanea dedicata alla figura della filatrice e alla cultura della lana.
L’opera nasce dalla volontà di restituire valore a un sapere antico, fatto di lavoro sapiente, cura e identità locale. Il gesto del filare, che restituisce un filo raffinato dalla lana grezza, evoca simbolicamente la trasformazione e la capacità di creare conoscenza e valore. Un gesto quotidiano ripetuto per secoli nei territori piacentini e oggi ricordato dal fuso stilizzato di Silvia Scaringella, silente custode della memoria collettiva di una intera comunità.
“Con Filare il Tempo vogliamo restituire al luogo un segno di bellezza, memoria e identità“, dichiara Sonia Alfano, Sindaca di San Cipriano Picentino. “L’opera in marmo di Carrara richiama la tradizione della lana e la figura della filatrice, simbolo di un sapere antico tramandato soprattutto dalle donne, fatto di lavoro, cura, pazienza e trasmissione tra generazioni. Abbiamo voluto valorizzare questa memoria non come semplice ricordo, ma come parte viva della nostra comunità.
uLa componente interattiva del gioco permette inoltre di avvicinare questo racconto anche ai più giovani, trasformando la tradizione in partecipazione e rendendo lo spazio pubblico un luogo ancora più riconoscibile, vissuto e condiviso.”
Al centro del progetto si impone un monumentale fuso alto due metri, realizzato in marmo di Carrara recuperato. La scultura, essenziale e simbolica, è attraversata da fili che richiamano la lana e il movimento continuo della filatura, mentre leggere farfalle si adagiano sulla superficie introducendo il tema della metamorfosi e del cambiamento. Se il fuso conserva il filo della continuità, le farfalle evocano il tempo che trasforma, attraversa e rinnova.
“Con Filare il Tempo Immerso ha lavorato alla costruzione di un concept diverso e inedito con l’ambizione di fondere memoria locale, arte pubblica e partecipazione“, dichiara Paolo Talamo, CEO di Immerso.
“Abbiamo ascoltato il racconto di una tradizione antica profondamente legata al territorio, il lavoro di una intera comunità che terminava nelle sapienti mani delle filatrici e abbiamo immaginato uno spazio di arte e di gioco, un luogo per la comunità di oggi. Silvia Scaringella ha saputo interpretare questa visione con un’opera essenziale e riconoscibile, dove il marmo, il filo e le farfalle raccontano ciò che resta, ciò che si trasmette e ciò che continua a cambiare.
Volendo comunicare a tutte le generazioni dei picentini di oggi, abbiamo affiancato all’arte una componente digitale di gioco, creando un ulteriore livello di relazione con la memoria che deve essere accessibile, partecipata e di tutte le generazioni.”

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