Politica
Addio a Umberto Bossi, il Senatùr che ha segnato un’epoca della politica italiana
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Fondatore della Lega Nord, è stato tra i protagonisti della Seconda Repubblica e del dibattito su federalismo e autonomia
La politica italiana perde uno dei suoi protagonisti più influenti e controversi degli ultimi decenni. È morto a Varese Umberto Bossi, aveva 84 anni. Fondatore della Lega Nord, è stato il simbolo di una stagione politica che ha ridefinito gli equilibri del Paese, portando al centro del dibattito temi come il federalismo e l’autonomia territoriale.
Nato a Cassano Magnago, Bossi entra sulla scena politica nazionale alla fine degli anni Ottanta, dopo aver fondato la Lega Lombarda. L’approdo in Parlamento nel 1987 segna l’inizio di una lunga carriera caratterizzata da toni diretti, spesso provocatori, e da una forte impronta identitaria. Per i suoi sostenitori era il “Senatùr”, leader carismatico capace di mobilitare migliaia di persone nelle storiche adunate di Pontida; per i suoi avversari, un politico divisivo, simbolo di una retorica dura e senza compromessi.
Negli anni di Tangentopoli, la Lega Nord si afferma come forza antisistema, intercettando il malcontento verso i partiti tradizionali. Il progetto politico di Bossi ruota inizialmente attorno alla secessione della “Padania”, per poi evolversi verso una proposta di federalismo, destinata a diventare uno dei temi centrali del dibattito istituzionale italiano.
Il suo percorso politico è indissolubilmente legato a quello di Silvio Berlusconi, con cui alterna fasi di alleanza e rottura. Insieme contribuiscono alla nascita del centrodestra moderno. Bossi ricopre anche incarichi di governo, diventando ministro per le Riforme istituzionali nei primi anni Duemila e tornando poi nell’esecutivo nel 2008 con delega al federalismo.
Nel 2004 viene colpito da un grave ictus che ne segna profondamente la vita pubblica, riducendone progressivamente la presenza politica. Nel 2012 lascia la guida del partito, travolto da uno scandalo interno, ma resta una figura simbolica per il movimento.
Il testimone passa negli anni successivi a Matteo Salvini, che trasforma profondamente la Lega, portandola da partito territoriale a forza nazionale.
Alla notizia della morte, numerosi i messaggi di cordoglio da tutto l’arco politico. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha ricordato come “un leader politico appassionato e un sincero democratico”. Commosso il ricordo di Salvini, che lo ha definito “Capo” e punto di riferimento umano e politico. Parole di rispetto sono arrivate anche da esponenti di schieramenti opposti, a testimonianza del ruolo centrale che Bossi ha avuto nella storia repubblicana.
Figura complessa e spesso controversa, Umberto Bossi lascia un’eredità politica che continua a influenzare il dibattito pubblico italiano. Nel bene e nel male, è stato uno dei protagonisti di un’epoca destinata a restare nella memoria del Paese.

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