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Ultima Generazione: Roma, “chiediamo giustizia climatica e sociale”

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Ultima Generazione
foto da redazione

Colorato di nero il Ministero della Giustizia e appesi manifesti che ricordano gli effetti della crisi climatica in Italia  

Roma, 20 maggio 2024 – Stamattina alle 10.00, quattordici persone aderenti alla campagna Fondo Riparazione di Ultima Generazione, hanno preso parte a una azione di disobbedienza civile nonviolenta davanti al Ministero della Giustizia.

Due persone hanno spruzzato carbone vegetale nero con un estintore contro la parete del Ministero della Giustizia mentre altre hanno appeso manifesti. I manifesti contenevano l’articolo 9 della Costituzione che cita “La Repubblica [… ] tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” e i seguenti fatti del 2023: 378 eventi meteorologici estremi, 12,000 persone hanno perso la casa, 13 miliardi di danni e 456 milioni di tonnellate di C02 emesse da Eni. Vogliamo giustizia! Primo ottobre in Piazza del Popolo.

Tommaso, 30 anni, operaio agricolo ha dichiarato: “Con l’azione di disobbedienza civile di oggi pretendiamo giustizia climatica e sociale. Pretendiamo che il Ministro Nordio faccia rispettare l’articolo 9 della Costituzione che cita “La Repubblica [… ] tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.” I dati che abbiamo esposto sulle pareti del Ministero della Giustizia dimostrano che il governo e i suoi ministeri non hanno preso e continuano a non prendere le misure di adattamento e mitigazione necessarie per salvaguardare il nostro territorio e la popolazione Italiana. La crisi climatica è una crisi sociale. Invitiamo tutti il primo ottobre in Piazza del Popolo! Niente sarà piu’ come prima.”

IL DISTURBO NECESSARIO IN UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA

Le carenze nella gestione delle questioni fondamentali di giustizia sociale, legalità e diritti umani sono diventate sempre più evidenti, mettendo a rischio la fiducia dei cittadini nelle istituzioni che dovrebbero proteggerli. Le violenze ingiustificate, come quella subite da diversi movimenti di piazza, e la censura rappresentano solo la punta dell’iceberg di una crisi profonda che affligge il nostro sistema giudiziario. Le risposte del Ministero della Giustizia sono state insufficienti e spesso caratterizzate da un’indifferenza preoccupante verso le richieste di giustizia e trasparenza da parte della popolazione. Il Ministro Nordio rappresenta un grande pericolo per la nostra democrazia. Le sue recenti riforme della giustizia includono la separazione delle carriere dei magistrati, le modifiche alla prescrizione, le restrizioni alla stampa, e le limitazioni alle indagini sui reati dei colletti bianchi e all’uso delle intercettazioni. Questi ultimi, sono strumenti fondamentali per smascherare la corruzione e i legami con la mafia. Inoltre, ha abolito il reato di abuso d’ufficio e ha riformato il traffico di influenze, rendendo più difficile perseguire i reati di corruzione.

QUESTO GOVERNO NON CI RAPPRESENTA

Questa classe politica si sta dimostrando incapace di affrontare le sfide che la Storia sta loro ponendo con l’urgenza della crisi climatica. Non solo è macchiata da diverse e gravi inchieste per corruzione, ma non è rappresentativa della popolazione italiana, che, ricordiamo, in un recente sondaggio Ipsos si è dichiarata preoccupata per la crisi climatica al 78,8%. La resistenza nonviolenta è un’alternativa all’apatia politica. È una storica e potente forma di partecipazione politica che crea una crepa nella quotidianità, aprendo così uno spazio di confronto e opportunità di cambiamento.

PRIMO OTTOBRE, PIAZZA DEL POPOLO

Con il banner drop di oggi, Ultima Generazione annuncia ufficialmente la data del primo ottobre in Piazza del Popolo. Niente sarà più come prima dopo il primo ottobre. Partirà un periodo di mobilitazione senza fine e senza precedenti. Maggio per chi già sa, ottobre per chi lo capirà.

LA NOSTRA RICHIESTA

Abbiamo bisogno di un piano di adattamento che sia in linea con la reale emergenza che sta affrontando il nostro paese. La nostra richiesta è di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari.  Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile nonviolenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi.

Nota Stampa – Ultima Generazione

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