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Caro Energia: FICEI-ASI scrive a Draghi

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Caro Energia: FICEI-ASI
Andrea Ferrori Presindente FICEI

Il caro energia inizia a mordere duro la FICEI-ASI invia una missiva a Draghi: Necessari interventi in tempi brevi

Il caro energia inizia ad intaccare anche i servizi pubblici essenziali ed allora sul tema intervine anche FICEI-ASI (Federazione Italiana Consorzi ed Enti di Industrializzazione)

La FICEI (Federazione Italiana Consorzi ed Enti di Industrializzazione), rappresenta oltre 30 Enti Pubblici di gestione delle aree industriali sparsi su tutto il territorio nazionale.

Il Presidente Andrea Ferroni ha raccolto l’enorme preoccupazione dei Consorzi sugli effetti catastrofici del “caro energia” per la gestione e la prosecuzione dei servizi dagli stessi offerti al mondo industriale.

Ha posto, infatti, particolare attenzione al settore essenziale del trattamento e depurazione dei reflui industriali. Il presidente Ferroni ha scritto una nota al Presidente del Consiglio Mario Draghi, in uno ai Ministri dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico, della Transizione Ecologica, del Mezzogiorno, oltre che a tutti i principali esponenti politici e istituzionali.

L’intento è quello di sensibilizzarli ad intervenire in tempi brevissimi su tutte quelle realtà pubbliche e private, che erogano “servizi pubblici essenziali”. Esse, infatti, non possono modificare i costi dei servizi erogati. Parte di esse non voglio aumentare i cosri al fine di non appesantire la già precaria situazione delle imprese. Di riflesso quindi sono tecnicamente in “default” a causa dell’aumento sconsiderato dei costi energetici per la gestione dei propri impianti. Si parla, infatti, di impiati strategici come quelli che si occupano della depurazione di reflui industriali.

Il testo della missiva inviata da FICEI-ASI

I Consorzi di Sviluppo Industriale (A.S.I.) annoverano tra i propri compiti istituzionali anche la realizzazione delle opere di urbanizzazione e delle infrastrutture necessarie alla realizzazione e funzionamento degli insediamenti produttivi e, quindi, la loro gestione lo svolgimento delle attività di conferimento, trattamento, smaltimento di reflui provenienti da attività civili, industriali e speciali.

Ed invero, le suddette attività di gestione degli impianti di depurazione e di smaltimento dei reflui/rifiuti industriali, costituiscono servizi pubblici essenziali ex Legge 12 giugno 1990 n.146 ovvero servizi di pubblico interesse che, in quanto tali, devono essere obbligatoriamente erogati e giammai essere interrotti.

Ovviamente, le succitate attività di gestione degli impianti unitamente a quelle di trattamento e depurazione dei rifiuti autorizzati sono soggette, quali servizi pubblici essenziali, a tariffe amministrate/calmierate stabilite che, infatti, ne costituiscono il corrispettivo ed, in quanto tale, finalizzato a garantire l’equilibrio economico-finanziario degli Enti consortili che, com’è noto, sono obbligati al pareggio di bilancio.

Orbene, una delle componenti principali della predetta tariffa è, ovviamente, il costo dell’energia, necessaria all’ineludibile funzionamento dei predetti impianti di smaltimento.

Di qui le ragioni della presente con cui, infatti, si vogliono sensibilizzare le istituzioni in indirizzo sui negativi effetti e danni irreversibili che, con crescita esponenziale, si sono determinati e si stanno determinando per i Consorzi A.S.I. a causa del noto rincaro dei costi energetici, difatti giunto addirittura al +500% e riversatosi sulle bollette della corrente a partire dal secondo semestre 2021, così determinando un vero e proprio “dramma sociale”.

Tuttavia, considerata la finalità istituzionale sottesa all’attività svolta dai predetti Consorzi, gli stessi non possono e non vogliono ribaltare i predetti aumenti sulle aziende produttive insediate le cui attività, infatti, verrebbero definitivamente “stroncate” poiché già danneggiate e messe a dura prova dalla congiuntura economica ulteriormente aggravata dalla crisi determinata dalla nota pandemia degli scorsi anni 2019/2020 e di cui, a tutt’oggi, ancora ne patiscono gli effetti e da cui non ne sono ancora “uscite”.

Contestualmente però, non può essere sottaciuta l’ulteriore e rilevante circostanza che i predetti rincari parimenti non possono essere “sopportati” dai medesimi Consorzi i cui bilanci, già sofferenti, infatti collasserebbero irreversibilmente poiché incapaci di poterli sopportare, risultando i predetti servizi, infatti, già offerti a prezzi calmierati/amministrati e considerato.

Diversamente opinando, quindi, si condannerebbero i Consorzi A.S.I. alla sicura “morte istituzionale” nei quali, ad oggi, lavorano circa un migliaio di dipendenti a cui devono aggiungersi quelli delle società partecipate mediante le quali i medesimi Consorzi espletano i suddetti servizi pubblici essenziali.

Per completezza di analisi si rappresenta che si ha conoscenza delle misure e degli aiuti contenute nel “Decreto Aiuti bis” ex D.L. n. 115/22 il cui testo di conversione in legge è stato approvato con modifiche dal Senato in data 14.09.2022 ma le stesse, seppur da elogiare, sono insufficienti per poter superare le criticità innanzi rappresentate.

Il superamento di dette criticità, infatti, potrà essere raggiunto solo mediante un congelamento dei succitati rincari ed un ripristino delle tariffe energetiche antecedenti agli stessi, come peraltro avvenuto per il carburante che, con l’eliminazione delle accise, è riuscite a mantenere un costo €/L piò o meno pari a quello in vigore prima degli aumenti che hanno afflitto anche tale settore.

Per quanto innanzi si è certi e convinti che si terrà conto delle rimostranze contenute nella presente e si confida quindi in un sollecito intervento, pena il nefasto epilogo istituzionale innanzi rappresentato, che ci si augura sarà scongiurato dagli interventi legislativi che le SS.LL., ciascuna per quanto di propria competenza, metterà sicuramente in campo.

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Geoveda, l’Italia che guarda al futuro

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geoveda

La Geoveda srl è una start-up innovativa che sta costruendo un Green DataCenter nell’area Geotermica di Larderello: un modello per l’Italia che guarda decisamente avanti

Una start-up che guarda al modello di utilizzo intelligente dell’energia presente nel territorio dove si sviluppa e che sta per costruire migliaia di Green DataCenter nella zona di Larderello in Toscana. Un esempio di virtuosismo economico, ambientale e tecnologico da prendere come modello. Abbiamo intervista il CEO di Geoveda dott. Alessandro Brunetti che ci ha rilasciato una interessante intervista ricca di spunti.

Come nasce il vostro progetto e quali sono i punti più importanti?
Geoveda srl è una start-up innovativa nata nel Marzo 2021 con l’obiettivo preciso di costruire un Green DataCenter nell’area Geotermica di Larderello, facendo leva su tre caratteristiche peculiari della zona, e cioè: energia elettrica rinnovabile da fonti geotermiche ad alta entalpia, possibilità di utilizza del vapore geotermico anche come fonte energetica per gli invertitori caldo/freddo e quindi per il raffreddamento del DataCenter stesso, e una connessione in fibra potente e stabile.
Caratteristiche peculiari del Green DataCenter Geoveda:

Ampia disponibilità di terreno:
La Zona PIP di Larderello, area industriale definita dal Piano Regolatore del Comune di Pomarance, consente un insediamento di tipo “datacenter” fino ad un’espansione di circa 15.000mq, già fattibili e opzionati da Geoveda srl.
Inoltre, vista la natura estremamente industrializzata dalle attività di Enel Green Power circostanti, potrà essere considerata agevolmente un’ulteriore e successiva ulteriore espansione.

Disponibilità energetica di tipo rinnovabile:
La collocazione del Geoveda Green DataCenter nel PIP di Larderello, quindi nel cuore dell’area geotermica tradizionale toscana, ha come vantaggio e valore aggiunto la possibilità di utilizzo della sorgente geotermica ad alta entalpia per la climatizzazione del sistema, quindi la possibilità di utilizzo di una importante fonte rinnovabile, rara e peculiare della zona, con costi molto più convenienti rispetto ad una qualsiasi altra fonte energetica.
Si tratta di energia totalmente rinnovabile e disponibile in loco in modo continuativo in tutti i periodi dell’anno, contrariamente ad altre fonti rinnovabili come eolico e solare, che dipendono dalle condizioni climatiche.
È quindi previsto l’uso dell’energia geotermica per tutte le esigenze di climatizzazione (raffrescamento, riscaldamento della struttura.
Questo porterà il Geoveda Green DataCenter ad un PUE (“Power Usage Effectiveness”) inferiore all’1.1, una misura che compete a livello mondiale con i maggiori player di settore.

Connessione internet a 0 latenza:
Grazie alla disponibilità in loco del passaggio del “backbone” Wind3, il Geoveda Green DataCenter può contare su una connessione già nativamente disponibile a 100 Gbits, oltre ad ovviamente disporre di linee di backup e alternative anche “white label” rispetto alla potenziale scelta dell’operatore telefonico.

Quello dei DataCenter è un settore strategico, sottolineato anche dal recente progetto principale del PNRR denominato “Cloud ITALIA”

Assenza storica di fenomeni sismici e sicurezza della location:
La location di Larderello, anche grazie alla presenza della risorsa geotermica, è classificata a bassa-scarsa sismicità dalla Regione Toscana e, nella tabella degli eventi storici, non si registrano più terremoti o situazioni simili dal 18° secolo.
Inoltre, dal punto di vista della sicurezza fisica dell’immobile, la particolare conformazione dell’area e vie di accesso facilmente controllabili, rendono il Geoveda Green DataCenter assolutamente idoneo ad ospitare l’archiviazione e gestione di dati particolarmente sensibili.

Geoveda Green DataCenter sarà un Tier IV Gold standard:
Le caratteristiche tecniche e costruttive del Geoveda Data Center consentiranno di competere e di garantire servizi all’avanguardia, in quanto sia la progettazione che la costruzione avverrà secondo le specifiche della riconosciuta “best practice” Data Center Switch di LAS VEGAS (Usa), nominato come Tier IV Gold.

La vostra azienda mira a diventare una delle punte di diamante nel settore dei datacenter in Italia e lo fa in un modo che apre nuovi orizzonti energetici. A suo parere quanto l’Italia può migliorare in questo settore?
Soprattutto sul fronte dei DataCenter Green, l’Italia può assolutamente migliorare rispetto alla situazione attuale. Da una nostra ricerca saremo il primo DataCenter Green con un PUE (Power Usage Effectiveness = Indice che misura la foot print ecologica) inferiore a 1.1 , in linea con, esempio, i DataCenter più efficienti a livello mondiale.

non posso che incentivare i giovani con talento a pensare davvero di sviluppare le loro idee innovative in ambiente magari “protetti” come gli incubatori universitari

Da un punto di vista tecnologico quali sono le sfide che l’Italia non può perdere per il prossimo futuro?
Quello dei DataCenter è un settore strategico, sottolineato anche dal recente progetto principale del PNRR denominato “Cloud ITALIA” che punta a renderci autonomi, come nazione, e almeno per la pubblica amministrazione, rispetto alla disponibilità di Datacenter, attraverso la costruzione di almeno 5 poli nazionali. Geoveda si candida a diventarne parte attiva.

Cosa sente di dire ai giovani che magari sognano di aprire una startup?
Dal punto di vista personale, essendo io anche Mentor Certificato e Business Angel per l’affiancamento di iniziative di start-up anche in fase iniziale, non posso che incentivare i giovani con talento a pensare davvero di sviluppare le loro idee innovative in ambiente magari “protetti” come gli incubatori universitari (per le ricerche operative) oppure corporate o privati. L’importante è comunque avere sempre a mente che la start-up è comunque un’azienda o lo diventerà, e quindi l’idea deve sempre fare i conti con il mercati, i suoi bisogni e la sostenibilità economica dell’iniziativa.

Il nostro è un portale che nasce in Campania: a suo giudizio sarebbe possibile replicare una esperienza simile alla vostra nella nostra Regione?
Non ho la capacità tecnica per indicare puntualmente se e dove questo sarebbe possibile. Il Green Datacenter deve avere disponibili, soprattutto in questi periodi di aumento dei costi energetici, sempre queste tre caratteristiche: basso costo dell’energia e preferibilmente da fonti rinnovabili (esempio. Eolico), basso impatto sismico per la sicurezza del territorio e alta disponibilità di connessione dati

All’Italia per ripartire nel green e la tecnologia … Manca solo la volontà di farlo e, forse ma qui è una mia opinione personale, una serie di skill tecnici che negli anni abbiamo perso

Cosa manca all’Italia in questo momento per ripartire nel settore green e tecnologico?
Manca solo la volontà di farlo e, forse ma qui è una mia opinione personale, una serie di skill tecnici che negli anni abbiamo perso. Se penso a quando studiavo io all’Università di Pisa e che eravamo all’avanguardia mondiale nelle telecomunicazioni e nell’informatica, un po’ me ne dispiaccio.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito ufficiale.

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Intel potrebbe investire 11 miliardi, nel Nord Italia

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intel processore chip
Foto di StockSnap da Pixabay

Come riporta il Sole24Ore la famosa azienda produttrice di processori Intel sarebbe pronta ad un mega investimento fino ad 11 miliardi di euro. In lizza Veneto e Piemonte

Intel sta per effettuare un investimento in Italia la bellezza di 11 miliardi di euro. La notizia è puntualmente riporta tra gli altri dal Sole24Ore: in particolare sarebbero 7 i miliardi di investimenti e 4 legati ai cicli di gestione.

Un gettito tra i più grandi di sempre da parte di una azienda straniera in questo caso per la produzione in Europa di chip. Le regioni che seguono la pista (in modo piuttosto garbato e con basso profilo) sono il Piemonte ed il Veneto. Con quest’ultima che sembrerebbe in vantaggio sulla prima.

Un affare importante per l’economia italiana nato in seno al governo Draghi. Anche se il cambio di timone ne ha per ora frenato in parte la corsa per ovvie ragioni di passaggio. Fin qui nulla da eccepire ma francamente siamo più che stupiti dal fatto che ancora una volta il Sud, la Campania in questo caso, restino al palo. Capiamo eventuali ragioni di squisito carattere geografico (le regioni del Nord sono più vicine alla Germania giusto per citarne una) ma siamo di certo convinti che anche il Sud potrebbe dire la sua in modo forte.

Una occasione che aumenterà il divario tra Nord e Sud?

L’investimento che sta strutturando la Intel avrebbe meritato maggiore attenzione da parte delle nostre Regioni che ancora cercano una propria identità in un mondo che cambia velocemente e che, per questo, offre tante opportunità. Bisogna saperle cogliere però.

La speranza è che questo non vada ulteriormente ad incrementare il divario strutturale ed ancestrale tra Nord e Sud, con quest’ultimo preda delle solite immancabili critiche ma continuamente bistrattato.

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Iniziata la settimana del Black Friday su Amazon

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Iniziata la settimana del Black Friday
Foto da Amazon

Iniziata la settimana del Black Friday. Ecco come scoprire le su Amazon le migliori offerte della settimana

È iniziata venerdì 19 novembre la settimana del Black Friday 2022 su Amazon. L’ecommerce accompagnerà gli utenti verso grandi sconti e promozioni esclusive.

Gli sconti si preannunciano importanti. Già dall’inizio della Settimana del Black Friday di Amazo sono arrivato sconti del 40% su una vasta selezione di prodotti che vanno dall’elettronica ad prodotti per la casa.

Sicuri protagonisti degli sconti saranno, come sempre, i numerosi servizi offerti da Amazon. I contenuti e i servizi firmati dall’ecommerce di Bezos danno una marea di opportunità per usufruire delle promozioni in previsione della corsa ai regali del Natale.

Veri affari, infine, si potranno fare con le offerte dedicate ad Amazon Warehouse. Di solito i prodotti venduti in questa categoria si trovano a prezzi competitivi e con l’aggiunta degli sconti per il Black Friday, l’affare e porporino dietro l’angolo.

Ricordiamo, inoltre, che gli sconti dedicati al Black Friday termineranno lunedì 28 novembre.

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Bonus ristoranti, pasticcerie, gelaterie 2022

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bonus ristoranti, gelaterie e pasticcerie
Foto di Jan Vašek da Pixabay

Il bonus ristoranti, pasticcerie e gelaterie è finalizzato a promuovere e sostenere le imprese di eccellenza in tali settori a disposizione 56 milioni di euro

Bonus ristoranti, pasticcerie e gelaterie. Da oggi nasce una collaborazione tra il “Punto!” il Web Magazine, Aicast Napoli Nord e Gagliardi Consulting. Il fine è quello di sostenere e rilanciare le Imprese di Napoli Nord per recuperare il tessuto socio-economico che per via delle crisi che si susseguono è in una fase pericolosissima.

Le aziende chiudono ogni giorno e ciò distrugge lavoro e dignità. Partendo da questo concetto la volontà di diffondere il più possibile quanto lo Stato mette a disposizione delle aziende. Lo faremo con Aicast Napoli Nord e con l’aiuto degli esperti di Gagliardi Consulting. Pubblicheremo quindi possibilità di finanziamento, bonus e quant’altro possa servire per il rilancio del lavoro.

Buone notizie per gli operatori del settore ristoranti, pasticcerie e gelaterie per il 2022. In arrivo un bonus da 56milioni di euro. L’intervento è finalizzato a promuovere e sostenere le imprese di eccellenza nei settori della ristorazione e della pasticceria e a valorizzare il patrimonio agroalimentare ed enogastronomico italiano.

Dotazione

La dotazione economica messa a disposizione per il bonus è 56.000.000,00 euro, di cui 25.000.000,00 euro per l’anno 2022 e 31.000.000,00 euro per l’anno 2023. Sarà quindi possibile accedere per due anni consecutivi.

Beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente decreto le imprese in possesso dei seguenti requisiti:

  •  se operanti nel settore identificato dal codice ATECO 56.10.11 («Ristorazione con somministrazione»): essere regolarmente costituite ed iscritte come attive nel Registro delle imprese da almeno dieci anni o, alternativamente, aver acquistato – nei dodici mesi precedenti la data di pubblicazione del presente decreto – prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI, SQNZ e prodotti biologici per almeno il 25% del totale dei prodotti alimentari acquistati nello stesso periodo;
  • se operanti nel settore identificato dal codice ATECO 56.10.30 («Gelaterie e pasticcerie») e dal codice ATECO 10.71.20 («Produzione di pasticceria fresca»): essere regolarmente costituite ed iscritte come attive nel Registro delle imprese da almeno dieci anni o, alternativamente, aver acquistato – nei dodici mesi precedenti la data di pubblicazione del presente decreto – prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI e prodotti biologici per almeno il 5% del totale dei prodotti alimentari acquistati nello stesso periodo

Spese ammissibili

Vediamo adesso quali spese sono ammissibili per il bonus:

  1. Sono ammissibili le spese relative all’acquisto di macchinari professionali e di beni strumentali all’attivita’ dell’impresa, nuovi di fabbrica, organici e funzionali, acquistati alle normali condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’impresa; i beni strumentali acquistati devono essere mantenuti nello stato patrimoniale dell’impresa per almeno tre anni dalla data di concessione del contributo;
  2. I pagamenti delle spese di cui al presente articolo devono essere effettuati esclusivamente attraverso conti correnti dedicati intestati all’impresa e con modalita’ che consentano la piena tracciabilita’ del pagamento;
  3.  Non sono ammesse le spese sostenute prima della presentazione della domanda di contributo.

Spese non ammesse

Non sono in ogni caso ammesse le spese per:

  • l’acquisto di componenti, pezzi di ricambio o parti di macchinari, impianti e attrezzature che non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale;
  • terreni e fabbricati, incluse le opere murarie di qualsiasi genere, ivi compresi gli impianti idrici, elettrici, di allarme, di riscaldamento e raffreddamento;
  • mezzi targati;
  • beni usati o rigenerati;
  • utenze di qualsiasi genere, ivi compresa la fornitura di energia elettrica, gas, etc.
  • imposte e tasse;
  • contributi e oneri sociali di qualsiasi genere;
  • buoni pasto;
  • costi legali e notarili;
  • consulenze di qualsiasi genere;
  • spese non direttamente finalizzate all’attivita’ dell’impresa.

Agevolazione concedibile

  • 1. A valere sulle risorse di cui all’art. 3, puo’ essere concesso dal Ministero alle imprese un contributo in conto capitale non superiore:
    • a) al 70% (settanta per cento) delle spese totali ammissibili;
    • b) a 30.000,00 (trentamila/00) euro per singola impresa.
  • 2. I contributi di cui all’art. 2 del presente decreto sono concessi nell’ambito del regolamento de minimis

Come e quando presentare la richiesta

Per il momento non è ancora possibile presentarla, tuttavia le modalità saranno rese note con un ulteriore provvedimento – si stima – entro il corrente mese. Saranno definite le modalità e le tempistiche per richiedere i contributi a fondo perduto. La procedura sarà gestita da Invitalia. Le domande saranno soddisfatte in base all’ordine cronologico di presentazione.

Appena i nostri esperti saranno pronti con ulteriori informazioni in merito provvederemo ad informare.

Ulteriori informazioni in merito al bonus possono essere richieste contattando i nostri esperti. Gagliardi Consulting al numero Se ti va lascia un like alla nostra pagina facebook

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Amazon e i licenziamenti di 10mila dipendenti

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Foto di Preis_King da Pixabay

Il colosso delle vendite online di Jeff Bezos Amazon come riporta un articolo del New York Times starebbe per effettuare ben 10mila licenziamenti

Una giornata sull’ottovolante quella di Amazon che secondo il New York Times dovrebbe effettuare un corposo licenziamento di ben 10mila unità. Il tutto mentre il suo fondatore e uomo più ricco del mondo (o giù di lì visto che la classifica è continuamente aggiornata tra i vari Paperoni del pianeta) annunciava che darà in beneficenza svariati miliardi di dollari del suo fantastico patrimonio.

La notizia è riportata in Italia, tra gli altri, anche dal sole24Ore oltre che dai maggiori giornali e medie italiani e mondiali. Una doccia fredda se dovesse essere confermata dopo le azioni simili di queste ultime settimane di Meta e Twitter e che deve portare ad un evidente momento di riflessione. Cosa sta accadendo nel settore delle Big Tech?

Siamo nel campo delle ipotesi ma dobbiamo anche ammettere che le montagne russe create dal momento prima favorevole del Covd (le attività tecnologiche hanno avuto un comprensibile aumento dei guadagni) e poi la caduta nel post Covid (ammesso che ci siamo veramente) stanno creando non pochi grattacapi all’economia. E a rimetterci sono come al solito i lavoratori direbbe qualcuno.

Quindi un processo fisiologico, quasi prevedibile quello dei licenziamenti di Amazon come delle altre Big Tech. Ma potrebbe nascondere anche altro ovvero una ristrutturazione dei target e dei focus che apriranno una nuova fase per le new tech. Staremo a vedere.

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Caro energia, i big del mercato segnano utili da record

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caro energia gas fornelli

Da una indagine del Sole24Ore emerge come le società di punta del settore energetico abbiano aumentato i loro proventi a causa del caro energia

Caro energia, una disfatta per tanti ma, come in ogni cosa, non per tutti. Un attento articolo del Sole24Ore mostra infatti come le major del settore energetico siano decisamente in buona salute dal punto di vista dei conti a causa (pardon grazie) al caro energia.

Fatturati da record che potrebbero essere anche destinati ad aumentare se la situazione non cambierà da un punto di vista internazionale. E nazionale.

L’Italia è indietro su tanti aspetti

Manco a dirlo sarebbe necessaria evidentemente una nuova stagione di politiche rivolte ad esempio alle fonti sostenibili. Quelle di “moda” come il fotovoltaico tenendo d’occhio altre di cui pochi parlano ma che potrebbero rappresentare un nuovo futuro: personalmente penso all’idrogeno. Accantonato fin troppo presto.

Insomma la nostra Nazione si trova a segnare spesso il passo nonostante l’ottima posizione geografica che da sola rappresenterebbe una notevole fonte di investimento. Troppo spesso siamo lacerati da instabilità politica e quindi di intenti. La conseguenza? Date una occhiata alla prossima bolletta.

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Registrazione Tribunale di Napoli n° 31 del 30 marzo 2011.


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