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Chiuso circolo culturale a Napoli in via dei Miracoli

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Polizia

Nel circolo culturale chiuso a Napoli, riscontrata l’assenza della SCIA sanitaria, degli attestati HACCP e della licenza per somministrazione alimenti

Chiuso circolo culturale a Napoli. Il fatto è accaduto nella serata del 12 maggio scorso. Gli agenti del Commissariato San Carlo Arena, della Polizia Locale e personale del Dipartimento di Prevenzione della ASL Napoli 1 hanno controllato un circolo culturale in via Miracoli. Al termine della verifica, come riporta una nota della Questura, hanno sanzionato la Presidente.

Gli operatori hanno riscontrato l’assenza della S.C.I.A. sanitaria (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), dell’attestato HACCP.

Non vi era inoltre alcuna licenza per la somministrazione di alimenti e bevande. Violate inoltre le prescrizioni del nulla osta di impatto acustico. Elevate sanzioni per un totale di 6.950 euro. Sequestrato il locale.

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Green Med Symposium, domani la conferenza di presentazione

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Green Med Symposium
Foto locandina evento

Green Med Symposium. Iniziativa promossa da Ricicla.tv ed Ecomondo, partecipa il presidente Vincenzo De Luca

Domani alle ore 11 a Napoli, presso la sala De Sanctis a palazzo Santa Lucia, si terrà la conferenza stampa di presentazione di “Green Med Symposium, Stati generali dell’Ambiente in Campania”.

L’evento è promosso da Ricicla.tv ed Ecomondo con la partnership istituzionale della Regione Campania.

Interverranno il Presidente Ispra-Snpa Stefano Laporta, il Presidente di Conai Luca Ruini, il Presidente Ieg Expo Lorenzo Cagnoni e l’AU di maidiremedia, Giovanni Paone. Le conclusioni saranno affidate al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Il Green Med Symposium è in programma a Napoli, presso la Stazione Marittima, dall’8 al 10 giugno: tre giornate di incontri; dibattiti; mostre; laboratori; orientamento; formazione e coinvolgimento delle scuole; approfondimenti sui green jobs e le nuove professioni del futuro.

Spazio anche ad una “Fabbrica della sostenibilità” e ad una mostra sulle tecnologie innovative applicate al mondo green.

L’obiettivo del Symposium è contribuire a rendere il Sud sempre più protagonista nel processo di transizione ecologica del Paese puntando sull’elaborazione di progetti, strategie e best practices che siano in grado di realizzare benefici per lo sviluppo economico, sociale e culturale.

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Aggredito medico a Napoli, altro episodio di violenza

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Medico
Foto Archivio

Aggredito medico a Napoli. Medico di medicina generale minacciato e aggredito dal marito di una paziente a Napoli

Aggredito medico a Napoli. Dopo l’episodio avvenuto a Melito settimana scorsa, si registrano ancora atti di violenza nei confronti dei medici. Questa volta la vittima è un medico di medicina generale.

Riceviamo e pubblichiamo dall’associazione Medici senza Carriere la lettera del Dr. Renato De Blasio, Medico di Famiglia di Napoli.

Nella lettera giunta in redazione dall’associazione Medici senza Carriere si riporta quanto accaduto.

Napoli. Ulteriore episodio di violenza nei confronti di un medico di medicina generale. Violenza innescata dal disordine che vige nel sistema sanitario regionale campano

Riceviamo la lettera del Dr. Renato De Blasio, Medico di Famiglia di Napoli, con studio professionale nel quartiere di Fuorigrotta.

“Premetto di svolgere attività professionale, con Studio in Napoli alla via Consalvo n. 93/B, quale medico di base convenzionato con la A.S.L. Napoli 1 Centro, Distretto Sanitario n. 25.

Ho sempre esercitato la professione medica con dedizione, allo scopo di offrire ai miei pazienti la migliore assistenza possibile, nonostante le croniche difficoltà dovute alla mancanza di personale, che, notoriamente, affliggono il Servizio Sanitario della nostra Regione.

Nella mattinata di ieri, 24/5/22, alle ore 10:50 circa, si presentava al mio Studio la Sig.ra C.M.R., alla quale era stato fissato appuntamento per le ore 11:00, per effettuare un primo incontro conoscitivo.

Ho ricevuto la Sig.ra C. all’orario stabilito e, dopo avermi esibito la propria documentazione clinica, nonché quella del marito, la stessa mi chiedeva se era possibile trasmettere direttamente al centro di analisi, presso il quale intendeva eseguire gli esami clinici, tutte le ricette rilasciate al marito, persona sottoposta a dialisi.

In un primo momento, ritenendo che tale procedura non fosse lecita, rispondevo alla signora che non potevo provvedere alla trasmissione delle ricette; tuttavia, allo scopo di acquisire maggiori informazioni, convocavo nella mia stanza la segretaria dello Studio, Sig.ra I. G., alla quale chiedevo delucidazioni a riguardo.

La Sig.ra I. mi riferiva che, secondo una nota diffusa dalla A.S.L. Napoli 1 Centro, ai medici di base è consentita la facoltà di trasmettere le prescrizioni ai centri convenzionati; pertanto, diversamente da quanto affermato poco prima, riferivo alla Sig.ra C. che avrei provveduto all’invio delle ricette.

Ciò nonostante, la donna iniziava a dolersi delle difficoltà riscontrate per contattare telefonicamente il mio Studio, lamentando il fatto che, a suo avviso, il servizio era troppo lento.

A tali doglianze, replicavo garbatamente, facendo osservare all’assistita che alcuni problemi era contingenti, poiché derivavano dal fatto che numerose persone, già assistite dal collega D.A., andato in pensione da pochi giorni, avevano deciso di rivolgersi al mio Studio; tuttavia, tentavo di rassicurarla, dicendole che, superata la fase iniziale, la situazione si sarebbe certamente normalizzata.

Le mie osservazioni non bastavano a tranquillizzare la signora, atteso che la stessa continuava a lamentarsi, peraltro in modo arrogante e del tutto pretestuoso.

Di fronte a tale comportamento, rappresentavo alla Sig.ra C. che, se preferiva, era libera di rivolgersi ad altro medico di base; in particolare, le segnalavo che non avrebbe avuto alcun problema, atteso che, disponendo già di tutte le ricette di cui necessitava (sufficienti a coprire il periodo di cura di un mese), aveva il tempo sufficiente per individuare altro medico.

A questo punto, la paziente decideva di andarsene e, mentre abbandonava lo Studio, incurante della presenza di altri assistiti, iniziava a proferire espressioni offensive nei miei riguardi, minacciando addirittura di denunziarmi (?!).

Aggressione

Trascorsi circa trenta minuti, la donna si ripresentava allo Studio, ma questa volta in compagnia del marito, il Sig. T.R., il quale, pretendendo di essere ricevuto prima degli altri assistiti in attesa, iniziava subito ad aggredirmi verbalmente, intimandomi di rilasciargli alcune prescrizioni. Nel tentativo di riportarlo alla calma, rappresentavo al Sig. T. la inopportunità di tale atteggiamento, soprattutto in ragione del fatto che si trovava in uno Studio medico, dove erano presenti altre persone; quindi, gli spiegavo che non potevo rilasciare altre ricette, poiché già era in possesso delle prescrizioni, già rilasciategli dal precedente medico curante.

A questo punto, il Sig. T., affermando di essere persona sottoposta a dialisi e, quindi, a suo dire, titolare di diritti prevalenti rispetto a quelli degli altri assistiti presenti, si avventava contro di me e mi colpiva in pieno volto con uno schiaffo, che sferrava con la mano destra indirizzata alla parte sinistra del mio viso.

Il dolore avvertito al volto e al collo, causato dalla violenta aggressione, è stato notevole, diventando sempre più intenso con il trascorrere del tempo.

Infatti, terminata l’attività ambulatoriale, alle ore 14:30 circa, ero costretto a recarmi presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo, dove i sanitari mi riscontravano un trauma cranio- facciale, rilevando iperemia e gonfiore dello zigomo e della regione temporale sinistra, con una prognosi di giorni 10 s.c.

Ciò che desta maggiore allarme, tuttavia, è la circostanza che, durante l’accesso in Pronto Soccorso – in particolare, mentre il medico di p.s. era impegnato nella compilazione del referto, compariva nuovamente il Sig. T., che, fissandomi negli occhi, non esitava ad aggredirmi nuovamente, rivolgendomi gravi espressioni di minaccia.

Invero affermava di non avermi “rotto la faccia”, ma che, una volta che sarei uscito dall’ospedale, avrebbe “terminato il lavoro”; in tal modo, lasciando chiaramente intendere che era sua intenzione usare di nuovo violenza nei miei confronti.
Le minacce proferite dal Sig. T. mi hanno profondamente turbato, tanto da impedirmi di allontanarmi da solo, atteso il fondato timore di subire altre aggressioni.

Infatti, mi rivolgevo all’infermiere di turno e al collega che mi aveva prestato soccorso, invitandoli a richiedere l’immediato intervento delle forze dell’ordine.
Le modalità con cui si sono svolti gli ulteriori fatti sono indicative della determinazione e della particolare pericolosità manifestata dal Sig. T., che, intenzionato ad aggredirmi ancora, ha proseguito ad indirizzarmi espressioni di minaccia anche alla presenza del personale del Commissariato P.S. San Paolo.

Peraltro, la circostanza che il Sig. T. risieda nelle immediate vicinanze del mio Studio professionale, mi induce a ritenere concreto il pericolo che egli reiteri analoghi episodi di violenza nei miei confronti.”

Oramai siamo all’assurdo! Quotidianamente assistiamo ad un escalation di violenza nei confronti dei medici di medicina generale.
A meno di una settimana dal ferimento del medico di Continuità Assistenziale di Melito, di nuovo un grave fatto che vede come protagonista un medico di medicina generale.

I medici, oramai, sono vittime di continue prepotenze da parte di una certa utenza, aggressiva, che vede il proprio medico di famiglia come un erogatore di servizi gratuiti e non come un punto di riferimento sanitario a cui rivolgersi in caso di bisogno.

Eppure il medico di medicina generale è il primo punto di accesso al Sistema Sanitario Nazionale; è colui il quale pende in carico i pazienti con patologie croniche per monitorarli e seguirli nel tempo.
Perché, allora, un cittadino si scaglia violentemente contro chi lo cura? Quali sono le cause che scatenano rabbia e, quindi, aggressioni che possono sfociare in episodi tanto volenti?

Facciamo un’analisi per comprendere il fenomeno. Il cittadino, quando discute con il proprio medico di famiglia, è quasi sempre per ragioni di natura burocratica, come la mancata ricettazione di un farmaco, la mancata emissione di un certificato tematico e, quasi sempre, tali documenti sono richiesti al medico di medicina generale poiché un altro medico di un altro settore del Sistema Sanitario regionale li ha omessi. Sicuramente può capitare che un medico ospedaliero, specialista convenzionato ASL o qualsiasi medico specialista, e non, per fretta o per accumulo di lavoro, gli possa sfuggire di ottemperare un proprio atto di natura burocratica; di conseguenza tale atto ricade sul medico di medicina, da cui il cittadino, confuso e arrabbiato, può sfogare la sua rabbia, e pretende ciò che spesso proprio quel medico non è tenuto a fare.

Ciò è conseguenza di una mala consuetudine che si è radicata negli anni, tanto da far diventare l’eccezione (omissione da parte dei medici ospedalieri, convenzionati ASL e specialisti in strutture convenzionate e private) la regola e, quindi, anche per la propensione dei medici di medicina generale ad aiutare la gente e non creargli disagi, un corretto diniego viene percepito dal Cittadino come una negazione di un diritto.

Tale modus operandi è diventato addirittura un prassi consolidata che, oramai, i medici specialisti, che forse, piuttosto che documentarsi, leggendo i propri contratti e tutta la normativa in merito, si affidano al sentito dire e al tramandamento da parte dei colleghi più anziani, tanto da inviare i pazienti dal medico di medicina generale per atti, rifiutati o omessi, esponendosi quotidianamente a denunce per omissioni e rifiuti d’atto di ufficio.

Il paradosso è che se un medico di famiglia fa notare al collega specialista di non aver ottemperato ad un proprio dovere, spesso si ritrova con una litigata, con atteggiamento al limite dell’arroganza, piuttosto che ad una richiesta di scuse.

In Campania c’è bisogno di ORDINE ed EDUCAZIONE SANITARIA nel Sistema Sanitario regionale, prima di arrivare all’irreparabile!

Appello dell’Associazione

Ci appelliamo al Presidente De Luca, affinché con una incisiva azione amministrativa, confrontandosi con la Categoria, possa fare in modo che ogni attore del Sistema Sanitario svolga i propri compiti, senza scaricarli su altri. A tal proposito abbiamo apprezzato l’annuncio di Regione Campania di istituire una piattaforma informatica entro luglio affinché i medici specialisti, operanti nelle strutture sanitarie campane, debbano emettere ricette dematerializzate, come già avviene in molte altre regioni italiane.

Rivolgiamo il medesimo appello agli Ordini dei Medici-Chirurghi delle cinque province campane, affinché vigilino sull’esatta applicazione delle norme nazionali e regionali, affinché i medici possano lavorare in sicurezza ed essere tranquilli di esercitare la loro Professione, il cui principale compito è la Tutela della Salute dei Cittadini, nel pieno rispetto dei doveri e diritti deontologici.

Un appello alle Direzioni Generali e Sanitarie delle sette AASSLL campane affinché ogni medico e operatore socio sanitario sia messo in condizione di esercitare i propri compiti, assicurandone i diritti civili e contrattuali.

Concludiamo con un appello al Ministero della Salute e al Parlamento, affinché ogni medico possa essere riconosciuto, nell’esercizio delle sue funzioni, un Pubblico Ufficiale e che i certificati telematici di malattia siano, per i primi cinque giorni, su base autocertificativa, così come è nel resto d’Europa.

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Valutazione di Impatto il tema di Impact Campania Talk del 31 maggio

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valutazione di impatto

Impact Campania Talk, tema dell’incontro del 31 maggio la Valutazione di Impatto. Strumento utile a misurare la ricaduta positiva delle attività

Valutazione di Impatto. Martedì 31 maggio, dalle ore 15 alle ore 18, si terrà presso gli spazi del co-working Dialogue Place in Via della Sapienza n.18 a Napoli, il quinto appuntamento del ciclo di incontri  Impact Campania Talk  organizzato da Project Ahead insieme con Less cooperativa sociale

Il tema che verrà affrontato, insieme ad esperti del settore, sarà la valutazione d’impatto. Strumento utile a misurare la ricaduta positiva di qualsiasi attività e progetto sulla società, oltre ad essere chiave di accesso a fondi privati e pubblici.

Saranno ospiti di questo incontro Giulio Pasi, cientific Officer & Policy Advisor European Commission; Carlo Borgomeo, Presidente di Fondazione con il Sud; Federico Mento, Direttore di Ashoka Italia, Nicolas Hazard, Presidente INCO, Special Advisor at European Commission. A moderare il seminario ci sarà il Ceo di Project Ahead, Marco Traversi.

L’iniziativa si terrà negli spazi di Dialogue Place grazie al sostegno del progetto Dialogueinn, cofinanziato nell’ambito del POR FESR 2014/2020 della Regione Campania con il concorso di risorse comunitarie del FESR, dello Stato italiano e della Regione Campania

Nota stampa

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Istituto “Don Bosco Verdi”, partite le Giornate della Legalità

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Istituto don bosco verdi

Istituto Don Bosco Verdi, partono le giornate della legalità emozionanti le giornate del 23 e 24 maggio

Sono in corso le iniziative nell’ambito della promozione alla legalità dell’Istituto Don Bosco Verdi di Qualiano. Nei primi due giorni tanti sono stati i momenti emozionanti.

23 maggio

Il primo il 23 maggio in concomitanza con la Giornata Nazionale per la Legalità nella quale ricadevano i 30 anni dalla strage di Capaci. Gli gli alunni hanno ricordato le vittime delle mafie con un corteo dei Bambini della Scuola dell’Infanzia che hanno raggiunto il Plesso Verdi, partendo dalla Don Bosco.

Nel teatro, poi, svolto un dibattito al quale hanno partecipato gli alunni delle quinte classi della Scuola Primaria in presenza del Sindaco di Qualiano Raffaele De Leonardis, Marisa Diana, sorella di Don Peppe Diana e i prof.ri Artiato e Nocera dell’Equipe Formativa Campania. Affrontati nel dibattito i temi della rete e del cyberbullismo, una delle piaghe degli ultimi tempi.

Le classi della Scuola secondaria, invece, hanno seguito la manifestazione attraverso lo streaming.

Al termine della discussione un corteo formato dagli alunni delle terze classi è partito dal plesso Verdi per raggiungere la Villa Comunale di Qualiano dove hanno messo a dimora un albero di arancio.

24 maggio

Il tema del 24 maggio invece riguardava il pagamente delle imposte e delle tasse, un’altra forma di legalità. Sul tema sono intervenuti il Sindaco di Qualiano e i referenti dell’Agenzia delle Entrate. Hanno spiegato, infatti, ai ragazzi che attraverso il pagamento delle tasse sono garantiti in Italia i servizi pubblici come sanità pubblica, scuola, strade, trasporti e tanto altro. La Guardia di Finanza, infine, ha simulato una operazione anti droga con l’aiuto di cani altamente addestrati. È possibile, inoltre, seguire la manifestazione attraverso la diretta Facebook sul profilo della scuola.

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Trovati a Pianura con auto rubata e con arnesi da scasso, denunciati

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Trovati con auto rubata
Foto Nota Stampa Questura di Napoli

Trovati con auto rubata. I poliziotti hanno rinvenuto nell’abitacolo diversi arnesi da scasso, di cui gli occupanti non hanno saputo giustificare la provenienza

Trovati a Pianura con auto rubata. La sera del 23 maggio gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine Campania hanno controllato in via Cannavino due persone.

I due si trovavano a bordo di un’auto con targa straniera; gli agenti hanno accertato che l’auto era rubata e che la targa apparteneva ad un altro veicolo. 

I poliziotti hanno rinvenuto nell’abitacolo diversi arnesi atti allo scasso, grimaldelli, chiavi codificate e centraline di cui gli occupanti non hanno saputo giustificare la provenienza.

Glia genti hanno denunciato due napoletani, un 43enne con precedenti ed un 26enne, per ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli; il 43enne è stato anche denunciato per guida senza patente poiché aveva reiterato la violazione nel biennio.
Infine, la vettura è tornata tra le mani della legittima proprietaria.

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Camorra, sequestrati beni per oltre 6 milioni al cognato del boss Zagaria

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Foto da Video Nota Stampa Carabinieri Napoli

Camorra. Il sequestro riguarda 33 immobili, 4 terreni in provincia di Napoli, 3 società, 5 autoveicoli e rapporti finanziari

In data odierna, i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e i finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Napoli hanno eseguito, tra le province di Napoli, Caserta e L’Aquila, un decreto di sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un valore di circa 6.500.000 di euro.

Il provvedimento emesso dalla Sezione per le Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli – nei confronti di FONTANA Giuseppe, legato da vincoli di parentela con il defunto ZAGARIA Francesco, conosciuto con l’appellativo di Ciccio ‘a benzina, cognato del boss ZAGARIA Michele, avendone sposato la sorella Elvira.

FONTANA Giuseppe, attualmente detenuto, conosciuto anche come Pino o Pinuccio, imprenditore nel campo dell’edilizia, originario di Casapesenna (CE), ma stabilmente domiciliato a Caserta, risulta condannato in via definitiva per associazione mafiosa avendo partecipato all’organizzazione operante nella provincia di Caserta e in altre aree del territorio nazionale, denominata clan dei Casalesi – fazione ZAGARIA, a seguito dell’indagine condotta dal ROS dei Carabinieri denominata  SISTEMA MEDEA diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli e conclusa il 14 luglio 2015, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti, tra gli altri,  di FONTANA Giuseppe per i reati di  associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, turbata libertà degli incanti, finanziamento illecito a partiti politici ed altri delitti aggravati dalle finalità mafiose.

Le indagini economico-patrimoniali condotte dal G.I.C.O. hanno consentito di individuare un cospicuo patrimonio in capo a FONTANA Giuseppe e ai componenti del proprio nucleo familiare, non giustificato rispetto ai redditi e alle attività economiche dichiarate.

Il sequestro, in particolare, riguarda 33 immobili, di cui 26 ubicati in provincia di Caserta, 6 nella provincia di Napoli e 1 nella provincia de L’Aquila, 4 terreni in provincia di Napoli, 3 società con sede in provincia di Caserta operanti nel settore edile e immobiliare, 5 autoveicoli e rapporti finanziari.

Nota Stampa Comando Provinciale Carabinieri Napoli

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