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Il vino bianco Aligoté è la nuova stella nascente della Borgogna
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4 anni fail

Coltivato ovunque in Borgogna prima dell’epidemia di filossera; tale evento ha segnato il destino dell’uva Aligoté
Negli ultimi anni, i produttori e gli amanti del vino hanno formato diversi gruppi, associazioni e movimenti per raccontare al mondo la loro passione e per cercare di sedurre altri ad unirsi alla loro causa a sostegno di una particolare tipologia di vino. Tra queste associazioni troviamo Les Aligoteurs, un gruppo di produttori francesi e amanti del vino che promuovono questo vitigno bianco quasi dimenticato della Borgogna, in modo che sempre più persone possano riscoprire il fascino unico del vino Aligoté.
L’Aligoté veniva coltivato ovunque in Borgogna prima dell’epidemia di filossera, secondo quanto affermato da Jérôme Castagnier, proprietario del Domaine Castagnier nella famosa regione della Côte d’Or, riferendosi alla malattia che ha spazzato via la maggior parte dei vigneti in Borgogna verso la fine del XIX secolo. Questo evento ha segnato in modo cruciale il destino dell’uva Aligoté, un incrocio naturale tra il Pinot Noir ed il rarissimo vitigno Gouais blanc.
Da allora nella maggior parte delle regioni della Borgogna, lo Chardonnay e il Pinot Noir hanno soppiantato l’Aligoté in quanto considerate uve capaci di produrre vini migliori e che dunque potevano essere venduti a prezzi più alti. Tuttavia, l’Aligoté ha continuato ad esistere sotto la denominazione di base “Bourgogne Aligoté” stabilita sin dal 1937. La maggior parte dei vini Aligoté sono bianchi economici e piuttosto semplici prodotti da uve piantate nei terreni meno pregiati della Borgogna. I fan del vino Aligoté ritengono però che il suo attributo chiave sia la capacità di esprimere al meglio le caratteristiche del terroir di origine composto da terreni più sottili, rocciosi e collinari.
Alcuni importanti viticoltori come Jérôme Galeyrand e Domaine Alice Et Olivier De Moor che amano in particolar modo i vini Aligoté di collina, soprattutto da vecchie vigne, hanno dunque continuato a produrre questa varietà con risultati eccellenti. Gli assaggiatori che oggi riscoprono questo vino rimangono estasiati dai suoi aromi leggermente floreali, dalla combinazione di agrumi e mineralità di pietra focaia e, soprattutto, dalla sua vivida acidità che lo rende predisposto anche ad invecchiare per diversi anni.
Anche nelle regioni ad alta rendita della Côte d’Or sono rimaste alcune enclave di Aligoté, in particolare nella Côte Chalonnaise, nella Côte de Nuits più settentrionale a Marsannay e sull’alto pendio del Clos des Monts Luisants. Anche nel villaggio di Puligny-Montrachet, dove fino a qualche anno fa lo Chardonnay costituiva il 99% dei vigneti, l’uva Aligoté si sta aprendo nuovamente una breccia.
La denominazione maggiormente dedicata alla produzione di vini Aligoté di qualità è Bouzeron, un villaggio della Côte Chalonnaise situato appena a sud della Côte de Beaune. Fino al 1998, quando Bouzeron è stato elevato allo status di villaggio, i suoi vini erano chiamati “Aligoté Bouzeron” sulle etichette. Uno dei migliori esemplari di questa tipologia è il vino Bouzeron Le Clous del Domaine Jerome Galeyrand che può essere acquistato online presso l’enoteca Svino.it che propone una buona selezione di vini Aligoté con tanto di consigli per gli abbinamenti.
Negli ultimi cinque anni la reputazione dell’Aligoté ha dunque continuato a crescere in modo stabile ed oggi questo vino è apprezzato in particolare da una clientela giovane per la sua vivacità e bevibilità. Ecco dunque che questo potrebbe essere il nuovo vino di moda della Borgogna, con un avvenire che appare sempre più brillante, proprio come il suo colore.
Nota stampa

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