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Covid-19 e Sicurezza sul lavoro: ecco come comportarsi

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sicurezza sul lavoro le cuffie
Foto di Yerson Retamal da Pixabay

Ecco il Protocollo di Regolamentazione misure per il contrasto e il contenimento diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

Il 14 marzo scorso Marzo 2020 è stato emanato il “Protocollo di regolamentazione per il contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19. Lo riportiamo per utilità e diffusione a tutti coloro che sono interessati ad applicarlo.

Tale protocollo è stato possibile su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’Economia, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro della Salute, che hanno promosso un incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020.

Il decreto, in relazione alle attività professionali e alle attività produttive, raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del Protocollo.

Il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

La prosecuzione delle attività produttive può, infatti, avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione.

Unitamente alla possibilità per l’azienda di ricorrere al lavoro agile e gli ammortizzatori sociali, soluzioni organizzative straordinarie, le parti intendono favorire il contrasto e il contenimento della diffusione del virus.

Il DPCM dell’11 marzo 2020 prevede l’osservanza fino al 25 marzo 2020 di misure restrittive nell’intero territorio nazionale, specifiche per il contenimento del COVID – 19 e che per le attività di produzione tali misure raccomandano che:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali; 
  • per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
  • si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali;
  • per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile si stabilisce che le imprese adottano il presente protocollo di regolamentazione all’interno dei propri luoghi di lavoro, oltre a quanto previsto dal suddetto decreto, applicano le ulteriori misure di precauzione di seguito elencate – da integrare con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria organizzazione, previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali – per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.

Informazione

  • L’azienda, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, informa tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi depliants informativi
  • In particolare, le informazioni riguardano:
    • l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria;
    • la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) in cui i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio;
    • l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene);
    • l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti.

Modalità di ingresso in azienda

  • Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°C, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.
  • Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS
  • Per questi casi si fa riferimento al Decreto legge n. 6 del 23/02/2020, art. 1, lett. h) e i).

Modalità di accesso dei fornitori esterni

  • Per l’accesso di fornitori esterni individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti.
  • Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro.
  • Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera.
  • Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori; qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione…), gli stessi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali, ivi comprese quelle per l’accesso ai locali aziendali di cui al precedente paragrafo 2.
  • Ove presente un servizio di trasporto organizzato dall’azienda va garantita e rispettata la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento.
  • Le norme del presente Protocollo si estendono alle aziende in appalto che possono organizzare sedi e cantieri permanenti e provvisori all’interno dei siti e delle aree produttive.

Pulizia e sanificazione in azienda

  • L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago;
  • nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione;
  • occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi;
  • l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga).

Precauzioni igieni personali

  • È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani;
  • l’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani;
  • è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone.

Dispositivi di protezione individuale (DPI)

  • L’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente Protocollo di Regolamentazione è fondamentale e, vista l’attuale situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio. Per questi motivi:
    • le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità;
    • data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria;
    • è favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS.
  • Qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.

Gestione spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori, distributori di bevande e/o snack etc.)

  • L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano.;
  • occorre provvedere alla organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie;
  • occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.

Organizzazione aziendale (turnazione, turnazione, trasferte, e smart work, rimodulazione die livelli produttivi)

In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, limitatamente al periodo della emergenza dovuta al COVID-19, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL e favorendo così le intese con le rappresentanze sindacali aziendali:

  • disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza;
  • si può procedere ad una rimoludazione dei livelli produttivi;
  • assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili;
  • utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza nel caso vengano utilizzati ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, se del caso anche con opportune rotazioni:
    • utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli istituti contrattuali (par, rol, banca ore) generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione.
  • Nel caso l’utilizzo degli istituti di cui al punto c) non risulti sufficiente, si utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti;
  • sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate.

Gestione entrata ed uscita dipendenti

  • Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa);
  • dove è possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni.

Spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione

  • Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali;
  • non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/areazione dei locali;
  • sono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati; è comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart work.
  • Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l’addetto all’emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare ad intervenire in caso di necessità; il carrellista può continuare ad operare come carrellista).

Gestione di una persona sintomatica in azienda

  • Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute.
  • L’azienda collabora con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitari.

Sorveglianza sanitaria/medico competente/RLS

  • La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo);
  • vanno privilegiate, in questo periodo, le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da rientro da malattia;
  • la sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può fornire ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio;
  • nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19 il medico competente collabora con il datore di lavoro e le RLS/RLST.
  • Il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie

Aggiornamento del Protocollo di Regolamentazione

  • È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.

Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci alla mail: etconsulting2003@gmail.com

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Sicurezza alimentare: l’importanza dell’HACCP

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Questo controllo si prefigge di controllare tutta la filiera del processo di produzione e distribuzione degli alimenti

Autocontrollo e sistema HACCP non sono termini sinonimi. L’autocontrollo è obbligatorio per tutti gli operatori che a qualunque livello siano coinvolti nella filiera della produzione alimentare.

L’HACCP è un insieme di procedure, mirate a garantire l’igienicità degli alimenti, basate sulla prevenzione anziché l’analisi del prodotto finito.

L’HACCP si basa sul monitoraggio dei punti della lavorazione” degli alimenti, la sua finalità è quella di individuare ed analizzare pericoli e mettere a punto sistemi adatti per il loro controllo.

Prima dell’uso del sistema HACCP, le verifiche venivano effettuate a valle del processo produttivo, con analisi della salubrità del prodotto finito, pronto per la vendita al consumatore.

Inoltre, per le analisi, veniva effettuato il campionamento ed il risultato del campione analizzato non era sempre un risultato significativo,

in quanto l’eventuale contaminazione non si distribuisce sempre omogeneamente nel lotto.

Dopo l’emanazione del 1997, è stato introdotto in Italia il sistema HACCP che,

promuovendo il concetto di prevenzione, analizza i possibili pericoli verificabili in ogni fase del processo produttivo e nelle fasi successive come lo stoccaggio.

Questo controllo si prefigge di controllare tutta la filiera del processo di produzione e distribuzione degli alimenti.

Il sistema pone un importante accento sulla qualità alimentare, in particolare riguardo a salubrità e sicurezza; tale concetto va oltre la semplice soddisfazione del cliente, puntando alla tutela della salute pubblica.

Origine della Normativa

L’ HACCP venne ideato negli anni sessanta negli Stati Uniti,

con il fine di assicurare che gli alimenti forniti dalla NASA agli astronauti non avessero alcun effetto negativo sulla salute del personale che partiva per le missioni nello spazio.

L’HACCP arriva in Europa solo negli anni novanta e prevede l’obbligo di applicazione del protocollo prima citato per tutti gli operatori del settore alimentare.

Visto l’ampio numero di imprese alimentari prese in considerazione e la grande varietà di prodotti alimentari e di procedure di produzione applicate agli alimenti,

sono state redatte dalla Commissione Europea delle linee guida generali sull’applicazione delle procedure riferite ai principi del sistema HACCP,
venendo così in aiuto a tutti coloro che intervengono nella catena della produzione alimentare.

La non applicazione del sistema HACCP è correlato ad una sanzione amministrativa,
la cui entità alcune volte dipende anche da altri fattori legati alla dinamica produttiva aziendale.

Per ulteriori dettagli contattare Scmallardo@gmail.com

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Camera di Commercio Napoli, contributo fino al 50% alle MPMI

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Sala conferenze risparmio energetico
Foto di Free-Photos da Pixabay

Il contributo a fondo perduto fino al 50% della Camera di Commercio di Napoli mira a permettere l’adeguamento tecnologico delle Piccole e Medie Imprese

la Camera di Commercio di Napoli ha predisposto un finaziamento a fondo perduto fino al 50% per le MPMI. Lo strumento mira ad agevolare quelle imprese che intendono riammodernarsi e adeguarsi tecnologicamente.

Attraverso tale strumento agevolativo la CCIAA intende sostenere ed incentivare la competitività delle MPMI della provincia di Napoli, stimolandole a realizzare progetti di innovazione tecnologica.

Le aziende presenteranno progetti finalizzati all’introduzione di innovazioni di processo e al conseguimento dell’efficienza energetica.

Ciò avverrà anche attraverso l’acquisto di beni che consentano la riduzione dei consumi e dei costi energetici o un chiaro efficientamento di processo.

Compresi anche gli investimenti nella economia circolare (all’acquisto di sistemi/beni tecnologici che consentano all’azienda di riutilizzare e riciclare nel processo produttivo materiali compositi, materiali di scarto o altre materie prime secondarie).

Requisiti

La domanda di partecipazione al bando può essere presentata da MPMI che alla data di presentazione dell’istanza abbiano i seguenti requisiti:

  • abbiano sede, o unità locale, cui è riferita l’attività oggetto del contributo, iscritta al Registro Imprese/REA della Camera di Commercio di Napoli;
  • siano attive;
  • siano in regola con il versamento dei diritti camerali;
  • non siano beneficiarie di altre agevolazioni pubbliche relative alle stesse iniziative;
  • siano in regola con gli obblighi assicurativi e previdenziali di cui al Documento unico di regolarità Contributiva (DURC) nel momento di presentazione dell’istanza, in quello di concessione ed in quello di liquidazione dell’ausilio finanziario.

Interventi ammessi

Sono ammessi interventi strettamente funzionali all’attività esercitata dall’impresa e realizzati nella sede aziendale localizzata sul territorio della provincia di Napoli, così come risultante dalla visura camerale del soggetto partecipante.

Cosa è possibile acquistare

Attraverso tale strumento è possibile acquistare macchinari, strumenti, beni ed attrezzature legati espressamente ed esclusivamente al processo produttivo dell’azienda e che consentano la riduzione dei consumi e dei costi energetici o comunque un chiaro efficientamento di processo desumibile dalla descrizione dell’intervento.

Le spese ammesse al contributo inoltre saranno considerate al netto dell’IVA e di eventuali altre imposte e tasse.

Sono consentiti esclusivamente gli acquisti di prodotti nuovi di fabbrica sostenuti a partire dalla data di presentazione della domanda fino al 31.12.2020.

Limiti di spesa

Le agevolazioni per le spese relative ai progetti ammissibili non potranno superare l’intensità massima del 50% delle spese ammesse con i seguenti limiti:

  • importo minimo dell’investimento ammesso: € 4 mila;
  • importo massimo del contributo concedibile: € 15 mila.

Nello specifico quindi si tratta di un voucher che verrà erogato alle imprese ammesse che abbiano:

  • realizzato il programma di investimento;
  • totalmente pagato i beni di investimento oggetto del programma stesso.

La scadenza per la presentazione delle domande è alle ore 20:00 del 30/11/2020.

Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci menzionando l’articolo alla mail: etconsulting2003@gmail.com

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Contributi Imprese sociali, riaperti i termini per le istanze

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RSA residenze per anziani tamponi per covid-19
Foto di truthseeker08 da Pixabay

Le istanze ai contributi per le imprese sociali possono essere presentate entro e non oltre il 22 settembre 2020 e il contributo a fondo perduto è di 150 mila euro

Lo strumento fu sospeso per garantire le medesime opportunità di partecipazione a tutti i potenziali beneficiari anche causa dei disagi provocati dalle misure di contenimento al virus dell’8 e 9 marzo.

Informiamo quindi in merito alla riapertura dei termini per presentare le istanze. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è quindi il 22 settembre 2020

Ricordiamo che lo strumento agevolativo propone il rafforzamento delle imprese sociali produttrici di effetti “socialmente desiderabili” e beni pubblici.

Quelle imprese, quindi, capaci di introdurre soluzioni innovative per la risoluzione di problemi legati all’inclusione sociale, alle fragilità, alla povertà.

La domanda di partecipazione può essere presentata dalle seguenti tipologie di imprese:

  • imprese sociali di cui all’art. 1 del Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112;
  • cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 e s.m.i. e loro consorzi.

Requisiti

Il soggetto richiedente deve possedere, alla data di presentazione della domanda una serie di requisiti, tra cui:

  • rientrare nella definizione comunitaria di piccola e media impresa;
  • essere attive ed iscritte nella sezione speciale delle imprese sociali del Registro delle imprese. Nel caso delle cooperative sociali ed i loro consorzi, essere iscritte negli appositi Registri Regionali attualmente in vigore;
  • possedere una situazione di regolarità contributiva;
  • adottare un regime di contabilità ordinario (o impegnarsi ad adottarlo entro la data del provvedimento di concessione delle agevolazioni).

Cosa devono comprendere i progetti?

I progetti proposti devono comprendere iniziative dirette:

  • a potenziare l’offerta dei servizi sociali e sociosanitari che mirino alla sperimentazione di soluzioni innovative per la realizzazione di prodotti e servizi maggiormente rispondenti ai bisogni degli utenti/cittadini;
  • allo sviluppo delle attività per la promozione dei percorsi volti a favorire ed implementare l’inclusione dei soggetti svantaggiati, anche attraverso l’inserimento lavorativo, basato sulla centralità della persona ed il rispetto del contesto ambientale.

L’agevolazione, inoltre, concessa sotto forma di contributo a fondo perduto nella misura del 100% della spesa ammissibile, non può essere superiore ad euro 150 mila ed è soggetta alla regola del “de minimis”.

Spese ammissibili

Sono ammissibili le seguenti spese:

  1. immobili e opere murarie, in misura non superiore al 30% dei costi totali ammissibili;
  2. macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica, inclusi quelli necessari all’attività gestionale del proponente. Esclusi quelli relativi all’attività di rappresentanza, nonché mezzi mobili, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni;
  3. costi di investimento immateriali quali licenze, know-how o altre forme di proprietà intellettuale;
  4. studi di fattibilità economico-finanziaria (entro il limite del 2% dei costi totali ammissibili);
  5. l’imposta di registro, se afferente all’operazione;
  6. spese per consulenze legali, parcelle notarili e spese relative a perizie tecniche o finanziarie. Comprese inoltre le spese per contabilità o audit, se direttamente connesse all’operazione cofinanziata e necessarie per la sua preparazione o realizzazione;
  7. le spese afferenti all’apertura di uno conto bancario esclusivamente dedicato all’operazione;
  8. le spese per garanzie fornite da una banca, da una società di assicurazione o da altri istituti finanziari.

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