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Coronavirus, l’Ispettorato del Lavoro sospende tutti i termini

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Foto di ctzx28 da Pixabay

Il provvedimento fino al prossimo 31 marzo

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emanato una circolare datata 11 marzo 2020 con la quale, in via provvisoria, conferma la sospensione di tutti i termini, lo slittamento riguarda prescrizioni-decadenze contratti e processi esecutivi.

Le misure straordinarie ed urgenti adottate dal Governo, comportano una sospensione di vari atti anche processuali dal 21 Febbraio 2020 sino al 31 marzo 2020, il termine riprenderà a decorrere dal 1° Aprile 2020, tenendo conto del periodo già decorso dalla definizione degli accertamenti e fino all’inizio della sospensione.

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Sicurezza alimentare: l’importanza dell’HACCP

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Foto dal Web

Questo controllo si prefigge di controllare tutta la filiera del processo di produzione e distribuzione degli alimenti

Autocontrollo e sistema HACCP non sono termini sinonimi. L’autocontrollo è obbligatorio per tutti gli operatori che a qualunque livello siano coinvolti nella filiera della produzione alimentare.

L’HACCP è un insieme di procedure, mirate a garantire l’igienicità degli alimenti, basate sulla prevenzione anziché l’analisi del prodotto finito.

L’HACCP si basa sul monitoraggio dei punti della lavorazione” degli alimenti, la sua finalità è quella di individuare ed analizzare pericoli e mettere a punto sistemi adatti per il loro controllo.

Prima dell’uso del sistema HACCP, le verifiche venivano effettuate a valle del processo produttivo, con analisi della salubrità del prodotto finito, pronto per la vendita al consumatore.

Inoltre, per le analisi, veniva effettuato il campionamento ed il risultato del campione analizzato non era sempre un risultato significativo,

in quanto l’eventuale contaminazione non si distribuisce sempre omogeneamente nel lotto.

Dopo l’emanazione del 1997, è stato introdotto in Italia il sistema HACCP che,

promuovendo il concetto di prevenzione, analizza i possibili pericoli verificabili in ogni fase del processo produttivo e nelle fasi successive come lo stoccaggio.

Questo controllo si prefigge di controllare tutta la filiera del processo di produzione e distribuzione degli alimenti.

Il sistema pone un importante accento sulla qualità alimentare, in particolare riguardo a salubrità e sicurezza; tale concetto va oltre la semplice soddisfazione del cliente, puntando alla tutela della salute pubblica.

Origine della Normativa

L’ HACCP venne ideato negli anni sessanta negli Stati Uniti,

con il fine di assicurare che gli alimenti forniti dalla NASA agli astronauti non avessero alcun effetto negativo sulla salute del personale che partiva per le missioni nello spazio.

L’HACCP arriva in Europa solo negli anni novanta e prevede l’obbligo di applicazione del protocollo prima citato per tutti gli operatori del settore alimentare.

Visto l’ampio numero di imprese alimentari prese in considerazione e la grande varietà di prodotti alimentari e di procedure di produzione applicate agli alimenti,

sono state redatte dalla Commissione Europea delle linee guida generali sull’applicazione delle procedure riferite ai principi del sistema HACCP,
venendo così in aiuto a tutti coloro che intervengono nella catena della produzione alimentare.

La non applicazione del sistema HACCP è correlato ad una sanzione amministrativa,
la cui entità alcune volte dipende anche da altri fattori legati alla dinamica produttiva aziendale.

Per ulteriori dettagli contattare Scmallardo@gmail.com

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Camera di Commercio Napoli, contributo fino al 50% alle MPMI

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Sala conferenze risparmio energetico
Foto di Free-Photos da Pixabay

Il contributo a fondo perduto fino al 50% della Camera di Commercio di Napoli mira a permettere l’adeguamento tecnologico delle Piccole e Medie Imprese

la Camera di Commercio di Napoli ha predisposto un finaziamento a fondo perduto fino al 50% per le MPMI. Lo strumento mira ad agevolare quelle imprese che intendono riammodernarsi e adeguarsi tecnologicamente.

Attraverso tale strumento agevolativo la CCIAA intende sostenere ed incentivare la competitività delle MPMI della provincia di Napoli, stimolandole a realizzare progetti di innovazione tecnologica.

Le aziende presenteranno progetti finalizzati all’introduzione di innovazioni di processo e al conseguimento dell’efficienza energetica.

Ciò avverrà anche attraverso l’acquisto di beni che consentano la riduzione dei consumi e dei costi energetici o un chiaro efficientamento di processo.

Compresi anche gli investimenti nella economia circolare (all’acquisto di sistemi/beni tecnologici che consentano all’azienda di riutilizzare e riciclare nel processo produttivo materiali compositi, materiali di scarto o altre materie prime secondarie).

Requisiti

La domanda di partecipazione al bando può essere presentata da MPMI che alla data di presentazione dell’istanza abbiano i seguenti requisiti:

  • abbiano sede, o unità locale, cui è riferita l’attività oggetto del contributo, iscritta al Registro Imprese/REA della Camera di Commercio di Napoli;
  • siano attive;
  • siano in regola con il versamento dei diritti camerali;
  • non siano beneficiarie di altre agevolazioni pubbliche relative alle stesse iniziative;
  • siano in regola con gli obblighi assicurativi e previdenziali di cui al Documento unico di regolarità Contributiva (DURC) nel momento di presentazione dell’istanza, in quello di concessione ed in quello di liquidazione dell’ausilio finanziario.

Interventi ammessi

Sono ammessi interventi strettamente funzionali all’attività esercitata dall’impresa e realizzati nella sede aziendale localizzata sul territorio della provincia di Napoli, così come risultante dalla visura camerale del soggetto partecipante.

Cosa è possibile acquistare

Attraverso tale strumento è possibile acquistare macchinari, strumenti, beni ed attrezzature legati espressamente ed esclusivamente al processo produttivo dell’azienda e che consentano la riduzione dei consumi e dei costi energetici o comunque un chiaro efficientamento di processo desumibile dalla descrizione dell’intervento.

Le spese ammesse al contributo inoltre saranno considerate al netto dell’IVA e di eventuali altre imposte e tasse.

Sono consentiti esclusivamente gli acquisti di prodotti nuovi di fabbrica sostenuti a partire dalla data di presentazione della domanda fino al 31.12.2020.

Limiti di spesa

Le agevolazioni per le spese relative ai progetti ammissibili non potranno superare l’intensità massima del 50% delle spese ammesse con i seguenti limiti:

  • importo minimo dell’investimento ammesso: € 4 mila;
  • importo massimo del contributo concedibile: € 15 mila.

Nello specifico quindi si tratta di un voucher che verrà erogato alle imprese ammesse che abbiano:

  • realizzato il programma di investimento;
  • totalmente pagato i beni di investimento oggetto del programma stesso.

La scadenza per la presentazione delle domande è alle ore 20:00 del 30/11/2020.

Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci menzionando l’articolo alla mail: etconsulting2003@gmail.com

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Contributi Imprese sociali, riaperti i termini per le istanze

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RSA residenze per anziani tamponi per covid-19
Foto di truthseeker08 da Pixabay

Le istanze ai contributi per le imprese sociali possono essere presentate entro e non oltre il 22 settembre 2020 e il contributo a fondo perduto è di 150 mila euro

Lo strumento fu sospeso per garantire le medesime opportunità di partecipazione a tutti i potenziali beneficiari anche causa dei disagi provocati dalle misure di contenimento al virus dell’8 e 9 marzo.

Informiamo quindi in merito alla riapertura dei termini per presentare le istanze. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è quindi il 22 settembre 2020

Ricordiamo che lo strumento agevolativo propone il rafforzamento delle imprese sociali produttrici di effetti “socialmente desiderabili” e beni pubblici.

Quelle imprese, quindi, capaci di introdurre soluzioni innovative per la risoluzione di problemi legati all’inclusione sociale, alle fragilità, alla povertà.

La domanda di partecipazione può essere presentata dalle seguenti tipologie di imprese:

  • imprese sociali di cui all’art. 1 del Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112;
  • cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 e s.m.i. e loro consorzi.

Requisiti

Il soggetto richiedente deve possedere, alla data di presentazione della domanda una serie di requisiti, tra cui:

  • rientrare nella definizione comunitaria di piccola e media impresa;
  • essere attive ed iscritte nella sezione speciale delle imprese sociali del Registro delle imprese. Nel caso delle cooperative sociali ed i loro consorzi, essere iscritte negli appositi Registri Regionali attualmente in vigore;
  • possedere una situazione di regolarità contributiva;
  • adottare un regime di contabilità ordinario (o impegnarsi ad adottarlo entro la data del provvedimento di concessione delle agevolazioni).

Cosa devono comprendere i progetti?

I progetti proposti devono comprendere iniziative dirette:

  • a potenziare l’offerta dei servizi sociali e sociosanitari che mirino alla sperimentazione di soluzioni innovative per la realizzazione di prodotti e servizi maggiormente rispondenti ai bisogni degli utenti/cittadini;
  • allo sviluppo delle attività per la promozione dei percorsi volti a favorire ed implementare l’inclusione dei soggetti svantaggiati, anche attraverso l’inserimento lavorativo, basato sulla centralità della persona ed il rispetto del contesto ambientale.

L’agevolazione, inoltre, concessa sotto forma di contributo a fondo perduto nella misura del 100% della spesa ammissibile, non può essere superiore ad euro 150 mila ed è soggetta alla regola del “de minimis”.

Spese ammissibili

Sono ammissibili le seguenti spese:

  1. immobili e opere murarie, in misura non superiore al 30% dei costi totali ammissibili;
  2. macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica, inclusi quelli necessari all’attività gestionale del proponente. Esclusi quelli relativi all’attività di rappresentanza, nonché mezzi mobili, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni;
  3. costi di investimento immateriali quali licenze, know-how o altre forme di proprietà intellettuale;
  4. studi di fattibilità economico-finanziaria (entro il limite del 2% dei costi totali ammissibili);
  5. l’imposta di registro, se afferente all’operazione;
  6. spese per consulenze legali, parcelle notarili e spese relative a perizie tecniche o finanziarie. Comprese inoltre le spese per contabilità o audit, se direttamente connesse all’operazione cofinanziata e necessarie per la sua preparazione o realizzazione;
  7. le spese afferenti all’apertura di uno conto bancario esclusivamente dedicato all’operazione;
  8. le spese per garanzie fornite da una banca, da una società di assicurazione o da altri istituti finanziari.

Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci menzionando l’articolo alla mail: etconsulting2003@gmail.com

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