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Covid-19, sicurezza del settore alimentare: tutte le regole da rispettare

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Una guida completa su come comportarsi per salvaguardare la sicurezza sul lavoro del settore alimentare ai tempi del Covid-19

Covid-19 affrontiamo la sicurezza nel settore alimentare. Molte aziende del settore alimentare ci chiedono se le Procedure Haccp debbano essere revisionate prendendo in considerazione il rischio di contaminazione da COVID-19.

Il settore alimentare ha già delle regole e dei protocolli precisi per la gestione dei rischi e la tutela della salute (in primo luogo l’HACCP) che offrono un valido supporto per la prevenzione della contaminazione dei cibi.

Best Practices

Tra le “best practices” in tempi di covid-19 per la sicurezza del settore alimentare, troviamo le procedure per la pulizia e l’igiene degli ambienti. La suddivisione e separazione delle diverse aree di lavoro. Il controllo dei fornitori, stoccaggio, distribuzione e trasporto, igiene del personale e idoneità al trattamento di cibi e bevande.

I protocolli di igiene alimentare stabiliscono i punti chiave per ciascuna fase di trasformazione, produzione e commercializzazione, che devono comunque essere rivisti per garantire la sicurezza in relazione al rischio di contagio da Covid-19.

L’OMS consiglia di avere un team o una persona designati al rispetto del protocollo HACCP all’interno delle aziende che trattano prodotti alimentari, coinvolgendo gli stessi in qualsiasi discussione o piano di sicurezza, e valutando misure aggiuntive, a seconda dell’attività svolta e del particolare contesto.

Lo scopo principale di tutte le linee guida emanate dall’OMS è quella di mantenere l’integrità della catena alimentare. Questo oltre a garantire la disponibilità di forniture alimentari adeguate e sicure per i consumatori.

Nella guida redatta dall’OMS, ci si riferisce principalmente ai lavoratori che toccano direttamente i cibi, o che trattano alimenti sfusi come parte del loro lavoro. Incluso il personale che per vari motivi può toccare le superfici a contatto con gli alimenti o altre superfici nei locali in cui il cibo viene manipolato. Inclusi quindi chi dirige o gestisce le aree produttive, addetti alle pulizie, manutentori delle attrezzature professionali, addetti alle consegne, addetti al controllo dei cibi e supervisione.

Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare: le raccomandazioni dell’OMS

In generale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda alle persone con sintomi di restare a casa. Per questo motivo è importante che i lavoratori del settore conoscano e sappiano riconoscere i sintomi del Covid-19 fin dalle prime manifestazioni. Gli operatori del settore alimentare devono fornire una guida scritta per il personale.

Questo sulla segnalazione di tali sintomi e sulle procedure di esclusione dai luoghi di lavoro. In tal senso vi consiglio di leggere anche qui per avere maggiori informazioni.

Il riconoscimento tempestivo dei sintomi consente di ricorrere a cure mediche e ai test necessari per ridurre al minimo il contagio di altri colleghi di lavoro. Ricordiamo che i sintomi più comuni del Covid-19 sono:

  • febbre (37,5 °C o superiore);
  • tosse (secca o grassa)
  • respiro corto
  • difficoltà di respirazione
  • affaticamento

Il personale che lavora nei locali in cui vengono manipolati i cibi (ristoranti, laboratori alimentari, aziende di produzione, commercializzazione, trasporto, salumerie, supermercati con banco salumeria, consegna a domicilio) deve ricevere istruzioni per iscritto e adeguata formazionesu come prevenire la diffusione di Covid-19.

Le normali procedure di lavoro nel settore alimentare devono garantire che i lavoratori infetti, o che presentano sintomi, siano esclusi dalle strutture in cui si manipolano gli alimenti.

Il personale che riscontra problemi di salute o mostra sintomi riconducibili al virus non deve trovarsi nei luoghi di lavoro e deve essere informato in via preventiva su come contattare l’assistenza medica in caso di necessità.

Cosa fare nei casi di infezioni

Eventuali persone infette che manipolano alimenti possono infatti contaminare il cibo con cui sono a contatto, o le superfici nelle aree di lavorazione, attraverso la tosse, gli starnuti, o con le proprie mani.

Si tenga conto che, in alcuni casi, le persone infette posso essere asintomatiche o pre-sintomatiche (cioè che hanno contratto il virus ma non presentano al momento sintomi riconoscibili), oppure presentare sintomi lievi che possono essere facilmente trascurati.

Alcune persone infette che non presentano ancora sintomi si sono dimostrate contagiose e in grado di diffondere il virus. Ciò sottolinea la necessità per tutto il personale che lavora nell’industria alimentare, indipendentemente dal loro apparente stato di salute, di praticare l’igiene personale e di usare in modo appropriato i dispositivi di protezione personale come guanti e mascherine.

I membri dello staff che presentano sintomi di Covid-19 devono contattare l’azienda telefonicamente (o tramite email) in modo che possano essere intraprese le necessarie misure.

Regole stringenti riguardo la sicurezza alimentare

Tutte le pratiche legate alla sicurezza alimentare dovrebbero essere applicate secondo gli standard più stringenti, incluse:

  • corretta igiene delle mani (lavaggio con acqua e sapone per almeno 20 secondi);
  • uso frequente di disinfettanti per le mani a base alcolica;
  • igiene respiratoria (coprire la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce, buttare subito fazzolettini e salviette usate e poi lavarsi le mani);
  • frequente pulizia e sanificazione delle superfici di lavoro e dei punti a maggior contatto, come le maniglie delle porte;
  • evitare il contatto ravvicinato con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie, come tosse e starnuti.

I guanti possono essere usati dagli operatori del settore alimentare come misura preventiva. Ma devono essere cambiati frequentemente e le mani devono essere lavate tra i cambi di guanti, e dopo che i guanti vengono rimossi.

I guanti devono essere cambiati anche dopo aver svolto attività non legate al cibo, come l’apertura e chiusura manuale delle porte e lo svuotamento dei contenitori.

Gli operatori del settore alimentare dovrebbero essere consapevoli del fatto che indossare i guanti può consentire ai batteri di accumularsi sulla superficie delle mani, quindi il lavaggio delle mani è estremamente importante quando si rimuovono i guanti per evitare la successiva contaminazione del cibo.

Regole d’oro per proteggersi e proteggere

Bisogna anche prestare attenzione a non toccarsi bocca, naso e occhi quando si indossano i guanti. Un grave errore è considerare i guanti monouso come sostituti del lavaggio delle mani. Il virus Covid-19 può contaminare i guanti monouso (nello stesso modo in cui vengono contaminate le mani “nude”).

Bisogna fare molta attenzione anche a come ci togliamo i guanti: la rimozione di guanti monouso può portare alla contaminazione delle mani. Inoltre, indossare guanti monouso può dare un falso senso di sicurezza e può far sì che il personale non si lavi le mani con la frequenza necessaria.

Ricordiamo sempre che il corretto lavaggio delle mani è una barriera protettiva che protegge maggiormente rispetto all’indossare guanti monouso.

Le aziende alimentari devono assicurare che siano forniti adeguati dispositivi sanitari per evitare la contaminazione di cibi e superfici, e il contagio da persona a persona, mettendo in opera adeguate procedure e controlli per essere sicuri che i lavoratori si lavino le mani in modo frequente ed efficace (l’OMS ritiene adeguato il normale sapone e l’acqua corrente calda per il lavaggio delle mani).

Distanziamento e disinfettanti

I disinfettanti per le mani possono essere utilizzati come misura aggiuntiva, ma non devono sostituire il lavaggio delle mani.

Il distanziamento fisico è molto importante per aiutare a rallentare la diffusione di Covid-19. Ciò si ottiene riducendo al minimo il contatto tra individui potenzialmente infetti e individui sani. Tutte le imprese del settore alimentare dovrebbero seguire le indicazioni per il distanziamento fisico per quanto ragionevolmente possibile.

Le linee guida dell’OMS raccomandano un distanziamento di almeno 1 metro. Laddove l’ambiente di produzione alimentare rende difficile mantenere questa distanza minima, i datori di lavoro devono considerare quali misure alternative mettere in atto per proteggere i dipendenti.

Esempi di misure pratiche per applicare il distanziamento sono le seguenti:

  • sfalsare le postazioni di lavoro su entrambi i lati delle linee di lavorazione, posizionandole in modo che i lavoratori non si trovino l’uno di fronte all’altro;
  • fornire dispositivi di protezione personale (DPI) come mascherine per il viso, retine per capelli, guanti monouso, abiti da lavoro puliti e scarpe da lavoro con antiscivolo. Nel caso di ristoranti, negozi alimentari, supermercati con banco alimentari e macelleria e attività che producono cibi pronti e cotti, l’uso di tali dispositivi deve essere considerato come normale routine. Quando i dispositivi di protezione vengono indossati durante tutte le attività, è infatti possibile ridurre la distanza tra i lavoratori.
  • distanziare le postazioni di lavoro (il che può richiedere un rallentamento delle linee di produzione).
  • limitare il numero di persone che si trovano nei locali in un dato momento;
  • organizzare il personale in gruppi di lavoro per ridurre l’interazione e il contatto fra gruppi.

L’Operatore del Settore Alimentare (OSA) deve garantire la conformità di alimenti e mangimi ai requisiti di sicurezza, verificando altresì che le imprese da lui controllate rispettino le disposizioni di legge inerenti alle loro attività in tutte le fasi della preparazione, trasformazione e distribuzione.

Compiti del datore e dei lavoratori

È compito dei datori di lavoro sottolineare l’importanza di lavarsi le mani più frequentemente e mantenere buone pratiche igieniche, oltre che di pulire e disinfettare più frequentemente le superfici che vengono toccate regolarmente.

I lavoratori del settore alimentare devono essere consapevoli dei sintomi di Covid-19, informare il loro datore di lavoro e consultare un medico se pensano di avere sintomi della malattia.

Come preservare il distanziamento

Vitale per la salvaguardia del Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare è il distanziamento. Il mantenimento del distanziamento fisico nei locali in cui è possibile acquistare alimenti è fondamentale per ridurre il rischio di trasmissione della malattia. Le misure pratiche che possono essere utilizzate dai titolari includono quanto segue:

  • limitare il numero di clienti che entrano per evitare il sovraffollamento;
  • Posizionare dei cartelli nei punti di ingresso per richiedere ai clienti di non entrare nel negozio in caso di malessere o con sintomi compatibili con il Covid-19;
  • Gestione dei clienti in fila per entrare, in linea con i consigli sulla distanza fisica sia all’interno che all’esterno dei locali;
  • Fornire disinfettanti per le mani, disinfettanti spray e salviette di carta usa e getta nei punti di ingresso del locale;
  • Marcare il pavimento all’interno del locale per facilitare il rispetto del distanziamento fisico, in particolare nelle aree più affollate, come banconi di servizio e casse;
  • Fare annunci regolari per ricordare ai clienti di seguire i consigli di distanziamento fisico e di lavarsi le mani regolarmente;
  • Introduzione di barriere in plexiglass a casse e banconi, come ulteriore livello di protezione per il personale;
  • Incoraggiare l’uso di pagamenti senza contatto;
  • Pubblicare i consigli per la pulizia di borse, sacche e contenitori in cui saranno riposti i prodotti alimentari acquistati.

La sanificazione

Contro il Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare per questo tipo di attività è importante minimizzare i rischi di diffusione con la pulizia e la sanificazione regolare di punti ad alto contatto (ad esempio: carrelli per la spesa, maniglie e corrimano, bilance usate dai clienti in negozi e supermercati). Alcune azioni che vale la pena mettere in atto come misure di prevenzione sono le seguenti:

  • Fornire salviette (o altri prodotti per la sanificazione) per pulire le maniglie dei carrelli o dei cestini della spesa da parte dei clienti; oppure incaricare il personale di disinfettare le maniglie dei carrelli della spesa dopo ogni utilizzo;
  • Lavaggio e pulizia frequente di articoli che vengono a contatto con cibi non confezionati (come mestoli, pinze, coltelli e altri utensili);
  • Mantenere le porte aperte, ove sia possibile, per ridurre al minimo il contatto con le maniglie.

L’esposizione “aperta” di alimenti (in inglese “open food display”) consente al pubblico di prendere direttamente con le proprie mani gli articoli riposti all’interno di scaffali, banconi e frigoriferi. Ovviamente anche questo aspetto può essere percepito come un fattore di rischio, e deve essere gestito in modo corretto.

Sebbene alcuni consumatori percepiscano il rischio di infezione derivante dall’esposizione aperta di alimenti, attualmente non ci sono prove scientifiche che suggeriscano che il cibo sia associato alla trasmissione del virus Covid-19.

Spesso cattiva abitudine avere il banco esposizione salumeria non con copertura curva, ma diritta per appoggiare esposti e sfusi prodotti che a loro dire i clienti vedono meglio, ma così facendo il cliente e l’operatore parlano sui cibi esposti con relativa contaminazione di goccioline di saliva, che fuoriescono normalmente nel parlare.

L’esposizione degli alimenti

Al pari del punto precedente per La salvaguardia del Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare è importante mantenere buone pratiche igieniche intorno agli espositori di alimenti. Ad esempio espositori di prodotti freschi (frutta e verdura) e prodotti da forno. È bene consigliare ai consumatori di lavare frutta e verdura con acqua potabile prima del consumo. Sia i clienti che il personale devono osservare rigorosamente le buone pratiche di igiene personale.

In modo particolare quando si trovano in prossimità delle aree in cui vengono esposti i prodotti alimentari.

Alcune misure utili in questi casi sono le seguenti:

  • Lavare e sanificazione frequentemente tutte le superfici e gli utensili a contatto con gli alimenti;
  • Richiedere ai lavoratori che si occupano della preparazione dei cibi di lavarsi spesso le mani.
  • Se si usano i guanti, questi devono essere cambiati prima e dopo la preparazione del cibo;
  • L’operatore di cassa non può manipolare alimenti e viceversa. Per cui la cassa è una persona dedicata e con maggior accorgimenti igienici, in quanto maneggia i soldi grande veicolo di contaminazione.
  • Richiedere ai lavoratori che si occupano di preparare i cibi di pulire e igienizzare frequentemente i banchi, gli utensili di servizio e i contenitori ;
  • Rendere disponibile il disinfettante per le mani ai consumatori che entrano ed escono dai locali;
  • I gestori dovrebbero evitare l’esposizione aperta di prodotti da forno non confezionati (meglio usare confezioni in plastica, cellophane o carta). Laddove i prodotti da forno sfusi sono esposti al pubblico, è preferibile che siano collocati all’interno di vetrine in plexiglass e servite dal personale ai clienti usando le pinze.
  • Nei punti vendita deve essere garantito solo l’ingresso di un numero di persone tale da assicurare il giusto distanziamento tra le persone. Ciò si traduce nell’accesso di una persona alla volta (più un massimo di due operatori dell’esercizio commerciale) per locali fino a 40 mq. Mentre per aree di dimensioni superiori l’ingresso deve essere regolamentato in funzione degli spazi disponibili. Inoltre è necessario regolare gli accessi in modo da garantire lo smaltimento delle code alla casse.
  • Gli esercizi commerciali devono mettere all’ingresso del punto vendita una segnaletica di divieto di accesso in caso di sintomi simil-influenzali compatibili con il Covid-19 e di  istruzioni sul comportamento che il cliente deve tenere all’interno.
  • Carrelli e cestini devono essere puliti e disinfettati spesso, con particolare attenzione alle maniglie. La stessa raccomandazione vale anche per le superfici maggiormente toccate dai clienti: maniglie di banchi o armadi frigoriferi, tastiere/touchscreen, bilance, nastri trasportatori e aree di deposizione dei prodotti in cassa, aree di imbustamento e tastiere dei terminali POS.

Del resto dovrebbe essere sempre così, Covid-19 o meno

Noterete come tante precauzioni ci sembrino scontate e normali da applicare e pretendere. Perché così andrebbero fatte da sempre. Ma sempre per il nostro senso di fretta e di essere infallibili ed eccessivamente sicuri ci porta a perdere il livello di allarme e di attenzione e diventiamo tutti superficialmente pericoli per noi e per gli altri.

Restiamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, menzionando l’articolo di interesse alla mail: etconsulting2003@gmail.com

Dott.G. Esposito
Energy & Safety Manager

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Italia ti Ascolto, l’App che aiuta a superare la pandemia

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Un’App per il benessere psicologico; un nuovo approccio con il quale anche la tecnologia vuole partecipare nel favorire un equilibrio emotivo dei cittadini

Il 2020 sarà ricordato soprattutto come un anno legato ad una grave emergenza sanitaria da cui ne è scaturita anche una psicologica innescando, così, un malessere emotivo in chi ha affrontato o sta affrontando grossi cambiamenti del proprio stile di vita.

Con la pandemia, infatti, si è venuto a creare un nuovo scenario di vita che sta causando un forte disagio emotivo e, in questa difficile situazione, anche la tecnologia sta cercando di dare una mano.

Grazie ad un progetto dell’Università Bicocca di Milano, è nata l’applicazione “Italiatiascolto” creata per offrire gratuitamente ascolto e supporto psicologico a coloro (maggiorenni) che si trovano in una situazione di stress o sofferenza emotiva dovuta a questo triste momento storico.

L’obiettivo di questa applicazione, infatti, è quello di offrire un aiuto mirato in base ai vari bisogni psicologici specifici della popolazione.

Attraverso questa progetto, vengono affrontate varie tematiche e, pertanto, questa applicazione è adatta a varie tipologie di persone: a chi è preoccupato per il futuro e gli effetti del look down, per chi vive delle difficoltà lavorative, a coloro che questa pandemia l’hanno vissuta in prima linea (operatori sanitari) con tutte le conseguenze psicologiche, a chi ha perso delle persone care e sta attraversando un lutto, per genitori con figli piccoli e adolescenti che devono aiutarli a gestire il rientro in una scuola oramai completamente cambiata, a tutti quei giovani adulti che vogliono condividere la propria esperienza emotiva di questo periodo pandemico, per tutte quelle donne che stanno affrontando la maternità in un momento così incerto.

Attivazione e funzionamento

Come tutte le app, basta scaricarla sul proprio device e poi registrarsi.

All’interno è presente un calendario con gli orari ed i giorni dei vari incontri, della durata di un’ora, che avvengono in sale virtuali e “ tematiche” perché affrontano problematiche diverse. In base alla disponibilità e all’esigenza, si effettua la prenotazione ad un incontro che sarà gestito da uno psicologo esperto e con 16 partecipanti al massimo.

L’utente ha bisogno solo di un dispositivo elettronico (smartphone, tablet, pc, ecc.) dotato di videocamera e microfono.

Questo progetto, in fase di sperimentazione, è sicuramente innovativo per la modalità di fare terapia sfruttando la comodità e la velocità di quei mezzi tecnologici a cui quasi tutti oggi abbiamo facilmente accesso.

È un nuovo approccio con il quale anche la tecnologia vuole partecipare nel favorire un equilibrio emotivo dei cittadini entrando, così, a far parte di quella vasta rete fatta di soggetti, istituzioni, organizzazioni, che deve garantire, in quanto è un diritto, il benessere psicologico di tutti.

ulteriori notizie possono essere reperite a questo link.

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Facciamo il Punto! con l’Achitetto Aniello Tirelli: Superbonus 110%

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Affrontati con il Consigliere dell’Ordine degli Architetti Aniello Tirelli tutti gli aspetti del Superbonus 110%

Con noi a Facciamo il Punto! con l’ospite, l’architetto Aniello Tirelli, Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli.

Affrontato il tema del Superbonus 110%, tanti gli spunti di riflessione venuti fuori e tanti i chiarimenti forniti ai cittadini.

La giusta occasione per chiarire la fondamentale importanza della progettazione prima di procedere alla lavorazione. Essa, infatti, come ha spiegato Tirelli, deve comprendere – per arrivare a beneficiare del superbonus 110% – ogni aspetto della ristrutturazione partendo dal lato strutturale degli edifici, fino a giungere alle valvole dei caloriferi. Il tutto infatti deve necessariamente produrre per l’edificio un salto di almeno due classi energetiche.

Trattato anche i casi dei condomini dove potrebbe essere maggiormente ostica l’applicazione.

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La diffusione della Luce

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In questo nuovo appuntamento l’Arch. Aniello Tirelli di NoiArchitetti Napoli ci illustrerà le differenze e le funzioni dei vari tipi di luminosità

QUAL  E’ LA GIUSTA LUCE PER I VOSTRI SPAZI?

Sapete che ci sono diversi modi di diffondere la luce? Quale meglio si adatta ai singoli ambienti?

In questi appuntamenti su carta, ci dedicheremo allo studio delle luci nei singoli ambienti e quali dispositivi di illuminazione scegliere per codificare e massimizzare i vostri ambienti di casa e lavoro.

Oggi voglio illustrarvi le differenze e le funzioni dei vari tipi di luminosità.

Partiamo dalla LUCE D’AMBIENTE o LUCE DIFFUSA.

Ci sono molti modi per ottenere una luce diffusa, da faretti a soffitto, da lampade da appoggio opportunamente disposte, da luci a parete rivolte verso l’alto, o da superfici riflettenti.

La luce ambientale è quella che maggiormente vuole simulare la luce diurna: questa tipologia di illuminazione, se ben progettata, sottolinea le forme e crea piacevoli giochi di ombre migliorando notevolmente la qualità dello spazio.

È risaputo che la classica lampada a sospensione centrale (lampadario) concede una buona illuminazione ad una stanza, ma è poco interessante e priva di carattere. Un buon modo per calibrare l’intensità della luce è dotare gli impianti di un “dimmer” (apparecchio che consente di regolare l’intensità luminosa), così da scegliere l’intensità desiderata in base alle esigenze e alle fasce orarie.

Le LUCI DI SERVIZIO sono quelle luci che sono installate solo in alcuni ambienti della casa, dove ci occorre poca quantità di luce, ad esempio per illuminare le scale, il corridoio, un ripostiglio, il campanello d’ingresso o una credenza. Non bisogna mai trascurare, però, la sua importanza semplificandola al concetto di praticità e funzionalità, perché può diventare un elemento molto fondamentale non solo per fruire meglio gli spazi, ma anche nel creare piacevoli atmosfere.

Abbiate sempre cura nel controllarne colore e intensità.

Le LUCI DIREZIONALI

La fonte luminosa di questo sistema produce un fascio luminoso, che si può direzionare verso un’area o un’oggetto specifico. Viene usata spesso per i lavori di precisione o per esaltare particolari elementi. Gli apparecchi sono innumerevoli, a parete, d’appoggio o a soffitto e ognuno può avere uno SPOT differente e regolabile (angolo del flusso luminoso). Nell’utilizzo di questo sistema è molto importante studiarne la struttura per poter ottenere l’effetto desiderato, ma non esagerate perché potreste creare disturbo alla vista generando troppi chiaro-scuri.

La LUCE DECORATIVA

Quasi mai contribuisce all’illuminamento dell’ambiente, perché, come dice la parola stessa, è esclusivamente decorativa. Sono quelle fonti luminose che mettono in risalto complementi d’arredo, sculture e oggetti di vario genere creando effetti di luce dall’intramontabile fascino. Se si addicono allo stile della vostra casa, aggiungono un tocco di raffinatezza all’ambiente.

Come sempre, vi consiglio di rivolgervi ad un architetto che vi darà i giusti consigli e progetterà nel modo più armonioso l’illuminazione della vostra casa.

Nella prossima rubrica valuteremo la giusta quantità di luce nei singoli ambienti.

A presto. Arch. Aniello Tirelli, NoiArchitetti_Napoli

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Luce ed Architettura: Luce naturale vs Luce artificiale

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Riprende la collaborazione il “Punto!” il Web Magazine tra l’Architetto Aniello Tirelli di NoiArchitetti Napoli

Cari lettori, dopo una lunga pausa e a seguito delle tante richieste pervenute, riparte da oggi la nostra rubrica settimanale dedicata all’architettura e alla casa.

Avendo questa estate iniziato ad affrontare il tema dell’illuminazione e degli spazi interessati da essa, quest’oggi approfondiremo l’importanza del “bilancio naturale” per una migliore qualità della vita.

Quanto tempo trascorriamo all’aria aperta ed esposti alla luce naturale?

Avete mai notato gli effetti benefici di questa esposizione? Sono sicuro di sì.

La luce naturale diventa, nella nostra vita, uno strumento di regolazione dell’orologio biologico: basti pensare che i bambini che passano molto tempo esposti alla luce naturale dormono meglio, poiché meglio regolato è il loro ritmo circadiano.

Ahimè, però, per motivi legati al lavoro e alla cura della famiglia, la maggior parte delle persone trascorre il proprio tempo in spazi chiusi (ufficio, casa, auto, ecc) illuminati artificialmente, delegando al weekend, a brevi passeggiate, a sport outdoor e poco altro, il tempo trascorso all’aria aperta.

Come è ben noto, la voce naturale è sensibilmente più potente rispetto a quella artificiale (considerate che la luce diurna naturale raggiunge fino a 10.700 lux, arrivando in una tersa e calda giornata di piena estate anche a 107.000 lux, mentre una postazione di lavoro, ad es, non raggiunge più di 1.000-1.500 lux. La differenza è notevole, non trovate?), la sua omogenea diffusione controlla e regola positivamente gli stati d’animo ed è l’unica a restituirci i colori autentici.

Vi consiglio infatti di scegliere i materiali e i colori della vostra casa o del vostro ufficio/attività commerciale, dopo averli visti all’esterno alla luce del sole.

Luce artificiale

È chiaro che all’interno di un abitazione o luogo di lavoro non potremo mai ottenere lo stesso valore di illuminamento di uno spazio esterno, oltreché risulterebbe economicamente insostenibile.

Le scelte progettuali devono, quindi, massimizzare l’utilizzo della luce naturale e garantirci un miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente.

La progettazione delle luci negli ambienti di vita può risultare davvero complessa se non si hanno le giuste competenze, perciò vi invito ad affidarvi ad architetti e professionisti esperti nel Light design, per non cadere in errori grossolani e massimizzare così i benefici di una illuminazione ottimale.

La settimana prossima ci concentreremo proprio sulla tipologia di emissione della luce: Luce Diffusa, Luce di servizio, Direzionale e Decorativa.

Vi auguro un buon fine settimana.

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Micro imprese e digital marketing: strategie e suggerimenti nel white paper di GoDaddy

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Lockdown e varie misure restrittive legate alla diffusione del Coronavirus hanno accelerato il processo di digitalizzazione.

Il digitale ha aperto tante nuove possibilità alle imprese, tra strumenti di lavoro e strategie che permettono di promuovere il proprio business in modi innovativi e molto efficaci. Il lockdown e le varie misure restrittive legate alla diffusione del Coronavirus hanno accelerato questo processo di digitalizzazione, evidenziando l’importanza di essere presenti online e utilizzare le le tecniche di digital marketing più adatte per fare business.

Dai siti web ai social network, dall’email marketing alla SEO, per approfondire tutti questi aspetti e le migliori tecniche digitali per le PMI italiane, Miriam Bertoli ha realizzato il white paper “Piccoli business, grandi risultati: strategie di marketing digitale per competere con successo”, scaricabile gratuitamente online all’interno della rubrica “Punti di vista” di GoDaddy – una sezione ricca di contributi, approfondimenti e analisi realizzati da esperti del settore digital.

Nel suo approfondimento, Miriam Bertoli, docente e consulente di digital marketing, oltre che autrice del libro “Web Marketing per le PMI”, ha cercato di chiarire alcuni dei principali dubbi che possono sorgere quando si muovono i primi passi nel mondo del digitale: conviene davvero aprire un e-commerce? Quali sono i migliori strumenti di digital marketing?

Prima di tutto è fondamentale mettere a fuoco i propri obiettivi e quelli dei propri clienti: la strategia di marketing dovrebbe sempre partire dai bisogni delle persone e dalle loro caratteristiche, sulle quali creare un proprio obiettivo di business.

In base a quanto emerso da questa prima analisi bisogna poi stabilire quale sia la dotazione di base utile per la propria impresa: attualmente solo il 41% delle PMI ha un sito web, di questi solo il 27% attrae volumi di traffico rilevanti, mentre solo il 16% ha creato un servizio di e-commerce.

Soprattutto in un periodo come quello attuale, che ha profondamente cambiato i nostri comportamenti e le nostre abitudini d’acquisto, il digitale può dare nuovo slancio ai business, permettendo alle aziende di essere sempre aperte e operative.

Questi e tanti altri spunti sono racchiusi nel white paper, che approfondisce diversi strumenti tra i più moderni, suggerendo soluzioni e strategie. Per approfondire il tema e consultare tutti gli altri contributi sulle ultime novità del digital marketing è possibile seguire “Punti di Vista”, la rubrica gratuita disponibile sul blog di GoDaddy.

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