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Covid-19, sicurezza del settore alimentare: tutte le regole da rispettare

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Una guida completa su come comportarsi per salvaguardare la sicurezza sul lavoro del settore alimentare ai tempi del Covid-19

Covid-19 affrontiamo la sicurezza nel settore alimentare. Molte aziende del settore alimentare ci chiedono se le Procedure Haccp debbano essere revisionate prendendo in considerazione il rischio di contaminazione da COVID-19.

Il settore alimentare ha già delle regole e dei protocolli precisi per la gestione dei rischi e la tutela della salute (in primo luogo l’HACCP) che offrono un valido supporto per la prevenzione della contaminazione dei cibi.

Best Practices

Tra le “best practices” in tempi di covid-19 per la sicurezza del settore alimentare, troviamo le procedure per la pulizia e l’igiene degli ambienti. La suddivisione e separazione delle diverse aree di lavoro. Il controllo dei fornitori, stoccaggio, distribuzione e trasporto, igiene del personale e idoneità al trattamento di cibi e bevande.

I protocolli di igiene alimentare stabiliscono i punti chiave per ciascuna fase di trasformazione, produzione e commercializzazione, che devono comunque essere rivisti per garantire la sicurezza in relazione al rischio di contagio da Covid-19.

L’OMS consiglia di avere un team o una persona designati al rispetto del protocollo HACCP all’interno delle aziende che trattano prodotti alimentari, coinvolgendo gli stessi in qualsiasi discussione o piano di sicurezza, e valutando misure aggiuntive, a seconda dell’attività svolta e del particolare contesto.

Lo scopo principale di tutte le linee guida emanate dall’OMS è quella di mantenere l’integrità della catena alimentare. Questo oltre a garantire la disponibilità di forniture alimentari adeguate e sicure per i consumatori.

Nella guida redatta dall’OMS, ci si riferisce principalmente ai lavoratori che toccano direttamente i cibi, o che trattano alimenti sfusi come parte del loro lavoro. Incluso il personale che per vari motivi può toccare le superfici a contatto con gli alimenti o altre superfici nei locali in cui il cibo viene manipolato. Inclusi quindi chi dirige o gestisce le aree produttive, addetti alle pulizie, manutentori delle attrezzature professionali, addetti alle consegne, addetti al controllo dei cibi e supervisione.

Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare: le raccomandazioni dell’OMS

In generale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda alle persone con sintomi di restare a casa. Per questo motivo è importante che i lavoratori del settore conoscano e sappiano riconoscere i sintomi del Covid-19 fin dalle prime manifestazioni. Gli operatori del settore alimentare devono fornire una guida scritta per il personale.

Questo sulla segnalazione di tali sintomi e sulle procedure di esclusione dai luoghi di lavoro. In tal senso vi consiglio di leggere anche qui per avere maggiori informazioni.

Il riconoscimento tempestivo dei sintomi consente di ricorrere a cure mediche e ai test necessari per ridurre al minimo il contagio di altri colleghi di lavoro. Ricordiamo che i sintomi più comuni del Covid-19 sono:

  • febbre (37,5 °C o superiore);
  • tosse (secca o grassa)
  • respiro corto
  • difficoltà di respirazione
  • affaticamento

Il personale che lavora nei locali in cui vengono manipolati i cibi (ristoranti, laboratori alimentari, aziende di produzione, commercializzazione, trasporto, salumerie, supermercati con banco salumeria, consegna a domicilio) deve ricevere istruzioni per iscritto e adeguata formazionesu come prevenire la diffusione di Covid-19.

Le normali procedure di lavoro nel settore alimentare devono garantire che i lavoratori infetti, o che presentano sintomi, siano esclusi dalle strutture in cui si manipolano gli alimenti.

Il personale che riscontra problemi di salute o mostra sintomi riconducibili al virus non deve trovarsi nei luoghi di lavoro e deve essere informato in via preventiva su come contattare l’assistenza medica in caso di necessità.

Cosa fare nei casi di infezioni

Eventuali persone infette che manipolano alimenti possono infatti contaminare il cibo con cui sono a contatto, o le superfici nelle aree di lavorazione, attraverso la tosse, gli starnuti, o con le proprie mani.

Si tenga conto che, in alcuni casi, le persone infette posso essere asintomatiche o pre-sintomatiche (cioè che hanno contratto il virus ma non presentano al momento sintomi riconoscibili), oppure presentare sintomi lievi che possono essere facilmente trascurati.

Alcune persone infette che non presentano ancora sintomi si sono dimostrate contagiose e in grado di diffondere il virus. Ciò sottolinea la necessità per tutto il personale che lavora nell’industria alimentare, indipendentemente dal loro apparente stato di salute, di praticare l’igiene personale e di usare in modo appropriato i dispositivi di protezione personale come guanti e mascherine.

I membri dello staff che presentano sintomi di Covid-19 devono contattare l’azienda telefonicamente (o tramite email) in modo che possano essere intraprese le necessarie misure.

Regole stringenti riguardo la sicurezza alimentare

Tutte le pratiche legate alla sicurezza alimentare dovrebbero essere applicate secondo gli standard più stringenti, incluse:

  • corretta igiene delle mani (lavaggio con acqua e sapone per almeno 20 secondi);
  • uso frequente di disinfettanti per le mani a base alcolica;
  • igiene respiratoria (coprire la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce, buttare subito fazzolettini e salviette usate e poi lavarsi le mani);
  • frequente pulizia e sanificazione delle superfici di lavoro e dei punti a maggior contatto, come le maniglie delle porte;
  • evitare il contatto ravvicinato con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie, come tosse e starnuti.

I guanti possono essere usati dagli operatori del settore alimentare come misura preventiva. Ma devono essere cambiati frequentemente e le mani devono essere lavate tra i cambi di guanti, e dopo che i guanti vengono rimossi.

I guanti devono essere cambiati anche dopo aver svolto attività non legate al cibo, come l’apertura e chiusura manuale delle porte e lo svuotamento dei contenitori.

Gli operatori del settore alimentare dovrebbero essere consapevoli del fatto che indossare i guanti può consentire ai batteri di accumularsi sulla superficie delle mani, quindi il lavaggio delle mani è estremamente importante quando si rimuovono i guanti per evitare la successiva contaminazione del cibo.

Regole d’oro per proteggersi e proteggere

Bisogna anche prestare attenzione a non toccarsi bocca, naso e occhi quando si indossano i guanti. Un grave errore è considerare i guanti monouso come sostituti del lavaggio delle mani. Il virus Covid-19 può contaminare i guanti monouso (nello stesso modo in cui vengono contaminate le mani “nude”).

Bisogna fare molta attenzione anche a come ci togliamo i guanti: la rimozione di guanti monouso può portare alla contaminazione delle mani. Inoltre, indossare guanti monouso può dare un falso senso di sicurezza e può far sì che il personale non si lavi le mani con la frequenza necessaria.

Ricordiamo sempre che il corretto lavaggio delle mani è una barriera protettiva che protegge maggiormente rispetto all’indossare guanti monouso.

Le aziende alimentari devono assicurare che siano forniti adeguati dispositivi sanitari per evitare la contaminazione di cibi e superfici, e il contagio da persona a persona, mettendo in opera adeguate procedure e controlli per essere sicuri che i lavoratori si lavino le mani in modo frequente ed efficace (l’OMS ritiene adeguato il normale sapone e l’acqua corrente calda per il lavaggio delle mani).

Distanziamento e disinfettanti

I disinfettanti per le mani possono essere utilizzati come misura aggiuntiva, ma non devono sostituire il lavaggio delle mani.

Il distanziamento fisico è molto importante per aiutare a rallentare la diffusione di Covid-19. Ciò si ottiene riducendo al minimo il contatto tra individui potenzialmente infetti e individui sani. Tutte le imprese del settore alimentare dovrebbero seguire le indicazioni per il distanziamento fisico per quanto ragionevolmente possibile.

Le linee guida dell’OMS raccomandano un distanziamento di almeno 1 metro. Laddove l’ambiente di produzione alimentare rende difficile mantenere questa distanza minima, i datori di lavoro devono considerare quali misure alternative mettere in atto per proteggere i dipendenti.

Esempi di misure pratiche per applicare il distanziamento sono le seguenti:

  • sfalsare le postazioni di lavoro su entrambi i lati delle linee di lavorazione, posizionandole in modo che i lavoratori non si trovino l’uno di fronte all’altro;
  • fornire dispositivi di protezione personale (DPI) come mascherine per il viso, retine per capelli, guanti monouso, abiti da lavoro puliti e scarpe da lavoro con antiscivolo. Nel caso di ristoranti, negozi alimentari, supermercati con banco alimentari e macelleria e attività che producono cibi pronti e cotti, l’uso di tali dispositivi deve essere considerato come normale routine. Quando i dispositivi di protezione vengono indossati durante tutte le attività, è infatti possibile ridurre la distanza tra i lavoratori.
  • distanziare le postazioni di lavoro (il che può richiedere un rallentamento delle linee di produzione).
  • limitare il numero di persone che si trovano nei locali in un dato momento;
  • organizzare il personale in gruppi di lavoro per ridurre l’interazione e il contatto fra gruppi.

L’Operatore del Settore Alimentare (OSA) deve garantire la conformità di alimenti e mangimi ai requisiti di sicurezza, verificando altresì che le imprese da lui controllate rispettino le disposizioni di legge inerenti alle loro attività in tutte le fasi della preparazione, trasformazione e distribuzione.

Compiti del datore e dei lavoratori

È compito dei datori di lavoro sottolineare l’importanza di lavarsi le mani più frequentemente e mantenere buone pratiche igieniche, oltre che di pulire e disinfettare più frequentemente le superfici che vengono toccate regolarmente.

I lavoratori del settore alimentare devono essere consapevoli dei sintomi di Covid-19, informare il loro datore di lavoro e consultare un medico se pensano di avere sintomi della malattia.

Come preservare il distanziamento

Vitale per la salvaguardia del Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare è il distanziamento. Il mantenimento del distanziamento fisico nei locali in cui è possibile acquistare alimenti è fondamentale per ridurre il rischio di trasmissione della malattia. Le misure pratiche che possono essere utilizzate dai titolari includono quanto segue:

  • limitare il numero di clienti che entrano per evitare il sovraffollamento;
  • Posizionare dei cartelli nei punti di ingresso per richiedere ai clienti di non entrare nel negozio in caso di malessere o con sintomi compatibili con il Covid-19;
  • Gestione dei clienti in fila per entrare, in linea con i consigli sulla distanza fisica sia all’interno che all’esterno dei locali;
  • Fornire disinfettanti per le mani, disinfettanti spray e salviette di carta usa e getta nei punti di ingresso del locale;
  • Marcare il pavimento all’interno del locale per facilitare il rispetto del distanziamento fisico, in particolare nelle aree più affollate, come banconi di servizio e casse;
  • Fare annunci regolari per ricordare ai clienti di seguire i consigli di distanziamento fisico e di lavarsi le mani regolarmente;
  • Introduzione di barriere in plexiglass a casse e banconi, come ulteriore livello di protezione per il personale;
  • Incoraggiare l’uso di pagamenti senza contatto;
  • Pubblicare i consigli per la pulizia di borse, sacche e contenitori in cui saranno riposti i prodotti alimentari acquistati.

La sanificazione

Contro il Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare per questo tipo di attività è importante minimizzare i rischi di diffusione con la pulizia e la sanificazione regolare di punti ad alto contatto (ad esempio: carrelli per la spesa, maniglie e corrimano, bilance usate dai clienti in negozi e supermercati). Alcune azioni che vale la pena mettere in atto come misure di prevenzione sono le seguenti:

  • Fornire salviette (o altri prodotti per la sanificazione) per pulire le maniglie dei carrelli o dei cestini della spesa da parte dei clienti; oppure incaricare il personale di disinfettare le maniglie dei carrelli della spesa dopo ogni utilizzo;
  • Lavaggio e pulizia frequente di articoli che vengono a contatto con cibi non confezionati (come mestoli, pinze, coltelli e altri utensili);
  • Mantenere le porte aperte, ove sia possibile, per ridurre al minimo il contatto con le maniglie.

L’esposizione “aperta” di alimenti (in inglese “open food display”) consente al pubblico di prendere direttamente con le proprie mani gli articoli riposti all’interno di scaffali, banconi e frigoriferi. Ovviamente anche questo aspetto può essere percepito come un fattore di rischio, e deve essere gestito in modo corretto.

Sebbene alcuni consumatori percepiscano il rischio di infezione derivante dall’esposizione aperta di alimenti, attualmente non ci sono prove scientifiche che suggeriscano che il cibo sia associato alla trasmissione del virus Covid-19.

Spesso cattiva abitudine avere il banco esposizione salumeria non con copertura curva, ma diritta per appoggiare esposti e sfusi prodotti che a loro dire i clienti vedono meglio, ma così facendo il cliente e l’operatore parlano sui cibi esposti con relativa contaminazione di goccioline di saliva, che fuoriescono normalmente nel parlare.

L’esposizione degli alimenti

Al pari del punto precedente per La salvaguardia del Covid-19 per la sicurezza del settore alimentare è importante mantenere buone pratiche igieniche intorno agli espositori di alimenti. Ad esempio espositori di prodotti freschi (frutta e verdura) e prodotti da forno. È bene consigliare ai consumatori di lavare frutta e verdura con acqua potabile prima del consumo. Sia i clienti che il personale devono osservare rigorosamente le buone pratiche di igiene personale.

In modo particolare quando si trovano in prossimità delle aree in cui vengono esposti i prodotti alimentari.

Alcune misure utili in questi casi sono le seguenti:

  • Lavare e sanificazione frequentemente tutte le superfici e gli utensili a contatto con gli alimenti;
  • Richiedere ai lavoratori che si occupano della preparazione dei cibi di lavarsi spesso le mani.
  • Se si usano i guanti, questi devono essere cambiati prima e dopo la preparazione del cibo;
  • L’operatore di cassa non può manipolare alimenti e viceversa. Per cui la cassa è una persona dedicata e con maggior accorgimenti igienici, in quanto maneggia i soldi grande veicolo di contaminazione.
  • Richiedere ai lavoratori che si occupano di preparare i cibi di pulire e igienizzare frequentemente i banchi, gli utensili di servizio e i contenitori ;
  • Rendere disponibile il disinfettante per le mani ai consumatori che entrano ed escono dai locali;
  • I gestori dovrebbero evitare l’esposizione aperta di prodotti da forno non confezionati (meglio usare confezioni in plastica, cellophane o carta). Laddove i prodotti da forno sfusi sono esposti al pubblico, è preferibile che siano collocati all’interno di vetrine in plexiglass e servite dal personale ai clienti usando le pinze.
  • Nei punti vendita deve essere garantito solo l’ingresso di un numero di persone tale da assicurare il giusto distanziamento tra le persone. Ciò si traduce nell’accesso di una persona alla volta (più un massimo di due operatori dell’esercizio commerciale) per locali fino a 40 mq. Mentre per aree di dimensioni superiori l’ingresso deve essere regolamentato in funzione degli spazi disponibili. Inoltre è necessario regolare gli accessi in modo da garantire lo smaltimento delle code alla casse.
  • Gli esercizi commerciali devono mettere all’ingresso del punto vendita una segnaletica di divieto di accesso in caso di sintomi simil-influenzali compatibili con il Covid-19 e di  istruzioni sul comportamento che il cliente deve tenere all’interno.
  • Carrelli e cestini devono essere puliti e disinfettati spesso, con particolare attenzione alle maniglie. La stessa raccomandazione vale anche per le superfici maggiormente toccate dai clienti: maniglie di banchi o armadi frigoriferi, tastiere/touchscreen, bilance, nastri trasportatori e aree di deposizione dei prodotti in cassa, aree di imbustamento e tastiere dei terminali POS.

Del resto dovrebbe essere sempre così, Covid-19 o meno

Noterete come tante precauzioni ci sembrino scontate e normali da applicare e pretendere. Perché così andrebbero fatte da sempre. Ma sempre per il nostro senso di fretta e di essere infallibili ed eccessivamente sicuri ci porta a perdere il livello di allarme e di attenzione e diventiamo tutti superficialmente pericoli per noi e per gli altri.

Restiamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, menzionando l’articolo di interesse alla mail: etconsulting2003@gmail.com

Dott.G. Esposito
Energy & Safety Manager

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C’è acqua sulla Luna ed è più accessibile del previsto, l’annuncio della Nasa

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La scoperta è stata comunicata direttamente dalla Nasa nel corso della conferenza stampa, iniziata alle 17.00 (ora italiana), di oggi

Il telescopio SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy) della Nasa ha rivelato per la prima volta la “firma” della molecola di acqua nel Clavius ​​Crater, uno dei più grandi crateri visibili dalla Terra.

La grandiosa scoperta è stata comunicata direttamente dalla Nasa nel corso della conferenza stampa, iniziata alle 17.00 (ora italiana), di oggi.

Un secondo studio, pubblicato su Nature e condotto dall’Università del Colorado, stima invece che oltre 40.000 chilometri quadrati di superficie lunare potrebbero intrappolare acqua sotto forma di ghiaccio in piccole cavità ombreggiate.

La Nasa ha spiegato che questa grande scoperta darà un grande contributo per ottenere una migliore comprensione della Luna e dello spazio profondo.

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Cosa tutela l’HACCP? Vediamolo insieme

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L’HACCP è un insieme di procedure, mirate a garantire la salubrità degli alimenti, basate sulla prevenzione anziché l’analisi del prodotto finito

La sicurezza alimentare è in Italia un argomento di primo piano lo dimostrano le numerose norme in materia. Una di queste è l’obbligo di predisporre controlli su tutta la filliera produttiva attraverso il protocollo HACCP.

Il protocollo, infatti, mira ad identificare i pericoli alimentari che eventualmente potrebbero essere presenti da primo anello di produzione primaria fino a giungere al consumatore.

Gli operarori del settore alimentare devono predisporre, attuare e mantengono una o più procedure permanenti, basati sui principi del sistema HACCP

Vediamo quindi quali sono i principi del sistema.

  1. Il sistema HACCP identifica ogni tipo di pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili.
  2. Deve, inoltre, identificare i punti critici di controllo nella fase o nelle diverse fasi in cui il controllo stesso si rivela essenziale per prevenire un rischio, eliminarlo o ridurlo a livello accettabile.
  3. Stabilisce, nei punti critici di controllo, i limiti critici che differenziano l’accettabilità e l’inaccettabilità ai fini della prevenzione, eliminazione o riduzione dei rischi identificati.
  4. Stabilisce ed applica procedure di sorveglianza efficaci nei punti critici di controllo;
  5. Rende possibili le azioni correttive da intraprendere nel caso in cui dalla sorveglianza risulti che un determinato punto critico non è sotto controllo;
  6. Stabilisce le procedure da applicare regolarmente per verificare l’effettivo funzionamento delle misure di cui ai punti 1), 5) e 8)
  7. Predispone documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa
  8. alimentare al fine di dimostrare l’effettiva applicazione delle misure di cui al punto 1. fino a quello al punto 7.

La procedura ovviamente va rivista e modificata nel caso il operatore del settore alimentare intenda variare il prodotto o qualsivoglia altra fase.

In fase di controllo delle autorità competenti gli operatori:

  1. mostrano all’autorità competente che essi rispettano il paragrafo 1, secondo le modalità richieste dall’autorità competente, tenendo conto del tipo e della dimensione dell’impresa alimentare;
  2. garantiscono che tutti i documenti in cui sono descritte le procedure elaborate a norma del presente articolo siano costantemente aggiornati;
  3. conservano ogni altro documento e registrazione per un periodo adeguato.

Entrando nel merito del controllo, Gli operatori del settore alimentare collaborano con le autorità competenti conformemente ad altre normative comunitarie applicabili o, in mancanza, conformemente alla legge nazionale.

Alla luce di quanto appena detto per coloro che operano nel comparto alimentare è obbligatorio l’applicazione del sistema HACCP e delle procedure di autocontrollo.

In caso di mancata applicazione sono previste sanzioni per l’operatore del settore alimentare. In base all’Art. 6 del D. Lgs. 193/07 punto 6 e ai sensi del ai sensi sia del REG CE 852/04 e REG CE 2073/2005, infatti, colui che opera nel settore alimentare, in caso in cui non predisponga misure di autocontrollo basate sul sistema HACCP, è punito con una sanzione amministrativa che va da 1000 a 6000 euro. Ovviamente la sanzione è comminata in base al tipo di attività e al richiamo ad altre normative e regolamenti in materia igienico sanitaria.

Il sistema HACCP in ogni caso stabilisce i requisiti minimi, quindi in teoria, operatore del settore alimentare potrebbe, a suo piacere, aumentare i suoi standard di sicurezza alimentare.

Approfondiremo ancora in un prossimo articolo.

Per ulteriori dettagli contattare Scmallardo@gmail.com

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Regione Campania, finanziamento a fondo perduto fino al 85% per Promozione prodotti Turistici

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Con tale documento la Regione Campania disciplina le modalità di accesso ai contributi a fondo perduto (85%)

Un interessante Avviso pubblico bandito dalla Regione Campania. Con tale documento la Regione Campania disciplina le modalità di accesso ai contributi a fondo perduto (85%). I contributi sono destinati per finanziare interventi di marketing ed azioni di comunicazione finalizzati al miglioramento della conoscenza ed alla promozione dei prodotti turistici regionali e al rafforzamento della reputazione turistica della Regione Campania.

Attraverso tale strumento la Regione Campania intende:

  • rilanciare l’attrattività e le modalità di fruizione turistica delle destinazioni turistiche campane, sia a livello nazionale che internazionale, con azioni mirate di promozione improntate alla sicurezza e alla qualità dei servizi;
  • sostenere il rilancio ed il riposizionamento degli agenti dell’intermediazione turistica;
  • riorientare l’offerta turistica regionale puntando sulla qualità e sulla sicurezza dei servizi. La domanda di partecipazione può essere presentata dalle Micro imprese, Piccole e Medie imprese (MPMI), indipendentemente dalla loro forma giuridica, costituite ed attive alla data di presentazione della domanda, nonché operanti con uno dei seguenti codici di attività Ateco 2007:
  • 79.11.00 – Attività delle agenzie di viaggio;
  • 79.12.00 – Attività dei tour operator;
  • 79.90.19 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio nca. Dove previsto dalla legge, Le aziende che intendono partecipare devono anche essere iscritti al Registro delle Imprese e/o altri registri, repertori, albi o ruoli tenuti dalla Camera di Commercio e/o altri enti pubblici. Possono partecipare, inoltre, anche i Consorzi, le Società Consortili di imprese e le Reti di Micro, Piccole e Medie Imprese. L’Avviso sostiene progetti tesi alla ideazione, progettazione e immissione sul mercato di pacchetti e soluzioni in grado di mettere a sistema i nuovi paradigmi del turismo post COVID, integrando spazi fisici e virtuali, esperienze emotive e dimensioni tangibili, in un quadro di sicurezza e benessere, il tutto finalizzato alla valorizzazione dell’immagine complessiva dell’offerta turistica regionale, dei prodotti e dei servizi turistici quale sistema sicuro e di qualità. In particolare, gli interventi ammissibili devono riguardare progetti di incoming, diretti allo sviluppo dell’offerta ricettiva per mercati esteri o mercati di prossimità, coerenti con il posizionamento turistico regionale e con l’offerta esperienziale del territorio. Per la realizzazione degli interventi agevolabili, sono ammissibili le spese relative all’acquisto di beni materiali e immateriali e servizi rientranti nelle seguenti categorie:
  • Acquisizione di servizi (quali ad esempio B2B) e consulenze specialistiche esclusivamente funzionali alla realizzazione del progetto, compresi i servizi di qualificazione del personale dipendente e dei soci/amministratori/titolari, erogati esclusivamente da soggetti terzi esterni al proponente e riferiti all’utilizzo degli strumenti digitali e di comunicazione/acquisiti e/o all’acquisizione di tecniche di comunicazione, marketing, promo commercializzazione e lingue straniere;
  • Attività di comunicazione e promo commercializzazione digitale;
  • Attività di comunicazione e promo commercializzazione off line (attraverso quotidiani di rilevanza nazionale, prodotti audio-video, cartellonistica, brochure, depliant, ecc.);
  • Spese del personale dipendente, nella misura in cui venga impegnato nella realizzazione delle attività, per un massimo del 15% delle spese totali ammissibili;
  • Acquisto di hardware esclusivamente funzionale al progetto;
  • Acquisto e sviluppo di software (e-commerce, interfacciamento con esercizi ricettivi, tracciamento azioni cliente, sistemi di loyalty, CRM, customer care digitale, …);
  • Spese di viaggio e soggiorno, sostenute dai referenti del soggetto beneficiario (titolari, amministratori, dipendenti) impiegati nelle attività, esclusivamente per azioni funzionali al progetto, nella misura massima del 15% delle spese totali ammissibili. Come anticipato le agevolazioni sono concesse nella forma di un contributo in conto capitale a copertura della spesa ammessa (non inferiori ad euro 30 mila e non superiore ad euro 100 mila) nella misura massima dell’85% e fino ad un massimo di euro 85 mila. Le domande di agevolazione devono essere presentate entro e non oltre il 30 ottobre 2020.

    Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci menzionando l’articolo alla mail: etconsulting2003@gmail.com
    Dott.G. Esposito
    Eng. & Safety Manager

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