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Giudice di Pace di Marano, Qualiano revoca la rescissione ma non tiene conto del TAR

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Giudice di Pace di Marano, Qualiano

Nell’atto di revoca della rescissione dal Giudice di Pace di Marano di Qualiano non è citata la sospensione del protocollo 12040 del 27 settembre 2017, ordinata dal TAR nella fase Cautelare.

Chi non conosce i fatti potrebbe classificare l’intera vicenda qualianese sul Giudice di Pace di Marano come un simpatico giuoco fanciullesco. Purtroppo non è così perché di fatto è una logorante vicenda che parte con il protocollo 12040 del 27 settembre 2017 quando, con tale atto unilaterale e senza passare per il Consiglio comunale, il Sindaco di Qualiano Ludovico Del Luca decise di rescindere dalla Convenzione per il sostegno all’Ufficio del Giudice di Pace di Marano, atto con cui i comuni aderenti si impegnano a sostenere economicamente e con il personale l’importante presidio giudiziale sul territorio.

L’allarme scattò immediatamente tanto che un gruppo di avvocati si riunirono in un comitato denominato “… Salviamo il Giudice di Pace di Marano”. Gli avvocati spiegarono al Sindaco che non poteva rescindere dalla Convenzione perché la ratifica avvenne attraverso un atto di Consiglio comunale. La vicenda finì sui giornali e attraverso questi il Sindaco di Qualiano Ludovico de Luca invitò gli avvocati a leggere bene gli atti.

Sulla vicenda il 10 ottobre si espresse il presidente del Consiglio Comunale di Qualiano Domenico Marrazzo le cui dichiarazioni sono raggiungibili in questo articolo.

Il Presidente Marrazzo, in quel frangente, intese far notare lo “spessore” dell’atto sindacale che, a suo dire avrebbe, prodotto una riunione presso il Presidente del Tribunale di Napoli.

All’alto spessore politico dell’atto unilaterale n° 12040 del 27 settembre 2017 non credette nessuno. Tant’è che, in un bruttissimo Consiglio comunale a Qualiano celebrato il 27 novembre 2017, passò la proposta dell’opposizione all’unanimità.

Passò, ma con una sottile modifica interpretativa nella quale si lasciava intendere che l’atto sarebbe revocato a patto che il Comune di Giugliano aderisse alla Convenzione.

Nemmeno il Comitato “… Salviamo il Giudice di Pace di Marano”, purtroppo, notò lo spessore politico intrinseco svelato da Marrazzo. Ricorse al Tribunale Amministrativo Regionale che, in data 20/12/2017, pubblicò l’ordinanza sul ricorso 4870 del 2017 che sospendeva l’atto. Condannava, inoltre, il Comune al pagamento delle spese legali della fase Cautelare come riportato a questo in questo articolo.

Oggi, sembra che tutta la vicenda abbia raggiunto il suo epilogo. Abbiamo trovato, infatti, tra i messaggi in redazione il protocollo n° 16927 del 22/12/2017 con il quale il Sindaco di Qualiano dice:

Con la presente, il sottoscritto, Sindaco p.t. di Qualiano, Ludovico De Luca, nella qualità di R. L., dato atto che il Consiglio Comunale di Giugliano in Campania ha inteso aderire all’Ufficio convenzionato del Giudice di Pace di Marano di Napoli, vista la deliberazione del Consiglio Comunale di Qualiano, comunica di revocare […]”.

Ci siamo interrogati molto su questo documento. Appare chiaro che manchi qualcosa nell’ambito del “visto”. Sembra che non vi sia alcuna traccia, infatti, della parte relativa all’ordinanza del TAR relativa alla fase Cautelare del procedimento che sospende il protocollo 12040 del 27 settembre 2017.

Come è possibile che questa manchi del tutto se l’ordinanza del TAR? Ricordiano che è del 20 dicembre 2017 solo due giorni prima di questo protocollo di revoca.

Se non fossimo convinti di essere dinnanzi ad una mera dimenticanza, potrebbe sembrare che l’ordinanza l’abbiano ignorata deliberatamente. Potrebbe essere altresi considerato se fosse un mero tentativo di chiudere la stalla quando i buoi già sono usciti.

Nel frattempo però è bene ricordare che, sebbene il tutto potrebbe sembrare un simpatico giuoco fanciullesco, il Tribunale Amministrativo Regionale, che non scherza affatto e notoriamente non ha nemmeno il senso dell’umorismo, ha fissato l’udienza il 28 maggio 2018 quindi la faccenda non sembra affatto finita qui.

Atto di revoca in allegato

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