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Finisce il calciomercato: promossi e bocciati della Serie A, squadra per squadra

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Il mercato non si giudica soltanto dai nomi acquistati o dai milioni spesi. Per ogni squadra abbiamo confrontato la rosa della scorsa stagione con quella costruita per il 2026/27, valutando qualità degli acquisti, peso delle cessioni, età, rendimento, infortuni, adattamento alla Serie A e coerenza con l’allenatore.

Nel voto entrano anche i conti: costo dei cartellini, plusvalenze e minusvalenze, prestiti, parametri zero, valorizzazione dei giovani e gestione degli esuberi e dei fuori lista. Vendere bene può essere un merito, ma soltanto se la squadra non viene impoverita; allo stesso modo, spendere molto non significa necessariamente fare un grande mercato.

Il risultato è un giudizio tecnico ed economico complessivo: quanto è diventata più forte – o più debole – ogni squadra rispetto a quella che aveva concluso la stagione precedente.

Atalanta — 8,5

Plusvalenze record e reinvestimenti: Sarri riceve un’Atalanta ancora ambiziosa

L’Atalanta cambia parecchio ma continua a fare ciò che negli ultimi anni le è riuscito meglio: valorizzare, vendere molto bene e reinvestire. Le operazioni Palestra e Ahanor producono oltre 100 milioni potenziali e plusvalenze enormi, consentendo inoltre di trattenere Éderson. La società non si limita però a incassare: Rowe è il grande investimento offensivo dell’ultimo giorno, mentre Kessié a parametro zero, Gaetano ed Elmas aumentano esperienza e qualità del centrocampo. La vera rivoluzione è rappresentata da Maurizio Sarri, che comporta il passaggio a un calcio diverso e alla difesa a quattro. Proprio la retroguardia è il reparto che convince meno dopo le partenze di Djimsiti e Ahanor e la cessione di Palestra. Alcuni esuberi, inoltre, sono stati soltanto prestati. Ma il rapporto tra quanto incassato, quanto reinvestito e la qualità rimasta nella rosa è eccellente. Una delle regine del mercato: 8,5.

Bologna — 7

Il modello continua, ma stavolta si vende tanto: Tedesco deve ricostruire

Il Bologna continua a monetizzare in maniera straordinaria i giocatori valorizzati, ma questa volta rischia di aver oltrepassato il confine tra sostenibilità e indebolimento tecnico. Castro, Lucumí e Rowe portano una quantità enorme di denaro, ma erano anche tre elementi importanti della squadra. Theate è un sostituto affidabile per Lucumí, mentre Piccoli e Dovbyk permettono di ricostruire l’attacco e Mbangula rappresenta la scommessa per il dopo-Rowe. A complicare il giudizio c’è anche l’addio di Vincenzo Italiano: Domenico Tedesco apre inevitabilmente un nuovo ciclo. Il Bologna ha comunque conservato diversi elementi fondamentali e finanziariamente il mercato è eccellente. Rispetto ad Atalanta e altre società capaci di vendere bene, però, convince meno la qualità del reinvestimento. Conti promossi, campo da verificare: 7.

Cagliari — 7

Più profondità che qualità: mercato prudente per un’altra salvezza

Il Cagliari costruisce una rosa più ampia per Fabio Pisacane senza assumersi grandi rischi economici. Winks, Fazzini, Gagliardini e Massolin aumentano notevolmente le alternative a centrocampo, mentre Sugawara è un innesto interessante per una fascia che aveva perso Palestra e successivamente Zappa. Davanti Maldini, Fadera e Kevin Carlos aggiungono soluzioni, ma manca ancora un attaccante che rappresenti una vera certezza realizzativa. La partenza di Gaetano pesa e diversi giocatori importanti della stagione precedente erano soltanto in prestito. Anche molte delle nuove operazioni sono temporanee: il Cagliari migliora numericamente senza costruire altrettanto patrimonio. Non vedo un salto di categoria, ma neppure un indebolimento evidente. Mercato sensato per l’obiettivo salvezza, senza particolari acuti: 7.

Como — 8,5

Ormai ragiona da big: Kean è il simbolo di un mercato senza paura

Il Como non si comporta più come una squadra che deve semplicemente consolidarsi in Serie A. Cesc Fàbregas rimane al centro del progetto e la società continua ad aggiungere qualità senza sacrificare Nico Paz e gli altri giovani più preziosi. Moise Kean è il manifesto delle ambizioni del club: un centravanti già affermato nel campionato italiano e acquistato con un investimento da grande squadra. Chalobah aumenta esperienza e fisicità in difesa, Yan Couto aggiunge spinta sulla fascia e Ricci aumenta ulteriormente la qualità di un centrocampo già ricco. La rosa diventa più forte praticamente in ogni reparto e mantiene un’età media interessante. Il grande punto interrogativo riguarda inevitabilmente la sostenibilità di una campagna acquisti tanto costosa. Se giudichiamo però il mercato anche per quanto aumenta la competitività immediata, il Como merita di stare tra i migliori. Ambizione vera, non più semplice sorpresa: 8,5.

Fiorentina — 7,5

Rivoluzione fino al gong: tanti colpi, ma il dopo-Kean è una scommessa

La Fiorentina è una delle squadre che cambiano maggiormente volto. Atta e Oulaï rappresentano investimenti pesanti per ricostruire il centrocampo, mentre davanti arrivano Beto, Pellegrino, Gnonto, Pedro Gonçalves e Mastantuono, offrendo a Fabio Grosso una quantità enorme di combinazioni. Anche la difesa viene profondamente modificata. Il problema è che quantità e spesa non equivalgono automaticamente a miglioramento. La cessione di Moise Kean priva la squadra della principale certezza realizzativa e obbliga diversi nuovi giocatori a compensarne collettivamente il peso. Grosso dovrà inoltre assemblare in poco tempo una rosa profondamente diversa. Il potenziale è notevole e alcune operazioni possono diventare grandi affari, ma il rischio tecnico è altrettanto elevato. Mercato ambizioso e coraggioso, non ancora abbastanza sicuro per meritare l’8: 7,5.

Frosinone — 7,5

Una neopromossa che non vuole fare la comparsa: mercato da Serie A vera

Il Frosinone affronta il ritorno in Serie A senza limitarsi alla classica raccolta di prestiti e occasioni dell’ultimo minuto. Massimiliano Alvini viene giustamente confermato dopo la promozione e riceve una squadra profondamente rinforzata. Grillitsch e Akpoguma portano esperienza internazionale senza grandi costi di cartellino, Schmid aumenta la qualità tecnica e Zerbin conosce perfettamente il campionato. L’investimento su Bobček, vicino agli 11 milioni più bonus, dimostra invece che il club è disposto anche a rischiare capitale per aumentare il potenziale offensivo. Bîrligea, Hasa e i numerosi innesti difensivi completano una rosa decisamente più profonda. Il rischio riguarda l’inserimento contemporaneo di tanti nuovi giocatori e diversi elementi ancora da verificare in Serie A. Per una neopromossa, però, il lavoro è notevole. Una delle sorprese positive del mercato: 7,5.

Genoa — 7

Ekhator finanzia il mercato: De Rossi guadagna qualità senza rivoluzioni

Il Genoa sceglie una strada equilibrata: conferma Daniele De Rossi e modifica la squadra senza smontarla. La cessione di Ekhator alla Juventus è il capolavoro economico dell’estate rossoblù: un prodotto del vivaio trasformato in una plusvalenza molto importante, ottenendo inoltre Puczka nell’operazione. Parte dell’incasso viene utilizzata per aumentare la qualità della rosa. Sow porta esperienza internazionale, Traorè conosce bene la Serie A e Baldanzi aggiunge fantasia tra le linee. Colombo viene confermato, mentre Osmajic e Havel aumentano le alternative offensive. Anche sulle fasce il Genoa reagisce alle partenze senza investimenti fuori scala. Resta però il dubbio che davanti manchi ancora un calciatore capace di garantire un netto salto realizzativo. Gestione razionale, buona plusvalenza e rosa più profonda: 7.

Inter — 8,5

Cambiare senza smontare: i campioni ringiovaniscono e restano i favoriti

L’Inter parte dalla posizione migliore possibile: una squadra reduce dal double e Cristian Chivu confermato. La società evita quindi rivoluzioni inutili e utilizza il mercato soprattutto per abbassare progressivamente l’età della rosa. Stones sostituisce parte dell’esperienza persa con Acerbi, De Vrij e Darmian, mentre Akanji viene riscattato dopo aver già dimostrato il proprio valore. Jones aumenta qualità e versatilità del centrocampo e il ritorno di Stanković rappresenta un investimento patrimoniale interessante. Spence è invece l’operazione più discutibile: costa più di quanto incassato per Dumfries e deve ancora dimostrare di rappresentare un miglioramento tecnico. Positiva la gestione degli esuberi e del monte ingaggi, mentre l’attacco viene mantenuto praticamente intatto. Il rischio maggiore è la tenuta fisica di Stones. La squadra campione non viene smontata e contemporaneamente ringiovanisce: 8,5.

Juventus — 7

Tanti nomi e tanti milioni: Spalletti migliora la rosa, i conti molto meno

La Juventus consegna a Luciano Spalletti una squadra tecnicamente più completa, ma per farlo spende molto e non sempre bene. Kolo Muani offre maggiori garanzie al centro dell’attacco, Lucumí conosce perfettamente la Serie A e Sarr porta dinamismo e fisicità a centrocampo. Alajbegović ed Ekhator rappresentano invece investimenti sul futuro e aumentano il valore potenziale della rosa. Il problema emerge guardando l’intera gestione patrimoniale. Openda viene riscattato per oltre 40 milioni dopo una stagione deludente e immediatamente mandato in prestito: difficilmente può essere considerata una buona operazione. Woltemade arriva con un costoso prestito secco e diversi esuberi vengono soltanto temporaneamente allontanati. Anche la porta viene rivoluzionata senza una necessità assoluta. Tecnicamente sarebbe un mercato da voto superiore, ma rapporto spesa-rendimento e gestione degli asset lo fermano al 7.

Lazio — 7,5

Gila finanzia la rivoluzione: più soluzioni per Gattuso, senza follie

La Lazio cambia allenatore e consegna a Gennaro Gattuso una rosa modificata senza ricorrere a investimenti fuori controllo. La cessione di Gila è dolorosa tecnicamente ma eccellente economicamente, considerando la valorizzazione realizzata dal club. Frattesi rappresenta il principale salto qualitativo a centrocampo, mentre Gudmundsson aumenta fantasia e imprevedibilità e Pinamonti offre un riferimento già abituato alla Serie A. Doekhi a parametro zero, Šutalo e Pedraza permettono di ricostruire la difesa spendendo relativamente poco. La scelta di affidarsi a Mandas dopo l’uscita di Provedel aumenta invece il rischio in porta ma può valorizzare un patrimonio già presente. Molte operazioni sono però in prestito e rinviano al futuro gli investimenti definitivi. Buon rapporto tra qualità aggiunta e denaro impegnato, con qualche incognita soprattutto dietro: 7,5.

Lecce — 6,5

Dopo Corvino comincia l’era Trinchera: mercato prudente, qualche rischio di troppo

Per il Lecce è soprattutto l’estate del dopo-Corvino: dopo sei anni la responsabilità dell’area tecnica passa a Stefano Trinchera, mentre Eusebio Di Francesco viene giustamente confermato dopo la salvezza. Il mercato è decisamente meno brillante rispetto ad alcune campagne precedenti. Geubbels, Fatah e Monteiro aumentano le alternative offensive, mentre Ilić in prestito può rappresentare un buon innesto per un centrocampo che perde Ramadani. Pesano però i fine prestito di Camarda, Sottil e Cheddira e soprattutto una rosa che non sembra aver compiuto un netto salto di qualità. A complicare l’estate c’è anche il caso Banda. Trinchera evita spese pericolose e mantiene la tradizionale sostenibilità del club, ma questa volta le scommesse sono numerose e le certezze poche. Di Francesco dovrà probabilmente ottenere ancora una volta più della semplice somma dei valori individuali: 6,5.

Milan — 7,5

Via Leão, dentro Ramos e Moreira: mercato ricco, coraggioso e rischioso

Il Milan cambia parecchio dopo l’addio di Allegri e affida a Ruben Amorim una squadra costruita maggiormente intorno alle sue idee. Gonçalo Ramos rappresenta una certezza internazionale per l’attacco e Mario Gila è un rinforzo importante e già perfettamente adattato alla Serie A. Moreira offre enorme prospettiva, mentre Hutchinson permette di aumentare le alternative senza un investimento immediatamente definitivo. Ma tutto ruota intorno alla cessione di Rafael Leão. Perdere il giocatore tecnicamente più determinante della rosa e investire sul suo potenziale sostituto una cifra addirittura superiore significa assumersi un rischio enorme. Anche alcune situazioni in uscita rimangono risolte attraverso prestiti e non cessioni definitive. La rosa può diventare più funzionale ad Amorim, ma non è automaticamente più forte. Tanta qualità e tanti soldi, ma anche troppe scommesse per andare oltre il 7,5.

Monza — 6,5

Jurić per restare in Serie A: esperienza e scommesse per una salvezza possibile

Il Monza torna in Serie A e affida la squadra a Ivan Jurić, scelta importante per una neopromossa e accompagnata da un mercato abbastanza coerente con il suo calcio. Folorunsho porta fisicità ed esperienza al centrocampo, Ngonge aumenta la qualità offensiva, mentre Akinsanmiro è una delle scommesse più interessanti. Touré, Mangas e Ziolkowski aggiungono alternative a una rosa costruita soprattutto per garantire intensità e duttilità. La società riesce anche a liberarsi di Petagna, mentre le altre partenze non sembrano aver impoverito eccessivamente la squadra. Il limite è rappresentato dai numerosi prestiti e da diversi giocatori ancora da verificare pienamente in Serie A, oltre all’infortunio di Pessina. Nel complesso, però, il Monza sembra essersi attrezzato bene rispetto all’obiettivo. Mercato intelligente e funzionale, anche se con poche certezze patrimoniali: 6,5.

Napoli — 5,5

Il peso degli errori di Conte: Allegri eredita una grande rosa, ma il mercato resta bloccato

Il Napoli paga soprattutto il conto della faraonica campagna acquisti precedente: oltre 100 milioni investiti tra Milinković-Savić, Beukema, Lang e Lucca senza ottenere il rendimento sperato né offerte sufficienti per liberare rapidamente risorse. Allegri arriva garantendo di poter lavorare sulla rosa esistente e De Laurentiis mantiene la linea annunciata: prima vendere, poi eventualmente comprare. La vera cessione remunerativa è quella di Gutiérrez al Bayer Leverkusen per circa 30 milioni, mentre Lukaku parte a una cifra molto inferiore rispetto all’investimento sostenuto e Manna riesce a monetizzare solo parzialmente gli altri esuberi. In entrata arrivano così soprattutto Favasuli e Badiashile, quest’ultimo in prestito dal Chelsea per rispondere anche all’emergenza infortuni in difesa, ma con uno storico fisico che rappresenta a sua volta un rischio. Il Napoli rimane una squadra da vertice grazie alla qualità che possedeva già, non perché il mercato l’abbia realmente migliorata. Per una società che deve competere per lo Scudetto e affrontare la stagione del centenario, è troppo poco: 5,5.

Parma — 7

Vendere i gioielli senza smontarsi: il Parma incassa e prova a ripartire dai giovani

Il Parma affronta il mercato con una strategia molto chiara: monetizzare alcuni dei giocatori maggiormente valorizzati e reinvestire senza perdere sostenibilità. Le partenze di Suzuki, Circati e Pellegrino sono pesanti tecnicamente, ma permettono al club di generare incassi importanti, soprattutto con il difensore cresciuto in casa. In attacco El Bilal Touré è una scommessa interessante: arriva in prestito con un riscatto che può diventare obbligatorio in caso di salvezza o al raggiungimento di determinate presenze, mentre Diallo, Romero e De Martis aumentano le alternative. Fabbian aggiunge inserimenti e qualità al centrocampo, mentre i riscatti di Nicolussi Caviglia, Cremaschi e Carboni danno continuità al lavoro già iniziato. Nel finale arriva anche Diego Carlos, profilo esperto e già rodato in Serie A, necessario dopo l’uscita di Circati. Qualche dubbio rimane soprattutto sulla porta e sulla capacità dei nuovi attaccanti di sostituire i gol perduti, mentre Sørensen viene solamente prestato al Celtic. Il Parma vende molto bene e ricostruisce con una logica precisa: qualche rischio c’è, ma per una squadra che punta alla salvezza il mercato è più che convincente. 7.

Roma — 8

Tanti rinforzi per Gasperini e i big restano: manca soltanto l’ultimo tassello

La Roma parte dal terzo posto e dalla qualificazione in Champions e decide di alzare ulteriormente il livello della rosa di Gasperini. Castro è un investimento importante ma sensato per età, rendimento già mostrato in Serie A e prospettiva, mentre il riscatto di Malen garantisce continuità all’attacco. Molina aumenta esperienza e qualità sulle fasce, Koulierakis ringiovanisce la difesa e Balerdi aggiunge un altro centrale adatto al calcio aggressivo dell’allenatore. Rodrigo Mora è invece la grande scommessa tecnica e patrimoniale, acquistato dal Porto per 25 milioni, mentre l’arrivo di De Roon consegna a Gasperini uno dei giocatori simbolo del suo ciclo atalantino. Importante anche la scelta di respingere l’offerta del Chelsea da 60 milioni per Koné, evitando di finanziare il mercato attraverso la cessione di un titolare fondamentale. Dovbyk, Baldanzi e diversi elementi meno centrali vengono invece sacrificati o sistemati altrove. Rimane un difetto evidente: nonostante i numerosi tentativi, non arriva l’esterno offensivo richiesto da Gasperini, con Leweling sfumato proprio sul gong. La Roma spende molto ma conserva i migliori e aumenta qualità e profondità: mercato da 8, che sarebbe potuto diventare ancora migliore con l’ultimo rinforzo offensivo.

Sassuolo — 6,5

Dopo Grosso e Carnevali parte un nuovo ciclo: buone idee, ma meno certezze

Il Sassuolo apre un ciclo completamente nuovo con Alberto Aquilani in panchina e senza Giovanni Carnevali, dopo una stagione molto positiva. La società continua comunque a vendere bene: Muharemovic va al Leeds per circa 27 milioni netti, realizzando un’altra importante valorizzazione. Più pesante tecnicamente è l’uscita di Pinamonti, ceduto alla Lazio dopo essere stato uno dei riferimenti offensivi della squadra. Per sostituirlo arrivano Bowie e Sebastiano Esposito, mentre Benjamin Dominguez e Adžić aggiungono talento e prospettiva. Dietro, dopo la perdita di Muharemovic, il Sassuolo interviene con Leysen, Van der Brempt e soprattutto Ćaleta-Car, acquistato dal Lione nell’ultimo giorno e capace di portare esperienza internazionale. Interessante anche Sulemana per aumentare fisicità a centrocampo, ma molti rinforzi arrivano in prestito e quindi incidono meno sulla crescita patrimoniale. La permanenza di Berardi e Laurienté mantiene comunque alto il livello offensivo. Il Sassuolo vende bene e sostituisce quasi tutte le partenze, ma perde alcune certezze e affronta contemporaneamente una transizione tecnica e societaria: 6,5.

Torino — 7

Rivoluzione giovane per Abate: più talento e prospettiva, ma anche qualche rischio

Il Torino apre un nuovo ciclo affidandosi a Ignazio Abate e costruisce una rosa decisamente più giovane. Comuzzo è l’investimento più interessante per la difesa, Fortini aggiunge prospettiva sulla fascia e Fitz-Jim porta qualità e tecnica a un centrocampo che perde Ilić e Tameze. Oristanio aumenta invece la fantasia alle spalle di Simeone, riscattato dopo la buona stagione precedente. Nel finale il club interviene ancora sulle corsie con Belghali, acquistato dal Verona per circa 7 milioni, e Patterson dall’Everton. Le partenze di Maripán e Lazaro tolgono esperienza, mentre diversi nuovi titolari devono ancora dimostrare continuità ad alto livello e lo stesso Abate affronta una delle sfide più importanti della sua giovane carriera. Il Torino, però, sembra avere finalmente privilegiato giocatori valorizzabili invece di limitarsi a costruire una squadra per il presente. Mercato interessante, giovane e con una logica precisa: manca qualche certezza, ma il 7 è meritato.

Udinese — 7,5

Vendere e ricostruire senza paura: l’Udinese continua a creare valore

L’Udinese conferma Runjaic e prosegue un progetto che ormai ha trovato una propria stabilità, intervenendo però in maniera importante sul mercato. La cessione di Arthur Atta alla Fiorentina per 25 milioni più il 30% sulla futura rivendita è un’operazione eccellente dal punto di vista economico, mentre anche Kristensen lascia il club dopo essere stato valorizzato. I friulani non si limitano però a incassare: riscattano Zaniolo per 10 milioni dopo la buona stagione precedente e rendono definitivo anche Gueye, mantenendo così due giocatori già inseriti nel sistema di Runjaic. Arrivano inoltre Unai Gómez dall’Athletic Club e Chakvetadze dal Watford per aumentare la qualità tra centrocampo e trequarti, mentre Vojvoda porta esperienza immediata sulle corsie. Nel finale viene aggiunto anche il giovane e duttile Jovanović dallo Stoccarda e Mrozek aumenta le alternative in porta. La perdita di Atta è tecnicamente importante e qualche nuovo acquisto deve ancora adattarsi alla Serie A, ma l’Udinese riesce ancora una volta a trasformare valorizzazioni in risorse senza smontare la squadra. Continuità tecnica, plusvalenze e investimenti mirati: mercato da 7,5.

Venezia — 8

Una neopromossa che investe davvero: qualità, esperienza e ambizione per Stroppa

Il Venezia torna in Serie A confermando Giovanni Stroppa e costruendo una squadra decisamente più attrezzata per la categoria. Akor Adams, acquistato dal Siviglia per circa 16 milioni, è l’investimento principale, mentre Rrahmani aggiunge un’altra soluzione importante all’attacco. Bella-Kotchap rinforza la difesa e Bašić, Helgason e Sohm aumentano esperienza e profondità a centrocampo. La società finanzia parte della campagna acquisti attraverso l’eccellente cessione di Doumbia allo Sporting, superiore ai 20 milioni, oltre alle uscite di Svoboda e Nicolussi Caviglia. Nel finale arrivano anche Montipò e soprattutto due giocatori esperti come Juan Jesus e Mazzocchi, utili per una neopromossa che aveva bisogno di maggiore conoscenza della Serie A. Alcuni investimenti restano scommesse e l’elevato numero di nuovi giocatori richiederà tempo, ma il Venezia ha unito plusvalenze, acquisti patrimoniali, esperienza e continuità tecnica. Per una squadra il cui primo obiettivo resta la salvezza, è un mercato ambizioso e costruito con coraggio: 8.

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