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Consiglio Comunale di Qualiano, l’ennesima triste pagina politica

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Consiglio Comunale di Qualiano

Brutte figure per la mancata in versione dei punti sul Giudice di Pace, approvati debili fuori bilancio zeppi di errori: questo il Consiglio Comunale di Qualiano

Celebrato il 27 novembre il Consiglio comunale di Qualiano. Una seduta molto importante perché discussi i debiti fuori bilancio, questione legata all’ufficio del Giudice di Pace e la situazione che attiene via de Gasperi. In particolare il tema della tassazione dei negozianti che hanno avuto ammanchi di introiti legati alla voragine.

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Un Consiglio comunale celebrato, nonostante i buoni propositi all’insegna dell’imbarazzo sia per i cittadini sia per la politica.

Prima dell’approvazione dei Verbali della seduta precedente, primo punto all’ordine del giorno, è intervenuto il Consigliere Fertuso che, eletto nella lista “Qualiano dei Valori” che sosteneva il Sindaco De Luca, ringraziando il suo elettorato e ammettendo che già da due anni ha la tessera del PD in tasca, ha annunciato il suo passaggio nel Partito Democratico.

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Immediata è stata la replica del Consigliere comunale De Leonardis. Il consigliere ha fatto presente al Consiglio comunale di essere completamente all’oscuro di questo passaggio. Ha chiesto, infatti, sostenuto dal regolamento comunale, se fosse arrivata presso la Presidenza del Consiglio comunale la necessaria documentazione.

Il Presidente del Consiglio comunale di Qualiano ha dichiarato che presso il suo Ufficio non era pervenuto nulla. D’altro canto, però, dalla dichiarazione del Consigliere Pasquale Liccardo, capogruppo PD in Consiglio, è chiaro che lui lo sapesse dato che è stato lieto di accogliere, nel gruppo di cui è a capo, il Consigliere Fertuso.

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Sinceramente ci lascia basiti il fatto che il Consigliere Fertuso non conoscesse la prassi dato che veste il ruolo di vice Presidente del Consiglio. Che si sia trattato di una mera dimenticanza?

Palese, in ogni caso, è stata la magra figura dell’intero PD di Qualiano. Dopo questo particolare passaggio, appare chiaro che la mano destra non sa cosa faccia la sinistra. Si tratta di comportamenti tipici della cosiddetta “Bancarella del Torrone”. Praticamente una sezione Pd in preda alla confusione mentale.

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La stessa confusione mentali in cui versa il consiglio comunale che permette che si verifichino tali fattispecie.

Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente e prima di iniziare la discussione sui debiti fuori bilancio dal Consigliere Giulio Cacciapuoti è pervenuta la proposta, vista la presenza il Sala del Presidente dell’Ordine degli Avvocati Napoli Nord e di numerosi avvocati di Marano, di invertire i punti all’ordine del giorno. In tal modo si sarebbe discusso prima prima il punto relativo al Giudice di Pace e poi quello relativo ai Debiti fuori bilancio. Su tale proposta la maggioranza ha deciso di procedere come da programma perché era nell’interesse dei cittadini riconoscere di debiti.

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La decisione del Consiglio comunale, seppur legittima, ha suscitato l’indignazione degli avvocati presenti tra i quali anche i componenti del comitato che si batte contro la chiusura dell’ufficio del Giudice di Pace di Marano. Proprio quelli che avevano chiesto a mezzo Pec, non ottenendo alcuna risposta, di essere parte attiva nella seduta. In tal modo avrebbero potuto esporre il loro punto di vista e di poter replicare a quanto si sarebbe detto.

Sarebbe stato elegante e rispettoso nei confronti di un Presidente di un Ordine invertire i punti all’ordine giorno, ma è evidente che questa sensibilità non è di tutti.

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La seduta è proseguita sui debiti fuori bilancio dove il Consiglio comunale si è infiammato. Ad accenderlo il Consigliere de Leonardis chiedendo a gran voce, dopo un dibattito con il Segretario, di rinviare il punto per la ratifica della delibera di Giunta 313/2017. Il motivo nelle variazioni frattempo intercorse, dettate anche dall’intervento dei Revisori contabili.

La discussione concitata è andata avanti con l’approvazione di un debito alla volta. Il Consigliere Cacciapuoti ha annunciato immediatamente che sul totale dei debiti, in tutto 29 da riconoscere, ben 19 risultavano errati. Nonostante questa segnalazione i debiti sono stati approvati senza curarsi degli errori segnalati. Essi porteranno, secondo la relazione del consigliere di Forza Italia, a futuri esborsi di denaro. 

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La discussione è ripresa dopo il tentativo di sospendere per 5 minuti la seduta, nonostante sia trapelata l’intenzione di lasciare la Sala da parte del Presidente dell’Ordine degli Avvocati, visibilmente indignato per quanto stava accadendo.

Dopo questi momenti concitati e per rimediare la “goffa” figura consumata dalla maggioranza in Consiglio, il Presidente Mallardo è stato invitato a sedere tra i banchi dell’Assise cittadina. Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati ha relazionato sull’importanza dell’Ufficio del Giudice di Pace nel Territorio di Marano.

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La discussione è proseguita con la proposta dell’Opposizione. A rappresnetarla il Consigliere Cacciapuoti. Con la mozione, oltre a proporre il rinnovo dell’adesione alla convenzione per la Gestione del Giudice di Pace di Marano, si chiedeva il ritiro ad horas del protocollo 12040 del 27/09/2017.

Con tale protocollo, infatti, il Sindaco recedeva dalla convenzione per la gestione associata dell’Ufficio del Giudice di Pace, perché considerato atto unilaterale che non rispecchia la volontà del Consiglio comunale.

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La mozioine è stata approvata ad una unanimità, ma con una velata modifica interpretativa. Essa lascerebbe intendere l’entrata nella convenzione a patto che il Comune di Giugliano aderisca.

Tutto questo, però dopo un dibattito fatto di strane teorie secondo le quali più Comuni aderirebbero maggiore sarebbe il risparmio. Una discussione che di fatto dimenticata che si tratta di una quota fissata per convenzione e non può variare con l’entrata di un’altro Ente nella stessa.

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Ultimo punto all’ordine del giorno la proposta di uno sgravio fiscale sui cittadini titolari di locali diversi da abitazioni che hanno subito danni dalla voragine di via De Gasperi. Anche in questo caso si è consumato un ennesimo schiaffo alla cittadinanza, dopo il parlottare del Sindaco e Vicesindaco con il Responsabile dell’Ufficio Tecnico, Ing. Costantino e il Responsabile della Ragioneria Dott. Panico che erano seduti nel pubblico.

La discussione verteva su soldi e calcoli del ferro per ripristinare la voragine. Tutto ciò avveniva mentre il Consigliere Picascia stava esponendo la proposta di ben cinque Consiglieri. Essa era relativa alla possibilità di dare indirizzo al Dirigente di esentare dall’IMU e dalla Tari solo i negozi che sono in regola con le licenze, nel prossimo bilancio di previsione.

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La proposta era mirata alle zone intorno a via De GasperiSan Pietro ad Aramvia TassoPiazza d’Annunzio e via Cavour.

Sul punto vi è stata una discussione fortissima tra Sindaco e De Leonardis. A scaturirla il tentativo di “annacquare” la proposta attraverso un emendamento, certamente discutibile che va ad includere anche altre zone.

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Tra grida e schiamazzi termina una brutta pagina di politica con l’approvazione della proposta con l’emendamento del Primo cittadino. Così si è concluso il Consiglio comunale di Qualiano

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