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Roma, presentato Primo Report sulle infiltrazioni illegali nel settore delle bonifiche
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5 anni fail
Presentato a Roma il “rapporto sulle infiltrazioni illegali nel settore delle bonifiche e messe in sicurezza” redatto dal Dott. Antonio Pergolizzi (esperto analista di criminalità ambientale) e dalla Dott.ssa Emanuela Somalvico (appuntato dei Carabinieri della task force del Commissario Unico alle bonifiche)
Presso la sala stampa della Camera dei Deputati si è tenuto questa mattina “il primo rapporto sulle infiltrazioni illegali nel settore delle bonifiche e messe in sicurezza” redatto dal Dott. Antonio Pergolizzi (esperto analista di criminalità ambientale) e dalla Dott.ssa Emanuela Somalvico (appuntato dei Carabinieri della task force del Commissario Unico alle bonifiche).
Il Report ha preso spunto dall’analisi dei dati del questionario formulato dall’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali e, in seguito, inviato alle società iscritte al fine di creare quadro, unico e peculiare, nel fenomeno delle infiltrazioni criminose nel comparto ambientale.
Intervenuto da remoto per un saluto, il Presidente della Camera Roberto Fico ha sottolineato che «Il documento contiene un prezioso quadro di elementi di conoscenza e valutazione su un tema, quello delle bonifica e delle discariche abusive, di grandissima rilevanza». Rimarcando «la tutela dell’ambiente impone la prevenzione e il recupero di aree territoriali dismesse il loro risanamento è una gestione all’insegna della legalità e della trasparenza».
Il commissario Unico alle bonifiche delle discariche abusive Giuseppe Vadalà ha ricordato il lavoro svolto in questi 4 anni, ringraziando e complimentandosi con gli autori Antonio Pergolizzi (coadiutore e realizzatore del rapporto ecomafia di Legambiente) per il testo redatto.
«Questo rapporto ha una facilità di linguaggio da poterlo leggere, è interessante perché discute di questioni operative. Tratta della pratica, di quello che accade, di quello che succede e anche degli appuntamenti. – ha commentato Vadalà – L’abbiamo chiamato “Il lungo cammino delle bonifiche” , perché inizia dagli anni 70-80 . C’è anche un’interessantissima escursus all’inizio, su quella che è tutta la normativa delle bonifiche, devo dire che l’Unione Europea ancora non ha una sua normativa europea, l’Italia ce l’ha molto ed è anche molto poderosa».
Emanuela Somalvico (App. CC Ufficio del Commissario Unico per le bonifiche) ha sottolineato le difficoltà amministrative e il complesso lavoro del settore: «Gli 81 siti sono ovviamente tutti completamente diversi, sia per situazione di inquinamento ma anche a livello di step amministrativo. [I siti che] Abbiamo dovuto iniziare a bonificare, presentavano veramente ognuno una criticità specifica, del quale abbiamo dovuto affrontare in modo organico. Questo ha portato alla volontà e la voglia di scrivere questo report, per far comprendere come si poteva migliorare il settore».
Il direttore scientifico della Fondazione Margherita Hack – RES on network e docente di semiotica e intelligence Marco Santarelli, ha parlato dei vari step di questo report: «Il primo è quello di raccontare le cose più complicate con parole molto semplici e questo report lo ha fatto grazie a due autori che sono stati molto vicini alla fondazione nella parte editing. Il secondo è il concetto di prove di sicurezza partecipata, cioè, noi grazie questo report, facciamo comprendere come c’è stata una mano forte dal 2017 ad oggi. Si è compreso ancora di più come il concetto di sicurezza partecipata sia sempre più una collaborazione stretta, tra le pubbliche amministrazioni, le forze dell’ordine e il cittadino».
Ha chiuso l’incontro il deputato del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo che ha voluto ringraziare il commissario Vadalà e la sua squadra «perché in questi anni hanno dato un risultato concreto ai territori, che ad oggi vivono innumerevoli ferite».
Ha, inoltre, ricordato i progressi delle bonifiche e della riduzione delle sanzioni dovute alle infrazioni della commissione europea in questi anni di missioni «54 siti su 81 sono stati bonificati o messi in sicurezza, 42 milioni di euro erano le infrazione del 2014. Oggi siamo a 6,8 milioni, quindi c’è un risparmio fino a 20 milioni l’anno. Significa che le bonifiche si fanno e bene, si risparmia a livello europeo, ma si risparmia soprattutto in salute dei territori».
Ovviamente, con il Generale Vadalà, abbiamo girato un po’ quei territori in cui c’erano ferite aperte e mi piaceva pensare che andando su quei territori, bonificando e mettendo in sicurezza, era un segnale forte che lo Stato ci fosse presente e che restituisce ai legittimi proprietari il proprio terreno». Ha concluso Micillo.
Di seguito il Report

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