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Entrano in vigore i dazi USA del 25% sulle auto importate: reazioni e conseguenze internazionali
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Un nuovo fronte nelle tensioni commerciali globali: critiche da UE, Cina, Giappone e Taiwan
Washington, 3 aprile 2025 – Sono ufficialmente entrati in vigore oggi i dazi statunitensi del 25% sulle automobili importate, una mossa che rischia di inasprire le tensioni commerciali globali e di influenzare i prezzi al consumo. Secondo l’avviso del Federal Register, le tariffe sono scattate alle 00:01 ora locale (le 6:01 in Italia) su auto e camion leggeri di fabbricazione estera, mentre i pezzi di ricambio saranno colpiti a partire dal 3 maggio.
Reazioni internazionali
Taiwan: “Dazi irragionevoli, pronti a negoziare”
Il governo di Taipei ha espresso il suo disappunto per la decisione degli Stati Uniti, definendola “altamente irragionevole”. Michelle Lee, portavoce dell’esecutivo taiwanese, ha annunciato che il governo avvierà “seri negoziati” con Washington per cercare di mitigare l’impatto delle nuove tariffe, che per Taiwan includono un’imposta del 32% sulle esportazioni verso gli USA.
UE: “Reagiremo, ma siamo pronti al dialogo”
Anche l’Unione Europea ha reagito con fermezza. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’UE “finalizzerà il primo pacchetto di contromisure sull’acciaio e preparerà ulteriori dazi in caso di fallimento dei negoziati”. Von der Leyen ha sottolineato che l’Europa difenderà i propri interessi, ma ha anche aperto alla possibilità di un dialogo, affidando al commissario per il Commercio, Maros Šefčovič, il compito di negoziare con le controparti statunitensi.
Giappone: “Misura deplorevole e violazione delle norme WTO”
Il ministro del Commercio giapponese, Yoji Muto, ha definito “estremamente deplorevoli” i nuovi dazi statunitensi, che includono un’imposta del 24% sulle importazioni nipponiche. Tokyo ha sollevato dubbi sulla conformità delle misure americane alle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) e all’accordo commerciale tra Giappone e Stati Uniti. “Abbiamo esortato con forza Washington a non applicare questi dazi al nostro paese”, ha affermato Muto.
Cina: “Risponderemo con contromisure”
Il Ministero del Commercio cinese ha dichiarato che Pechino si oppone fermamente ai nuovi dazi e ha promesso di adottare misure di ritorsione per proteggere i propri interessi. Secondo la nota ufficiale, le tariffe USA “non sono conformi alle norme del commercio internazionale e danneggiano gravemente i diritti delle parti coinvolte”.
Conseguenze economiche e possibili sviluppi
L’entrata in vigore di questi dazi potrebbe avere ripercussioni significative sul mercato automobilistico globale, aumentando il costo delle importazioni negli Stati Uniti e influenzando i prezzi al consumo. Le reazioni dei principali partner commerciali di Washington indicano un possibile scenario di escalation, con il rischio di nuove ritorsioni tariffarie e un ulteriore irrigidimento delle relazioni internazionali.
Il futuro delle politiche commerciali americane resta incerto, ma l’attenzione ora si sposta sui negoziati che potrebbero scongiurare una guerra commerciale su larga scala. L’amministrazione statunitense dovrà affrontare una pressione crescente sia da parte degli alleati che dal mercato interno, dove i consumatori potrebbero essere i primi a risentire dell’aumento dei prezzi delle auto e dei ricambi.

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