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Garessio: salvato speleologo dopo una notte di soccorsi

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Il giovane speleologo, rimasto bloccato sotto un masso a 120 metri di profondità nella Grotta dei Cinghiali Volanti, è stato riportato in superficie all’alba dopo un’intera notte di lavoro da parte dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico.

Si è conclusa con un lieto fine la complessa operazione di soccorso che ha tenuto con il fiato sospeso soccorritori e familiari per tutta la notte. Lo speleologo rimasto intrappolato nella Grotta dei Cinghiali Volanti, nel territorio di Garessio, è stato riportato in superficie alle 5:40 di questa mattina, dopo ore di lavoro incessante da parte delle squadre specializzate del Soccorso Alpino e Speleologico.

L’allarme era scattato nel tardo pomeriggio di domenica, quando il giovane, un ventenne ligure secondo le prime informazioni, era rimasto bloccato sotto un masso a circa 120 metri di profondità all’interno della celebre cavità carsica della Val Tanaro.

Fin dai primi momenti, l’intervento si è presentato particolarmente complesso. Decine di tecnici specializzati, sanitari e disostruttori provenienti da Piemonte, Liguria e Lombardia sono stati mobilitati per raggiungere il ferito, prestargli assistenza e predisporre il difficile recupero verso l’esterno.

Per tutta la notte le squadre hanno lavorato senza sosta nelle impegnative condizioni dell’ambiente ipogeo, affrontando passaggi stretti, ostacoli naturali e la necessità di garantire costantemente la sicurezza del giovane e degli operatori impegnati nel soccorso.

La svolta è arrivata alle prime luci dell’alba. Con un aggiornamento ufficiale, il Soccorso Alpino e Speleologico ha comunicato il buon esito dell’intervento: «Alle ore 5:40 circa il ferito è uscito dalla grotta. I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico hanno operato incessantemente tutta la notte per estrarlo».

L’uscita del giovane dalla Grotta dei Cinghiali Volanti ha posto fine a una lunga notte di apprensione. Ad accoglierlo in superficie c’erano i soccorritori che, per ore, hanno combattuto contro il tempo e le difficoltà del sottosuolo per riportarlo in salvo.

L’operazione rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’elevata professionalità delle squadre di soccorso speleologico, capaci di intervenire in contesti estremamente complessi e ad alto rischio, garantendo un

esito positivo a una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

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