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Anversa, cuore di pietra preziosa
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1 anno fail

Un weekend nella città fiamminga può rivelarsi una proposta alternativa con tutti i cliché dell’amore.
S. Valentino può essere un’occasione perfetta per regalare qualche ora da “DIVA”. No, in questo caso la bellezza e l’allure femminile non sono indispensabili.

DIVA è il piccolo museo dei diamanti e dell’oreficeria di Anversa, città belga nella regione delle Fiandre.

L’esposizione favolosa di alcuni pezzi di alta gioielleria è una scintillante e innegabile festa per gli occhi, ma è la sezione didattica sicuramente quella più interessante.

Anche se l’indiscutibile manualità di tagliatori e incastonatori trasformano una gemma grezza in un gioiello di valore è la natura, la principale responsabile della preziosità assoluta della pietra.
E’ l’inferno della Terra che trasforma i legami chimici del nero carbonio alla la luce splendente dei diamanti.
Nel buio degli abissi lavici e roventi, a quasi duecento chilometri dalla superficie, temperatura e pressione, in condizioni estreme, forgiano il carbonio attraverso una reazione chimica che successivamente, grazie all’abilità artigianale, diverrà una vera e propria magia dal fascino eterno.
La mitologia ci racconta che i diamanti fossero le lacrime degli Dei divenute solide e che di diamante fossero le punte delle frecce di Cupido: un contributo di suggestione fondamentale all’elezione di questa pietra preziosa quale protagonista assoluto per l’anello di fidanzamento che, tradizionalmente, si regala per una proposta di matrimonio, spesso proprio a S. Valentino.
Prezioso, indistruttibile (come suggerisce la sua etimologia, dal greco “adamas”), ma non inimitabile.
No, non si parla di falso, ma di sintetico. Tecnologie avanzatissime sono state utilizzate per riprodurre in laboratorio le condizioni naturali che generano diamanti “sintetici”, praticamente indistinguibili ai “comuni mortali”, dai costi più abbordabili e persino più “puri” delle pietre naturali, le quali presentano sempre delle inclusioni, seppur invisibili.
Grandi i vantaggi: più disponibilità in minor tempo, strumento concreto ai traffici dei “diamanti insanguinati”, prezzi più accessibili per l’acquirente finale, in cambio di una sottile e impalpabile perdita di fascino.
Proprio Anversa è considerata la capitale dei diamanti, visto che circa l’80% delle pietre grezze di tutto il mondo transita nel suo Diamond District, il quartiere dove si riuniscono mercanti, artigiani, venditori ed esperti in materia, che possono guidare in un eventuale acquisto.

In ogni caso, si può approfittare per scoprire la città, di tutte le sue proposte speciali, non tralasciando quei cliché che sono un must della festa degli innamorati: per esempio, fiori e cioccolatini che diventano un tutt’uno nelle invitanti vetrine delle boutique dell’”oro fondente” ( tra l’altro, il cacao è uno degli alimenti più pregiate e cari del pianeta.) Sono tante le gemme che la città custodisce discretamente.

A partire dalle sue cattedrali: quella del viaggio, la porta d’accesso alla città, la sua Stazione Centrale, dal monumentale scalone e quella religiosa, la “Onze-Lieuve-Vrouwecatherdaal”, la più grande di tutto il Belgio, dal campanile più alto, tra le cui navate sono conservate tre opere di Pieter Paul Rubens.

La “Rubenshuis”, la casa del pittore fiammingo, esponente di spicco del periodo barocco, è una delle grandi attrazioni della città: attualmente è visitabile solo il giardino e una parte dedicata a un percorso multimediale, perché la dimora seicentesca è interdetta per lavori che, pare si protrarranno, fino al 2030.
Niente paura per gli amanti dell’arte, perché è stato riaperto da qualche anno, in una forma davvero speciale il KSMKA, il Museo Reale delle Belle Arti, la cui chiusura in tarda serata, in alcuni giorni della settimana, lo rende perfetto per un appuntamento romantico speciale, per un aperitivo o un dopocena, tra le note di un pianoforte e a luci soffuse, passeggiando tra nomi sontuosi della storia dell’arte ( come Rubens ovviamente, ma anche Magritte, Bruegel, Artemisia Gentileschi, Dalì) dove le uniche fiamme consentite sono quelle dell’amore.

Se il capriccioso clima belga lo consente, la passeggiata dell’arte può proseguire negli spazi verdi del Middleheim, il parco cittadino in cui è possibile effettuare uno “Sculpture Trail”, utilizzando una mappa sul cellulare per attraversare un percorso tra le sculture di artisti quali Rodin, Cascella e Ai Weiwei;

proseguire attraversando il centro storico, partendo dall’Het Steen, il castello medioevale, primo nucleo della città risalente al 1200, per poi scoprire le chiese di San Carlo Borromeo, ( il cui altare è provvisto di un sistema di 4 tele intercambiabili, come a cambiare scenografia a seconda del periodo liturgico) e di S. Giacomo, punto di partenza dei pellegrini del cammino verso Santiago de Compostela;


Oppure lasciarsi affascinare dal “Plantin-Moretus”, originale museo della stampa e della tipografia in cui, oltre ad essere esposte le più antiche presse da stampa del mondo, sono custodite una preziosa Bibbia illustrata, un codice di anatomia e il primo atlante geografico.
Esattamente come le gemme, anche questa città ha diverse facce che diventano spunti di scoperta.
Dall’eleganza discreta e raffinata dello Zurenborg, il quartiere residenziale dagli edifici Art Nouveau, alla vanità stilosa della Moda, che tra il MOMU (museo della Moda) e lo shopping infinito sul viale del Meir, passa anche attraverso la Stadsfestsaal, lo spettacolare centro commerciale dove l’edificio è più lussuoso delle boutique presenti.

Senza dimenticare l’anima commerciale della città portuale, tra le più importanti del Nord Europa, che scorre liquida nelle vene degli abitanti e nella Schelda, il fiume che la attraversa.
Simboli perfetti delle caratteristiche di Anversa, tra potenza, razionalità, praticità senza dimenticare l’estetica e, diciamolo, un pizzico di esibizionismo, sono due edifici legati all’acqua: il MAS ( Museum Aan De Stroom), spazio espositivo e di aggregazione che unisce, la solidità dell’arenaria alla malleabilità delle vetrate, per fornire una visione ondulata della città;


la Port Haus dell’Archistar Zaha Hadid che, riconvertendo una preesistente caserma in una base di “atterraggio” per una nave futuristica dalle facciate ricoperte di vetri scuri, ha forgiato per la città il suo unico e inimitabile “diamante nero”.

Infine, se un weekend in città si dovesse, davvero trasformare in una proposta di matrimonio, questa non può non avvenire nella Grote Markt, la piazza più spettacolare dalla città: proprio nei pressi della fontana che racconta il mito del soldato Brabo che, stanco del dazio di passaggio imposto dal gigante Antigoon, gli tagliò la mano e la lanciò nel fiume.

AntWerpen, in fiammingo, infatti, significa “lanciare la mano”, ma tra cioccolato e diamanti, agli innamorati basterà ,di certo, anche solo chiederla.

Anversa Fontana di Brabo che lancia la mano

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