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In viaggio sul Mar Morto

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Mar Morto

Un luogo leggendario di cura e benessere, minacciato dai cambiamenti climatici, che rischia diventare solo un ricordo.

Il Mar Morto è uno di quei luoghi della Terra che ti entrano dentro. Letteralmente.

La sua atmosfera di rarefatta bellezza è un imperativo al benessere, un’irresistibile lusinga alla sospensione del tempo e del corpo nel suo spazio di apparente immutabilità.

Situato in Medio Oriente, tra Giordania, Israele e Cisgiordania, a più di 400 metri sotto il livello del mare,  è la grande depressione della Terra che cura gli uomini, da millenni, con acqua e sale.

Foto 1 – Panorama della Valle del Giordano scendendo verso il Mar Morto (Dominga Ciccarelli collezione privata)

Spalmati su tutto il corpo, i fanghi delle sue rive lasciano penetrare nell’epidermide preziosi minerali, compiendo un’azione estetica e, al contempo, terapeutica; subito dopo, i sali delle sue acque fanno il resto. Un antico rituale di benessere che potrebbe andare perso, se questo luogo venisse lasciato, senza porre rimedio, al destino che sembra scritto già nel suo nome. L’altissima concentrazione di sale lo rende per sua natura da sempre inospitale alla vita, tuttavia, ad oggi, il Mar Morto sta morendo.

Foto 2 – Le acque del fiume Giordano, immissario del Mar Morto (Dominga Ciccarelli collezione privata)

Ogni anno, la superficie di quello che è in realtà un grande lago salato, si riduce a causa della fortissima evaporazione data dall’aumento delle temperature e dalla scarsità di apporto idrico delle rare piogge, della portata dei suoi immissari, il fiume Giordano e i suoi affluenti.

Il Mar Morto è forse il più antico e silenzioso testimone del cambiamento climatico, questo fenomeno complesso i cui effetti devastanti stanno compiendo stragi di vite e cambiando l’aspetto e la natura di molti angoli del pianeta.

Foto 3 – Depositi di sale sulle sponde del Mar Morto (Dominga Ciccarelli collezione privata)

Londra senza i suoi prati verdi e i giardini di Monet a Giverny in sofferenza diventano un lato  quasi “trascurabile” di una problematica globale che quotidianamente ormai ci consegna le immagini di inequivocabile gravità: orsi polari disorientati, tifoni che flagellano l’Asia, spiagge della Riviera Maya in Messico invase dai sargassi, tornado che si originano non più esclusivamente nelle grandi pianure americane, ma anche in piena Europa, come quello che ha distrutto un villaggio poco distante da Carcassonne, in piena Occitania francese. Ultimo segnale di inequivocabile allarme in ordine cronologico, la devastante alluvione causata dallo scioglimento improvviso di un ghiacciaio al confine tra Nepal e Tibet.

Foto 4 – Galleggiare al Tramonto sul Mar Morto (Dominga Ciccarelli collezione privata)

Notizie terribili, impossibili da ignorare, eppure è proprio la natura di questo mare, circondato da rocciosi  panorami desertici punteggiati di palme, a concedere il dono della sospensione: la densità delle sue acque lascia che il corpo galleggi con facilità, regalando anche alla mente una parentesi seppur breve, di inedita e rigenerante leggerezza. Una straordinaria pausa dalla realtà, con qualche opportuna cautela: risciacquati i fanghi essiccati sul corpo, si può restare a galla solo pochi minuti, prima di una doccia necessaria per eliminare l’eccesso di sale; bisogna inoltre evitare di inclinare troppo indietro la testa, perché si rischia di finire sotto una superficie così pesante, quasi viscosa, che è impossibile riemergere senza aiuto, col pericolo concreto per gola e occhi, che l’acqua si “trasformi” in fuoco.

Foto 5 – SPA Resort sulle rive del Mar Morto (Dominga Ciccarelli collezione privata)

Intanto, non è solo la pelle che si è già trasformata: anche l’anima si è intrisa di una sensazione lenitiva  indissolubilmente legata a questo luogo fragile e incantato, unico al mondo, che chiede e merita di essere preservato. Ogni volta che un corpo vi si bagna, il suo prodigio si compie: per questo la silente, progressiva dissolvenza del Mar Morto brucia al pari del sale su una ferita. Sorprendentemente dolorosa anche quando, in apparenza, invisibile.    

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