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È morto Tim Curry, addio alla leggenda di Rocky Horror e Pennywise
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L’attore britannico aveva 80 anni. Indimenticabile Dr. Frank-N-Furter in “The Rocky Horror Picture Show” e terrificante Pennywise in “It”, ha attraversato cinema, teatro, televisione e doppiaggio
È morto Tim Curry, uno degli attori più riconoscibili e versatili del cinema e del teatro britannico. Aveva 80 anni.
L’attore è morto pacificamente martedì 25 agosto 2026 nella sua abitazione di Los Angeles, secondo quanto confermato dal suo manager. Al momento non è stata comunicata una causa specifica della morte.
Per intere generazioni Curry resterà soprattutto il volto di Dr. Frank-N-Furter in “The Rocky Horror Picture Show”, ma la sua lunghissima carriera lo ha portato a interpretare personaggi profondamente diversi, dal terrificante Pennywise di “It” al maggiordomo Wadsworth di “Clue”, fino al Signore delle Tenebre di “Legend”.
Tim Curry morto a 80 anni
La notizia della morte dell’attore è stata diffusa il 26 agosto e confermata dalle principali agenzie e testate internazionali.
Nato il 19 aprile 1946 nel Cheshire, in Inghilterra, Curry aveva costruito una carriera durata quasi sessant’anni tra palcoscenico, cinema, televisione, musica e doppiaggio.
La sua voce baritonale, la presenza scenica e una straordinaria capacità di trasformazione gli permisero di passare con naturalezza dalla commedia all’horror, dal musical ai ruoli da villain.
Il successo mondiale arrivò però attraverso un personaggio destinato a entrare definitivamente nella cultura pop.
Dr. Frank-N-Furter e The Rocky Horror Picture Show
Curry interpretò per la prima volta Dr. Frank-N-Furter nel musical teatrale “The Rocky Horror Show”, che debuttò a Londra nel 1973.
Due anni più tardi riprese lo stesso ruolo nell’adattamento cinematografico “The Rocky Horror Picture Show”, uscito nel 1975.
Il film inizialmente non ottenne un grande successo commerciale, ma nel tempo divenne un fenomeno culturale.
Le proiezioni notturne, il pubblico vestito come i personaggi, le battute recitate insieme agli attori e le canzoni trasformarono Rocky Horror in uno dei più celebri cult movie della storia del cinema.
Al centro di tutto c’era proprio Curry, con un’interpretazione teatrale, provocatoria e volutamente sopra le righe che sarebbe diventata inseparabile dal suo nome.
Per un’altra generazione Tim Curry era Pennywise
Ma c’è anche una generazione che, sentendo il nome Tim Curry, pensa immediatamente a un clown.
Nel 1990 interpretò infatti Pennywise nella miniserie televisiva “It”, tratta dal romanzo di Stephen King.
Il suo sorriso, il trucco da clown e una recitazione capace di alternare ironia e terrore trasformarono quel Pennywise in una delle figure horror più riconoscibili della televisione degli anni Novanta.
Molto prima della nuova trasposizione cinematografica della storia di Stephen King, per milioni di spettatori il volto del mostro di Derry era quello di Tim Curry.
Da Legend a Mamma, ho riperso l’aereo
La carriera dell’attore non si esaurì però nei suoi due personaggi più famosi.
Nel fantasy “Legend” di Ridley Scott interpretò il Signore delle Tenebre, completamente trasformato da un impressionante trucco prostetico.
Fu inoltre Wadsworth nella commedia-mistery “Clue”, conosciuta in Italia come “Signori, il delitto è servito”.
Il grande pubblico lo ricorda anche in “Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York”, dove interpretò il direttore dell’hotel Plaza che tenta di smascherare Kevin McCallister.
Partecipò inoltre a produzioni come “Annie”, “Caccia a Ottobre Rosso” e “I tre moschettieri”.
Una carriera enorme anche a teatro
Tim Curry era innanzitutto un attore di formazione teatrale.
Prima ancora del successo cinematografico aveva partecipato alla produzione londinese di “Hair” alla fine degli anni Sessanta.
Nel corso della carriera ottenne tre nomination ai Tony Awards, il più importante riconoscimento del teatro statunitense.
Tra i suoi ruoli più apprezzati sul palcoscenico figurano Mozart in “Amadeus”, il protagonista di “My Favorite Year” e Re Artù nel musical “Monty Python’s Spamalot”.
La sua attività comprendeva anche la musica: Curry era cantante e compositore e pubblicò diversi album.
La voce di Tim Curry nei cartoni e nei videogiochi
Anche chi non riconosceva immediatamente il suo volto potrebbe aver ascoltato molte volte la sua voce.
Curry svolse infatti un’intensa attività di doppiatore, lavorando in serie animate, film, videogiochi e audiolibri.
Nel 1991 vinse un Daytime Emmy Award per il lavoro vocale nella serie animata “Peter Pan and the Pirates”.
La sua voce profonda e immediatamente riconoscibile diventò una delle caratteristiche più apprezzate della seconda parte della sua carriera.
L’ictus e gli ultimi anni
Nel 2012 Tim Curry fu colpito da un grave ictus, una notizia che divenne pubblica l’anno successivo.
Le conseguenze gli imposero l’utilizzo della sedia a rotelle e determinarono una significativa riduzione dell’attività professionale.
L’attore continuò comunque a lavorare soprattutto con la voce e a partecipare, quando possibile, a eventi pubblici e incontri con i fan.
Nel 2024 tornò anche sul grande schermo con il film horror “Stream”, mentre nel 2025 pubblicò il memoir “Vagabond”.
Nonostante le difficoltà fisiche degli ultimi anni, Curry aveva quindi mantenuto un legame con il mondo dello spettacolo e con il pubblico.
I tributi dopo la morte di Tim Curry
Dopo l’annuncio della morte sono arrivati numerosi messaggi dal mondo dello spettacolo.
Colleghi e interpreti che avevano lavorato con lui hanno ricordato il talento, l’ironia e la personalità dell’attore.
Anche alcuni componenti del cast originale di “The Rocky Horror Picture Show” hanno reso omaggio a Curry, sottolineando il ruolo determinante che la sua interpretazione ebbe nella trasformazione del film in un fenomeno culturale internazionale.
Tim Curry, personaggi impossibili da dimenticare
Pochi attori hanno avuto la capacità di essere associati contemporaneamente a personaggi così diversi.
Per alcuni Tim Curry sarà sempre Frank-N-Furter.
Per altri resterà Pennywise.
Per altri ancora sarà il maggiordomo di “Clue”, il demone rosso di “Legend”, il direttore dell’hotel Plaza di “Mamma, ho riperso l’aereo” o semplicemente quella voce ascoltata in decine di cartoni animati e videogiochi.
È forse proprio questa capacità di trasformarsi continuamente a spiegare perché la morte di Tim Curry abbia suscitato una reazione così forte tra pubblici appartenenti a generazioni molto diverse.
Con la sua scomparsa il cinema e il teatro perdono uno dei più originali interpreti britannici degli ultimi decenni.
Fonti: Reuters, Associated Press, Variety.

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