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Assegno Unico, 9,9 miliardi alle famiglie in sei mesi: oltre 6 milioni i nuclei beneficiari
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I nuovi dati INPS fotografano il peso economico dell’Assegno Unico nel 2026: coinvolti 9,6 milioni di figli. A giugno l’importo medio è di 175 euro per figlio
Quasi 10 miliardi di euro trasferiti alle famiglie italiane nei primi sei mesi del 2026.
È il dato principale che emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale, pubblicato dall’INPS con riferimento al periodo compreso tra gennaio 2025 e giugno 2026.
Nel primo semestre di quest’anno l’Istituto ha erogato complessivamente 9,9 miliardi di euro attraverso l’Assegno Unico Universale.
Una cifra che permette di comprendere anche la dimensione economica assunta dalla misura: non soltanto una prestazione di welfare, ma un flusso significativo di risorse che entra ogni mese nei bilanci di milioni di famiglie.
Assegno Unico 2026, oltre 6 milioni di famiglie coinvolte
Secondo i dati diffusi dall’INPS, nel 2026 hanno ricevuto almeno un pagamento dell’Assegno Unico 6.095.716 nuclei familiari.
I figli interessati dalla prestazione sono complessivamente 9.613.178.
Numeri che confermano l’ampiezza della platea raggiunta dalla misura.
L’Assegno Unico è infatti diventato uno dei principali strumenti di sostegno economico alle famiglie con figli, con importi determinati anche sulla base della condizione economica del nucleo e delle eventuali maggiorazioni previste.
Nei primi sei mesi erogati 9,9 miliardi di euro
Il dato economico più rilevante riguarda la spesa complessiva.
Da gennaio a giugno 2026 sono stati erogati 9,9 miliardi di euro.
Per avere un termine di confronto, nell’intero 2025 l’INPS aveva erogato 19,8 miliardi di euro.
Il primo semestre 2026 rappresenta quindi già esattamente la metà dell’importo corrisposto durante tutto l’anno precedente.
Questo non significa automaticamente che il 2026 si chiuderà con una spesa identica a quella del 2025: importi, conguagli, platea dei beneficiari e andamento delle erogazioni possono modificarsi nella seconda parte dell’anno.
Il dato consente però di comprendere l’ordine di grandezza della misura.
A giugno 175 euro medi per ogni figlio
A giugno 2026, considerando anche le maggiorazioni eventualmente applicabili, l’importo medio dell’Assegno Unico si è attestato a circa 175 euro per figlio.
La cifra effettivamente ricevuta varia però in maniera significativa in funzione dell’ISEE e delle caratteristiche del nucleo familiare.
Secondo l’INPS, si passa da circa 58 euro mensili per figlio per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima prevista, fino a circa 227 euro per chi rientra nella fascia ISEE più bassa.
Assegno Unico 2026, le nuove soglie ISEE
Per il 2026 la soglia ISEE massima indicata dall’INPS è pari a 46.582,71 euro.
Chi non presenta l’ISEE oppure supera tale importo riceve l’importo minimo previsto dalla misura.
All’estremo opposto, la fascia ISEE minima per il 2026 arriva fino a 17.468,51 euro.
Per i nuclei appartenenti a questa fascia, l’importo medio indicato dall’INPS può raggiungere circa 227 euro per figlio, considerando le maggiorazioni applicabili.
Tra i due estremi, l’importo diminuisce progressivamente all’aumentare dell’ISEE.
Quasi 10 miliardi che entrano nei bilanci familiari
Letti da una prospettiva economica, i dati dell’Assegno Unico mostrano la dimensione di uno dei principali trasferimenti pubblici rivolti direttamente alle famiglie.
9,9 miliardi di euro in sei mesi significano risorse destinate a oltre sei milioni di nuclei e distribuite su una platea di oltre 9,6 milioni di figli.
Non è possibile dedurre dai soli dati INPS quale quota di queste somme venga immediatamente destinata ai consumi o al risparmio.
È però evidente che una prestazione di queste dimensioni rappresenta una componente rilevante del reddito disponibile di molte famiglie, soprattutto per i nuclei appartenenti alle fasce ISEE più basse.
Il peso dell’Assegno Unico sul potere d’acquisto
In una fase nella quale il costo della vita continua a incidere sui bilanci familiari, trasferimenti continuativi come l’Assegno Unico assumono anche una funzione economica più ampia.
Le somme possono contribuire alle spese quotidiane per alimentazione, scuola, abbigliamento, trasporti, attività sportive e servizi destinati ai figli.
Per le fasce di reddito più basse, nelle quali l’importo dell’assegno risulta maggiore, l’incidenza sul bilancio mensile può essere particolarmente significativa.
È proprio questa combinazione tra ampiezza della platea e continuità dei pagamenti a rendere l’Assegno Unico una voce importante anche quando si analizzano redditi e consumi delle famiglie italiane.
Un sistema fortemente legato all’ISEE
I numeri diffusi dall’INPS mostrano anche quanto sia importante la presentazione di una Dichiarazione Sostitutiva Unica aggiornata.
La differenza tra l’importo minimo e quello massimo è considerevole.
A giugno si passa infatti, secondo i valori medi comunicati dall’Istituto, da circa 58 a 227 euro per figlio.
Chi non presenta un ISEE valido viene collocato nella fascia corrispondente all’importo minimo, salvo successivi aggiornamenti secondo le regole previste.
Per le famiglie diventa quindi importante mantenere aggiornata la propria situazione economica quando ne ricorrono le condizioni.
I dati completi dell’INPS
L’aggiornamento pubblicato il 26 agosto riguarda il periodo gennaio 2025 – giugno 2026.
L’INPS mette inoltre a disposizione sul proprio portale le appendici statistiche complete e i dati navigabili dell’Osservatorio, che consentono di approfondire l’andamento della misura.
I numeri principali del primo semestre 2026 sono:
- 9,9 miliardi di euro erogati;
- 6.095.716 nuclei familiari beneficiari;
- 9.613.178 figli interessati;
- 175 euro di importo medio per figlio a giugno;
- circa 58 euro per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima;
- fino a circa 227 euro nella classe ISEE minima;
- 46.582,71 euro di soglia ISEE massima per il 2026;
- 17.468,51 euro come limite della classe ISEE minima.
Assegno Unico, un flusso da quasi 20 miliardi l’anno
Il confronto con il 2025 permette infine di comprendere la dimensione finanziaria raggiunta dalla misura.
Lo scorso anno sono stati distribuiti 19,8 miliardi di euro.
Nei primi sei mesi del 2026 siamo già a 9,9 miliardi.
L’Assegno Unico si conferma quindi uno dei principali capitoli delle politiche italiane di sostegno alla famiglia, con un impatto finanziario che si misura ormai nell’ordine delle decine di miliardi di euro ogni anno.
Per valutare l’andamento definitivo del 2026 sarà necessario attendere i dati della seconda parte dell’anno.
Fonte: INPS – Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale, aggiornamento pubblicato il 26 agosto 2026.

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