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Esteri

UNICEF: a un mese dai terremoti in Venezuela migliaia di bambini restano a rischio

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Unicef terremoto Venezuela
Credits per foto: © UNICEF/UN0889128/Paz

Venezuela, un mese dopo i terremoti continuano emergenza umanitaria, sfollamenti e bisogni dei bambini

Oltre 5.390 vittime e migliaia di persone ancora sfollate

A un mese dai due terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito la costa centro-settentrionale del Venezuela, bambini e famiglie continuano a fronteggiare le conseguenze dello sfollamento, dei danni alle infrastrutture e dell’interruzione dei servizi essenziali.

Secondo l’UNICEF, il bilancio dell’emergenza conta oltre 5.390 morti, più di 16.700 feriti e oltre 1.400 scosse di assestamento registrate dopo gli eventi principali.

Attualmente quasi 23.100 persone vivono ancora in campi provvisori situati negli Stati di La Guaira, Miranda e Aragua e nel Distretto della Capitale.

Danni a edifici, scuole e strutture sanitarie

Le valutazioni effettuate nelle aree colpite hanno rilevato danni ad almeno 856 edifici, dei quali 190 sono completamente crollati.

I danni alle strutture sanitarie e a centinaia di edifici scolastici continuano a compromettere l’accesso ai servizi essenziali per migliaia di bambini, mentre le scosse di assestamento rappresentano ancora un elemento di rischio per le famiglie ospitate nei rifugi temporanei.

UNICEF: assistenza per 470mila persone

L’UNICEF sta lavorando per raggiungere circa 470.000 persone, tra cui 169.000 bambini, attraverso interventi nei settori della salute, della nutrizione, dell’acqua, dei servizi igienico-sanitari, della protezione dell’infanzia, dell’istruzione e della protezione sociale.

«A un mese dai terremoti, i bambini e le famiglie stanno ancora affrontando le conseguenze di questo disastro devastante. Al di là dei danni visibili, la paura, l’incertezza e lo sconvolgimento causati dallo sfollamento possono avere ripercussioni durature sul benessere dei bambini», ha dichiarato il rappresentante dell’UNICEF in Venezuela, Manuel Rodriguez Pumarol.

«Un sostegno costante è essenziale per garantire che i bambini abbiano accesso all’acqua potabile, all’assistenza sanitaria, alla protezione e ai servizi di cui hanno bisogno per riprendersi».

I rischi per i minori

L’organizzazione evidenzia che i bambini colpiti da emergenze umanitarie sono maggiormente esposti a disagio psicologico, violenza, abbandono, sfruttamento e separazione familiare.

Le condizioni di sovraffollamento nei campi, l’interruzione delle attività quotidiane e l’incertezza legata alla permanenza nei rifugi temporanei possono aumentare ulteriormente tali vulnerabilità, soprattutto tra i minori più fragili.

Oltre 82 tonnellate di aiuti già distribuite

Dall’inizio dell’emergenza, l’UNICEF ha distribuito oltre 82 tonnellate di forniture umanitarie, tra cui kit sanitari, attrezzature per la depurazione e lo stoccaggio dell’acqua e materiali destinati allo sviluppo della prima infanzia e alle attività ricreative.

Nei campi e nelle comunità colpite, l’organizzazione e i partner hanno:

  • fornito acqua potabile a oltre 8.900 persone attraverso la distribuzione quotidiana di circa 80.000 litri d’acqua nei campi di transito di La Guaira;
  • distribuito prodotti per l’igiene a supporto di circa 29.000 persone;
  • sostenuto l’attività delle équipe sanitarie mobili che hanno raggiunto oltre 21.000 persone, compresi bambini e donne in gravidanza;
  • rifornito 198 strutture sanitarie di medicinali essenziali, consentendo l’assistenza a circa 49.000 persone;
  • raggiunto oltre 5.000 persone con programmi nutrizionali, screening per la malnutrizione e sostegno all’allattamento;
  • attivato spazi a misura di bambino che hanno coinvolto oltre 4.000 bambini, adolescenti e figure di riferimento con attività psicosociali e servizi di protezione.

Necessari nuovi finanziamenti

L’UNICEF sta inoltre partecipando alle valutazioni dei bisogni post-catastrofe nei settori dell’acqua, dei servizi igienici, della salute, della nutrizione e dell’istruzione per favorire il ripristino dei servizi sociali nelle aree colpite.

Secondo le stime dell’organizzazione, saranno necessari 65,7 milioni di dollari nei prossimi mesi per rispondere alle conseguenze umanitarie del disastro.

«Mentre le famiglie iniziano a riprendersi, i bambini devono rimanere al centro della risposta», ha aggiunto Pumarol.

«Le settimane a venire saranno cruciali e un sostegno costante può contribuire a evitare che l’emergenza odierna si trasformi in una crisi a lungo termine per i bambini». Ha concluso Pumarol

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