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Cronaca

Arzano, finto centro informatico era una casa a luci rosse: due denunciati

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I Carabinieri smascherano un falso studio di consulenza in via Enrico Medi: troppe “consulenze”, dietro c’era sfruttamento della prostituzione

L’annuncio online e le voci in strada

Arzano – Un’attività che sulla carta risultava essere un centro di consulenza informatica, ma che nella realtà attirava un numero anomalo di “clienti”. Troppi, e per motivi ben lontani dall’informatica.

È da qui che partono le indagini dei Carabinieri della Tenenza di Arzano, insospettiti sia da annunci online diventati virali, sia dalle voci che circolavano tra i vicoli della cittadina a nord di Napoli, dove si parlava apertamente di “ragazze cinesi”.

Il blitz nell’appartamento di via Enrico Medi

L’appartamento si trova in via Enrico Medi ed è registrato come sede di un’attività regolare. Ma i militari decidono di verificare. Il servizio viene organizzato con Carabinieri in borghese, affiancati da colleghi in uniforme pronti a intervenire.

Quando scatta il blitz, all’interno dell’abitazione vengono trovati un 51enne di origine cinese, residente ad Arezzo e titolare dell’azienda, e una donna asiatica di 41 anni. I due, colti di sorpresa, credono inizialmente che si tratti di clienti.

Le stanze con tende al posto delle porte

L’appartamento racconta subito un’altra storia: all’ingresso una piccola scrivania, una cucina sul lato, un corridoio che conduce a quattro stanze, separate non da porte ma da tende colorate e semitrasparenti.

All’interno delle stanze vengono trovate altre quattro donne cinesi, vestite in abiti succinti. Il materiale rinvenuto dai Carabinieri conferma l’ipotesi investigativa: l’attività era legata alla prostituzione.

I computer erano presenti, ma non servivano certo per consulenze informatiche.

Denunce e sequestri

Al termine dell’operazione, il 51enne e la 41enne sono stati denunciati per sfruttamento della prostituzione.

I Carabinieri hanno inoltre disposto il sequestro dell’appartamento e dell’impianto di videosorveglianza, utilizzato per monitorare l’attività illecita.

Un’operazione che conferma l’attenzione costante dell’Arma nel contrasto ai fenomeni di criminalità sommersa e sfruttamento, anche quando si nascondono dietro facciate apparentemente lecite. A diffondere la notizia una comunicazione del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli.

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