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LA FIGC E’ NEL PALLONE.

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Pirlo non sarà Ct. Maldini e Leonardo verso le dimissioni?

Pirlo non sarà il prossimo Commissario Tecnico della nazionale. Il nome forte di Maldini e Leonardo, non ha avuto l’ok di Malagò, al termine di due giorni complessi che dimostra, ancora una volta, come la Federazione è nel pallone più totale.

Andrea Pirlo, un nome che non scaldava i cuori, era pronto a firmare un accordo fino al 2030 ma salta tutto più per questioni politiche che sportive. A suscitare polemiche è l’accordo commerciale che Pirlo ha con Fonbet, il principale colosso sportivo di scommesse russe.

L’Ex centrocampista azzurro, ricopre per questa società, il ruolo di global ambassador e la notizia ha aperto un dibattito politico enorme nelle ultime giornate.

Tantissime le dichiarazioni politiche ed istituzionali che hanno spinto i legali della Federcalcio ad una serie di approfondimenti che hanno portato il presidente Malagò a chiudere la trattativa con Pirlo.

La svolta definitiva, arriva nella serata di ieri sera. Un lungo post di Pirlo rompe il silenzio. Dalle parole emerge tutta la delusione di un uomo che è stato sottoposto ad una vera propria gogna politica.

Pirlo, ha precisato che la sua collaborazione è solo di natura commerciale e sportiva, non c’è nulla di politico ed ha chiuso il post ringraziando Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia.

In un clima sempre più incerto, la palla ora ritorna nella metà campo di Malagò, visto che il Salvatore della patria ma che sta facendo più disastri degli altri prima ancora di inizire.

Il Presidente, alle 18:00, vedrà le componenti della FIGC in vista del Consiglio Federale di domani. Saltato Pirlo, tornano di moda i vari Conte, Mancini con l’aggiunta di Pioli o Palladino.

Le acque sono agitatissime, Leonardo ma soprattutto Maldini, potrebbero decidere di fare un passo indietro dopo il NO ad Andrea Pirlo.

La questione è delicata ma dimostra lo stato italiano delle istituzioni ad ogni livello. Mancano le regole del gioco e soprattutto manca quella competenza per farle le regole del gioco.

Sicuramente, manca anche la materia prima ma con questo modus operandi sarà difficile anche in futuro formare una generazione di campioni.

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