Quantcast
Connettiti con noi

Business

Pignoramento della pensione nel 2026: aumentano le tutele per i pensionati 

Pubblicato

il

Con l’aggiornamento dell’assegno sociale, la legge garantisce ai pensionati una maggiore protezione economica contro i pignoramenti.

Con l’inizio del 2026 entrano in vigore nuovi limiti al pignoramento delle pensioni, conseguenza diretta dell’aggiornamento annuale dell’assegno sociale operato dall’INPS. Una modifica che rafforza la tutela del cosiddetto minimo vitale, garantendo ai pensionati una maggiore protezione contro le procedure esecutive.

Si tratta di un intervento normativo rilevante, soprattutto in una fase storica caratterizzata dall’aumento del costo della vita e dalla crescente fragilità economica di molte famiglie.

Minimo vitale più alto: cosa prevede la legge nel 2026

La normativa stabilisce che la pensione non possa essere pignorata per la parte necessaria a garantire una vita dignitosa. Questo importo corrisponde al doppio dell’assegno sociale.

Per il 2026, con l’assegno sociale fissato a 546,24 euro, la soglia assolutamente impignorabile sale a 1.092,48 euro.

In concreto:

  • se la pensione mensile è pari o inferiore a questa cifra, non può essere pignorata;
  • solo la parte eccedente può essere oggetto di trattenuta da parte dei creditori.
  • È una garanzia essenziale che mira a bilanciare le esigenze creditorie con la tutela dei diritti fondamentali della persona.
  • Pensione accreditata sul conto corrente: tutela rafforzata

Un regime ancora più favorevole si applica alla pensione già accreditata sul conto corrente prima della notifica del pignoramento. In questo caso, la legge tutela una somma pari al triplo dell’assegno sociale, che per il 2026 equivale a 1.638,72 euro.

Questa previsione evita il blocco totale del conto e consente al pensionato di disporre di una liquidità minima per affrontare le spese quotidiane e le emergenze.

Debiti verso privati e debiti fiscali: le differenze

Pur restando invariata la soglia di protezione, cambiano le modalità di prelievo sulla parte eccedente in base al tipo di creditore:

creditori privati (banche, finanziarie): la trattenuta è pari a un quinto della quota eccedente il minimo vitale;

Agenzia delle Entrate-Riscossione: il pignoramento è più graduale, con aliquote ridotte (un decimo per pensioni fino a 2.500 euro).

La distinzione risponde al principio di proporzionalità e mira a contenere l’impatto delle trattenute sui redditi più bassi.

Adeguamenti automatici, ma attenzione al cedolino

L’INPS dovrebbe applicare automaticamente i nuovi limiti anche ai pignoramenti già in corso. Tuttavia, è fondamentale verificare il cedolino pensione, perché non sono rari errori o ritardi negli adeguamenti.

In caso di trattenute superiori al dovuto, il pensionato ha diritto a chiedere la correzione immediata e, se necessario, ad attivare le opportune tutele legali.

Una tutela che va conosciuta per essere effettiva

L’aumento del limite impignorabile non rappresenta solo un aggiornamento tecnico, ma una scelta che rafforza la centralità della persona nel sistema giuridico. Tuttavia, ogni tutela rischia di restare solo teorica se non viene conosciuta e fatta valere.

Informazione, controllo e consapevolezza restano strumenti indispensabili per difendere i propri diritti, soprattutto quando si tratta di pensione e dignità economica.

a cura dell’Avvocato Lelio Mancino


Pubblicità
Pubblicità