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Manovra al rush finale: via libera agli ordini del giorno su pensioni e flat tax giovani
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5 mesi fail

Pensioni, flat tax e conti pubblici: la manovra passa alla Camera tra tensioni nella maggioranza e nodi rinviati al 2026.
La legge di Bilancio è arrivata al rush finale alla Camera. Dopo il voto di fiducia incassato lunedì dal governo con 219 voti favorevoli e 125 contrari, oggi, 30 dicembre, l’Aula è chiamata al via libera definitivo al testo, a un giorno dalla chiusura dell’anno e dal rischio dell’esercizio provvisorio. In nottata si è concluso l’esame degli ordini del giorno, mentre l’Assemblea tornerà a riunirsi in mattinata per le dichiarazioni di voto.
Tra i temi più sensibili resta quello delle pensioni, che continua a rappresentare un terreno di forte attenzione soprattutto per la Lega. Il governo ha infatti espresso parere favorevole all’ordine del giorno del Carroccio che impegna l’esecutivo a “valutare l’opportunità di riconsiderare la misura” che prevede l’aumento dei requisiti pensionistici di un mese dal 2027 e di tre mesi dal 2028, legato all’adeguamento alla speranza di vita. Il testo chiede inoltre di adottare “le opportune iniziative normative volte a sospendere, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, tale aumento”.
Un impegno che, però, resta condizionato alla tenuta dei conti pubblici. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ricordato in Aula come la gradualità già prevista in manovra sia stata “coperta con oltre un miliardo”, sottolineando la necessità di mantenere l’equilibrio dei saldi. “Vedremo durante il 2026”, ha spiegato, lasciando intendere che eventuali interventi ulteriori saranno valutati solo in un secondo momento.
Sempre su proposta della Lega, il governo ha dato parere favorevole anche a un ordine del giorno che impegna l’esecutivo a valutare l’introduzione di una flat tax per i giovani, con l’obiettivo di contrastare la fuga all’estero e la perdita di capitale umano. Il testo ricalca un emendamento già presentato al Senato e bocciato per mancanza di coperture. Via libera, con riformulazione, anche all’odg che chiede di valutare il ripristino della flat tax incrementale per il 2026, sulle dichiarazioni 2027.
L’opposizione continua però a criticare duramente la manovra. Per il Partito democratico, la capogruppo Chiara Braga accusa la maggioranza di tentare di “riscrivere la legge di Bilancio con gli ordini del giorno”, giudicando il testo “asfittico” e privo di una reale strategia di crescita. Critiche arrivano anche dal Movimento 5 Stelle, che con un ordine del giorno a firma del leader Giuseppe Conte ha chiesto lo stop agli stanziamenti per il settore delle armi e maggiori risorse per sanità, istruzione e investimenti green, proposta respinta dalla maggioranza.
Nel centrodestra, intanto, restano differenze di accenti. Forza Italia insiste sul sostegno ai ceti medi e sulla riduzione della pressione fiscale. Il leader Antonio Tajani ha ribadito l’obiettivo di ampliare la platea dell’Irpef fino a 60mila euro, un’ipotesi sulla quale il Mef non chiude, rinviando però ogni decisione alla prossima legge di Bilancio e alla disponibilità di risorse.
Accanto ai grandi temi, gli ordini del giorno hanno fatto emergere anche numerose richieste di micro-interventi territoriali, dalle infrastrutture sportive alle fermate dell’alta velocità, fino alle misure contro la crisi idrica in alcune aree della Campania.
Con il voto finale atteso in giornata, si chiude così un iter parlamentare complesso, segnato da tensioni nella maggioranza e da molte questioni rinviate al futuro. I nodi su pensioni e fisco, però, restano sul tavolo e promettono di riaprire il confronto politico già nei prossimi mesi.

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