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Elezioni regionali Campania 2025: Cosa è accaduto a Salerno
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8 mesi fail

Elezioni regionali Campania 2025. A Salerno Fico al 56% e Cirielli al 39% e spacca il dominio De Luca
Salerno, baluardo del centrosinistra che scricchiola: Fico passa, ma il centrodestra rimonta con Cirielli
Nel cuore pulsante della Campania, tra il Cilento selvaggio e le coste amalfitane, la circoscrizione di Salerno ha consegnato a Roberto Fico una vittoria che sa di sollievo, ma con un’ombra lunga di rimonta.
Fico totalizza il 56,27% dei consensi con 241.259 voti, un risultato che gli vale il primo posto netto contro Edmondo Cirielli, che si ferma al 38,92% con 156.779 preferenze in un duello che ha acceso gli animi fino all’ultimo seggio scrutinato.
Gli outsider arrancano: Giuliano Granato incassa l’1,64% e 7.035 voti, Nicola Campanile lo 0,75% con 3.231 schede, Stefano Bandecchi lo 0,65% e 2.780 suffragi, mentre Carlo Arnese chiude con lo 0,17% e appena 743 voti.
Complessivamente, 428.736 voti espressi per i candidati presidenti, con le liste che hanno mosso 402.784 schede e i nove seggi in palio divisi tra i due blocchi principali in un 5 a 4 che premia il centrosinistra ma non lo esalta.
La coalizione di Fico ha retto grazie a un Pd che resta il pilastro con il 19,68% e 79.250 voti, eleggendo Corrado Matera e Franco Picarone come consiglieri di peso, seguito da A Testa Alta all’8,39% con 33.805 preferenze che piazza Luca Cascone in consiglio. Avanti Campania contribuisce con il 7,04% e 28.356 voti, eleggendo Andrea Volpe, mentre Roberto Fico Presidente aggiunge il 7% esatto con 28.214 schede e Giovanni Maria Cuofano eletto, e la Casa Riformista per la Campania il 5,75% con 23.144 suffragi. Il Movimento 5 Stelle 2050 al 4,65% e 18.738 voti, Alleanza Verdi e Sinistra al 4,33% con 17.430 preferenze, per un totale coalizione che sfiora il 56% e incassa cinque seggi, con briciole da Mastella Noi di Centro al 2,69% con 10.833 voti e altre listine sotto il 2% che arrotondano il mosaico senza rubare la scena.
Cirielli, invece, ha orchestrato una controffensiva che ha quasi dimezzato il divario storico: il suo blocco liste tocca il 38,92% con 156.779 voti, trainato da Giorgia Meloni per Cirielli – Fratelli d’Italia al 10,96% e 44.157 preferenze che elegge un consigliere, PPE Forza Italia Berlusconi all’8,91% con 35.907 voti e un seggio, e Cirielli Presidente per la Campania – Moderati e Riformisti al 7,86% con 31.661 suffragi. La Lega – Cirielli Presidente aggiunge il 5,02% con 20.241 schede, mentre Democrazia Cristiana con Rotondi porta l’1,31% e 5.270 voti, e le civette come Noi Moderati allo 0,97% con 3.902 preferenze e Pensionati Consumatori allo 0,32% con 1.272 suffragi completano un pacchetto che vale quattro seggi, un exploit che sa di rivincita contro il passato.
I nove seggi: un 5 a 4 per Fico, con Pd e alleati che tengono il bastione
I seggi del consiglio regionale sono stati assegnati con un verdetto che riflette la polarizzazione: per il centrosinistra Corrado Matera e Franco Picarone dal Pd, Luca Cascone da A Testa Alta, Andrea Volpe da Avanti Campania e Giovanni Maria Cuofano da Roberto Fico Presidente, mentre il centrodestra risponde con un consigliere da Fratelli d’Italia, uno da Forza Italia, e altri due dai moderati e riformisti, un equilibrio che lascia Fico avanti ma con il fiato corto in una Salerno che non perdona distrazioni.
Dal 2020 al 2025: ecco cosa è cambiato
Cinque anni fa Vincenzo De Luca spazzava via tutto con il 73,17% e 387.949 voti, una marea ingovernabile che aveva confinato Stefano Caldoro al 18,24% con 96.728 preferenze, mentre Valeria Ciarambino e il M5S si fermavano al 6,13% con 32.501 voti; oggi Fico, pur vincente, crolla di oltre 17 punti al 56,27%, perdendo 146.690 voti in un’affluenza complessiva che slitta da 530.234 a 428.736 schede totali, un -19% che morde come una tenaglia.
Il centrodestra balza furiosamente: da Caldoro al 18,24% a Cirielli al 38,92%, un +20,68% che più che raddoppia i consensi passando a 156.779 voti, con Fratelli d’Italia che dal 4, something% esplode e Forza Italia che tiene botta.
Il M5S autonomo del 2020 al 6,12% si diluisce nel 4,65% coalizzato, Granato resta stabile intorno all’1%, mentre Saltalamacchia svanisce sostituito da Campanile e Bandecchi; l’astensione, da 476.524 liste a 402.784, punisce il potere uscente come un ceffone sonoro.
Trend salernitani
Il frammento ha colpito duro: nel 2020 De Luca monopolizzava il 81,58% delle liste contro il 20,30% di Caldoro; oggi Fico al 56,27% e Cirielli al 38,92%, con il resto sotto il 5%. Il Pd cala dal 16,61% al 19,68% in termini relativi ma perde peso assoluto, Italia Viva dal 7,15% rinasce in Casa Riformista al 5,75%, Campania Libera dal 8,80% si sgonfia in Avanti al 7,04%, mentre Mastella emerge con il 2,69% da zero. Fratelli d’Italia e Forza Italia insieme superano il 19%, la Lega dal 4% circa sale al 5,02%, e i moderati diventano il cemento del blocco con oltre l’8%.
Analisi per punti
- Centrosinistra in affanno: dal 73,17% di De Luca al 56,27% di Fico, un -16,9% che grida usura del potere dopo due mandati bulimici.
- Centrodestra rinato: +20,68% da Caldoro a Cirielli, un sorpasso mancato ma che rende Salerno il laboratorio della rimonta arancione.
- M5S in simbiosi: dal 6,12% solo al 4,65% in coalizione, sopravvive ma non brilla, con Cammarano che resta il faro nel buio.
- Outsider cronici: Granato all’1,64% come un disco rotto, gli altri sotto l’1%, il bipolarismo regge tra i detriti.
- Affluenza killer: -19% di votanti, l’astensione che premia i challenger e erode i castelli del centrosinistra.
- Orizzonti campani: Salerno resiste ma sanguina; se il centrodestra avanza così in tutto il territorio, il 2030 potrebbe essere la tomba di De Luca.

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