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Maldini e Leonardo puntano su Pirlo CT dell’Italia

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Sembra lui il prescelto dopo il no di Guardiola

Le difficoltà del calcio italiano erano palesi e dunque non sorprende il fatto che a distanza di un mese dall’elezione di Malagò, la nazionale non ha ancora un Commissario Tecnico. Maldini nuovo direttore tecnico e Leonardo nuovo Special Advisor della FIGC sono a lavoro da settimane.

Tanti i no ricevuti in questi giorni, l’ultimo in ordine di tempo è arrivato da Guardiola. L’allenatore spagnolo, incontrato a Barcellona pochi giorni fa, ha ascoltato con interesse la proposta ma ha preferito scegliere la famiglia.

Un altro nome importante che è stato contattato è stato quello di Carlo Ancelotti, attuale Ct del Brasile ma anche lui ha declinato l’invito.

I due nomi delle prime ore, Mancini e Conte in effetti non hanno mai convinto per davvero ed ora, dopo tanti colloqui, la FIGC sembra fare all-in su Andrea Pirlo, un nome certo non di spessore come quelli fatti in questo mese.

Andrea Pirlo, inoltre, da allenatore, non ha raggiunto risultati importanti. La sua carriera da inizia sei anni con la Juve dove vince coppa Italia, Supercoppa italiana e qualificazione in Champions ma viene esonerato dopo appena un anno.

Questa, resta l’esperienza più importante della sua breve carriera che continua in Turchia, senza successo e nel 2023-2024 nella Sampdoria in serie B. Lo scorso anno, diventa allenatore del Dubai United, squadra araba.

Insomma, un nome che lascia più di qualche perplessità considerando anche il poco carattere mostrato da Pirlo nelle vesti di allenatore.

Una scelta, che se confermata, lascia pensare che si è preferiti puntare su un nome “gestibile” e non su un nome forte, almeno in questa prima fase.

I problemi, sicuramente, sono altri. Per rilanciare il calcio italiano, non basta un Commissario Tecnico forte, serve rivoltare tutto come un calzino.

Le tre mancate qualificazioni ai mondiali partono da lontano. Nelle ultime stagioni, il numero di stranieri in serie A è arrivato al 63%. La Spagna, campione del mondo, ne ha appena il 43,7.

Il nostro campionato è quello anche con un’età media tra le più alte se consideriamo i 5 top campionati europei, 26,4 anni di media. Insomma, serve ripartire dai giovani e dagli italiani.

Una delle cause di tutto questo è anche un campionato italiano che non ha interesse come aveva un tempo e sopratutto le società di Serie A hanno enorme difficoltà a trattenere i giovani italiani che preferiscono, quando arriva l’offerta buona, andare in Premier e non rimanere in Italia.

Insomma, di lavoro Malagò, Maldini e Leonardo ne hanno parecchio e quindi, forse, almeno la questione Ct è risolta. In questo momento, sono in corso contatti tra le parti per trovare un accordo su durata, dovrebbe essere fino al 2030 ed aspetto economico.

Non ci resta che attendere ed aspettare la sospirata fumata bianca con l’augurio di tornare quanto prima a vivere quelle notti magiche di un tempo e far emozionare generazioni intere di ragazzi che ad oggi non sanno cosa vuol dire vedere la propria nazionale giocarsi un Mondiale.

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