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Elezioni regionali Campania 2025: i numeri di Avellino
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10 mesi fail

Elezioni regionali Campania 2025: la Circoscrizione di Avellino resta al Centrosinistra, ma anche qui segnali di rimonta dal Centrodestra
In Irpinia Fico vince facile, ma il Centrodestra rosicchia terreno
Nella terra del Taurasi e delle terme dimenticate, la circoscrizione di Avellino ha ribadito la sua fedeltà al centrosinistra. Roberto Fico porta a casa il 62,38% dei voti con 106.486 preferenze, un trionfo che però puzza di tenuta a denti stretti contro l’assalto del centrodestra capitanato da Edmondo Cirielli, fermo al 34,53% con 58.945 suffragi.
Giuliano Granato incassa l’1,84% con 3.139 voti, Stefano Bandecchi si accontenta dello 0,64% e 1.090 schede in suo favore, Nicola Campanile tocca lo 0,45% con 773 preferenze, mentre Carlo Arnese chiude con lo 0,15% e soli 263 voti.
In tutto, 170.696 voti per i candidati presidenti, con le liste che hanno smosso 162.488 voti e i quattro seggi in palio assegnati equamente tra i due poli principali.
Sotto la bandiera di Fico, il motore è stato il Partito Democratico che ha trainato con il 26,14% e 42.475 voti, eleggendo Maurizio Petracca come consigliere di punta, seguito a ruota dalla Casa Riformista per la Campania al 14,90% con 24.214 preferenze che ha piazzato Vincenzo Alaia in consiglio.
Il Movimento 5 Stelle 2050 ha raggiunto l’8,24% e 13.388 voti, mentre A Testa Alta ha contribuito con il 6,98% e 11.337 schede, e Mastella Noi di Centro Noi Sud ha portato il 3,49% con 5.676 suffragi. In questa circoscrizione mancava la lista Roberto Fico Presidente, esclusa per aver raccolto più firme del consentito dalla legge.
Alleanza Verdi e Sinistra si ferma al 2,92% con 4.750 voti e Avanti Campania allo 0,85% con 1.386 preferenze, per un totale coalizione che sfiora il 63,53% delle liste e due seggi in saccoccia.
Cirielli, dal canto suo, ha montato una macchina aggressiva che ha quasi triplicato i risultati passati: PPE Forza Italia Berlusconi ha sfondato con l’11,57% e 18.804 voti, eleggendo Livio Petitto, mentre Giorgia Meloni per Cirielli – Fratelli d’Italia ha tallonato con l’8,97% e 14.580 preferenze, consegnando il seggio a Ettore Zecchino.
Cirielli Presidente per la Campania – Moderati e Riformisti ha aggiunto il 6,54% con 10.623 voti, la Lega – Cirielli Presidente il 3,23% e 5.253 schede, per un blocco liste al 33,46% che ha incamerato due seggi nonostante il verdetto finale.
Briciole da Democrazia Cristiana con Rotondi all’1,31%, Noi Moderati allo 0,97% e le altre civette sotto l’1%, che hanno solo impreziosito il mosaico senza spostare equilibri.
I Quattro Seggi: Petracca e Alaia per Fico, Petitto e Zecchino per Cirielli
I seggi del consiglio regionale sono finiti come da copione al centrosinistra con Maurizio Petracca per il PD e Vincenzo Alaia per la Casa Riformista, mentre il centrodestra ha risposto colpo su colpo con Livio Petitto di Forza Italia e Ettore Zecchino di Fratelli d’Italia, un’assegnazione che premia la compattezza delle coalizioni e lascia Fico con un vantaggio numerico ma non schiacciante, in una Irpinia che inizia a mostrare crepe.
Dal 2020 al 2025: ecco cosa è accaduto
Rispetto al 2020, quando Vincenzo De Luca aveva annientato tutti con il 75,30% e 158.685 voti, una valanga che aveva relegato Stefano Caldoro al 15,76% con 33.204 preferenze, il 2025 segna un’erosione per il centrosinistra.
Fico, pur dominante, perde oltre 13 punti percentuali scendendo al 62,38%, con un crollo di voti da 158.685 a 106.486, e affluenza complessiva in picchiata da 210.729 a 170.696 schede totali.
Il centrodestra, invece, compie un balzo felino: da Caldoro al 15,76% a Cirielli al 34,53%, un +18,77% che quasi quadruplica i consensi passando da 33.204 a 58.945 voti, grazie a una Lega che dal 4,92% scende leggermente ma viene trainata da FdI e FI che insieme superano il 20%.
Valeria Ciarambino e il M5S, all’epoca al 6,63%, oggi si fondono nella coalizione di Fico e aumentano i consensi, ma perdono smalto autonomo.
Granato resta ancorato intorno all’1-2%. L’astensione morde tutti, ma di più chi aveva il timone: da 196.839 liste nel 2020 a 162.488 nel 2025, un -17% che urla sfiducia diffusa.
I trend Irpini
Il voto si è frammentato meno del previsto, ma con sorprese: nel 2020 De Luca aveva un carro armato di liste al 75,13%, contro il 16,11% di Caldoro; oggi Fico al 63,53% e Cirielli al 33,46%, con il resto sotto il 3%. Il PD sale dal 19,22% al 26,14% in peso relativo, Italia Viva sparisce ma rinasce in Casa Riformista al 14,90%, mentre Mastella emerge con il 3,49% da zero. Fratelli d’Italia balza dall’3,91% all’8,97%, Forza Italia dal 3,82% all’11,57%, e i Moderati diventano il “collante” del centrodestra con oltre il 6%.
Analisi per Punti
- Centrosinistra in diga: dal 75,30% di De Luca al 62,38% di Fico, un -12,92% che sa di affanno dopo un decennio al potere.
- Centrodestra in corsa: +18,77% da Caldoro a Cirielli, un exploit che rende l’Irpinia contendibile per la prima volta da decenni.
- M5S diluito: dall’8,24% in coalizione guadagna numeri ma perde identità, Ciampi resta l’ago della bilancia.
- Outsider stabili nel nulla: Granato all’1,84% come nel 2020, gli altri sotto l’1%, bipolarismo intatto.
- Affluenza assassina: -19% di votanti, il vero vincitore che punisce il governo uscente e gonfia i margini relativi.
- Prospettive regionali: Avellino regge per Fico, ma se Cirielli rosicchia così anche altrove, la Campania 2030 potrebbe tingersi di arancione-melonian-blù.

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