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Mattarella, Tajani e Crosetto nella “lista nera” del Cremlino: Roma convoca l’ambasciatore russo

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Mosca accusa, Roma reagisce: nella lista dei “russofobi” anche Macron, Kallas e Merz. Crisi diplomatica con l’Italia

ROMA – Cresce la tensione diplomatica tra Italia e Russia. Il Ministero degli Esteri russo ha pubblicato un aggiornamento della sua lista ufficiale dei “russofobi” – personalità europee e internazionali accusate da Mosca di “diffondere posizioni ostili contro la Federazione Russa” – inserendo anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Ministro della Difesa Guido Crosetto.

Le motivazioni della Russia

Secondo la nota rilasciata dal ministero degli Esteri russo, il Presidente Mattarella è stato incluso nella lista “per aver paragonato l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia al progetto di espansione territoriale della Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale”, dichiarazione rilasciata durante un discorso a Marsiglia. Mosca ha definito tali affermazioni “una distorsione storica grave, intollerabile e dannosa per il dialogo internazionale”.

Per quanto riguarda Tajani e Crosetto, Mosca ha citato le loro “ripetute dichiarazioni pubbliche a favore della militarizzazione dell’Ucraina e dell’isolamento diplomatico della Russia”, ritenute parte di una “campagna coordinata per screditare la Russia”.

Altri leader europei inseriti

La lista russa include anche figure europee di rilievo come il Presidente francese Emmanuel Macron, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, l’Alto rappresentante UE Kaja Kallas e il Segretario generale della NATO Mark Rutte. In lista vi sono anche Ulf Kristersson, premier svedese, diversi commissari europei, parlamentari e leader dell’opposizione russa in esilio.

La risposta dell’Italia

La reazione di Roma non si è fatta attendere. Il Ministero degli Esteri italiano ha convocato con urgenza l’ambasciatore russo a Palazzo della Farnesina. Il ministro Tajani ha definito “inaccettabile e provocatoria” l’iniziativa russa, sottolineando che “l’Italia non tollererà tentativi di intimidazione politica ai danni delle sue istituzioni democratiche”.

La Russia sostiene che queste personalità “alimentano una narrativa antirussa nei forum internazionali e nei media occidentali, compromettendo la pace e la sicurezza globale”.

La Premier Giorgia Meloni ha condannato fermamente l’inserimento del Capo dello Stato: “Si tratta di un atto di propaganda del Cremlino che punta a destabilizzare l’unità europea sul sostegno all’Ucraina. Non ci faremo intimidire”.

La reazione delle opposizioni

La segretaria del PD, Elly Schlein, ha parlato di gesto “inaccettabile, grave e inqualificabile”, rinnovando “piena solidarietà al Presidente Mattarella e a chiunque sia stato inserito in questa lista nera”.

Giuseppe Conte ha denunciato le “vili intimidazioni del governo russo” attraverso una “lista di proscrizione” degna della “peggiore tradizione autoritaria”. Ha espresso la piena solidarietà sua e del M5S al Presidente Mattarella, e ai ministri Tajani e Crosetto, anch’essi segnati nella lista russa, definendo l’accusa “un’illazione vergognosa”.

Angelo Bonelli (AVS) ha espresso “piena solidarietà al Presidente Mattarella per l’attacco della Russia”, definendo le accuse “una provocazione gratuita e indegna”.

Nicola Fratoianni (AVS) ha condannato duramente l’elenco russo, definendo le intimidazioni contro il Capo dello Stato “intollerabili” e ribadendo che “non è accettabile che un altro Paese interferisca in questo modo con le nostre istituzioni democratiche”.

Matteo Renzi (Italia Viva) ha dichiarato con orgoglio: “Sono orgoglioso di Mattarella, tutti con te Presidente”, definendo inaccettabili le accuse mosse dalla Russia.

Carlo Calenda (Azione) ha affermato: “Mattarella è nel giusto, dobbiamo contenere i russi imperialisti e dittatoriali”, ribadendo la necessità di opporsi con fermezza a tale propaganda.

L’unità dell’Europa

La Commissione europea ha espresso “piena solidarietà alle autorità italiane” e definito l’elenco russo “una lista intimidatoria e priva di fondamento”, esortando tutti i Paesi membri a mantenere la linea comune di sostegno all’Ucraina.

Di pari passo l’Europa dovrebbe anche intraprendere una via diplomatica, accantonando e smorzando i toni bellicistici, questa strada sembra però essere abbandonata dai Leader europei.

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