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L’omaggio di Laika: un manifesto per Awdah, simbolo della resistenza palestinese
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Roma, Laika omaggia Awdah Kathaleen: arte di strada per non dimenticare l’attivista palestinese ucciso
Roma, 31 luglio. La scorsa notte, in occasione della commemorazione di Awdah Kathaleen – l’attivista palestinese conosciuto per aver lavorato al documentario vincitore del Premio Oscar No Other Land, ucciso nel villaggio di Masafer Yatta da un colono israeliano – la street artist italiana Laika ha affisso un nuovo poster dal titolo “Awdah“.L’opera, affissa a Piazza Sauli, nel quartiere Garbatella a Roma, raffigura il volto dell’attivista ed è densa di simboli e riferimenti alla causa palestinese.”
Ho voluto rendere omaggio, a modo mio, a una persona straordinaria che ha difeso la propria terra pagando con la vita“, ha dichiarato Laika.”Ho scelto di farlo durante una commemorazione pubblica, alla presenza dei suoi amici romani, attivisti e attiviste, compagni e compagne di lotta, in un quartiere che ha accolto Awdah nei suoi viaggi a Roma“.
Awdah Kathaleen è stato un attivista non violento e un insegnante, impegnato nella denuncia della pulizia etnica in corso in Palestina, tanto nella Striscia di Gaza quanto in Cisgiordania: territori devastati da demolizioni forzate, espropri e continue violenze da parte di coloni israeliani armati, spesso agendo con la complicità e la protezione delle autorità statali.”Quello che sta accadendo in Palestina è inaccettabile.
Ancora più grave è il silenzio dei governi europei“, continua Laika.”L’Occidente sta consentendo, in modo sistematico, la cancellazione di un intero popolo, che ha diritto a vivere in pace e con dignità“.Nel comunicato si denuncia come Gaza sia oggi ridotta a un campo di concentramento a cielo aperto, mentre la Cisgiordania palestinese stia progressivamente scomparendo sotto l’espansione delle colonie illegali.
“L’impunità resta una costante: l’assassino di Awdah è oggi libero, mentre molti attivisti di Masafer Yatta sono incarcerati senza processo”.All’affissione del poster era presente anche Micol Meghnagi, attivista e amica di Awdah, che ha dichiarato: “Ad Umm Al Khair hanno proibito anche la sua commemorazione, il diritto a piangere un attivista infaticabile, un padre, un marito. È così che agisce l’occupazione israeliana: priva i palestinesi della propria dignità anche da morti; deumanizza la perdita, il dolore, l’amore.
È per questo che lo abbiamo commemorato a Roma“.A concludere è ancora Laika, con una dura denuncia: “Come può uno Stato che ha causato la morte di oltre 60.000 persone, tra cui 18.000 bambini, che affama quasi due milioni di esseri umani, espropria terre e lascia impuniti crimini come quello di Awdah, essere ancora definito ‘l’unica democrazia del Medio Oriente’?“.

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