Esteri
UNICEF Sudan: civili intrappolati, bambini a rischio per le violenze nel Darfur
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Dichiarazione del Rappresentante dell’UNICEF in Sudan Sheldon Yett: Preoccupati per i civili intrappolati a Zamzam
3 maggio 2025 – “Con l’intensificarsi dei combattimenti in Darfur (Sudan), i bambini stanno sopportando il peso di una catastrofe umanitaria sempre più grave. Nelle ultime tre settimane, migliaia di bambini e famiglie sono stati costretti a fuggire dalle loro case – molti per la seconda o terza volta – alla ricerca di un senso di sicurezza sfuggente”. Cosi h esordito in una nota il Rappresentante dell’UNICEF in Sudan Sheldon Yett
“L’escalation dei combattimenti dall’11 aprile ha provocato centinaia di morti e un esodo di massa di civili da Al Fasher e dai campi di Abu Shouk e Zamzam. Circa 150.000 persone hanno cercato rifugio ad Al Fasher, ammassandosi in edifici incompiuti, scuole o riparandosi sotto gli alberi,ma ancora esposti ai continui bombardamenti e senza accesso ad acqua sicura, cibo o assistenza sanitaria. Tawila ha accolto altre 180.000 persone, portando il numero totale di sfollati in città a più di 300.000 e mettendo ulteriormente a dura prova i già fragili servizi e sistemi di supporto”. Ha sottolineato Yett
“Siamo incredibilmente preoccupati per la situazione del numero imprecisato di civili che rimangono intrappolati a Zamzam senza i mezzi per andarsene o impediti con la forza dai gruppi armati”. Ha spiegato il rappresentate UNICEF in Sudan.
Ha inoltre rimarcato che: “Per coloro che sono fuggiti, le condizioni rimangono terribili. Ad Al Fasher, i continui combattimenti hanno gravemente limitato i movimenti e interrotto le operazioni umanitarie. Gli ospedali funzionano a malapena, si prevede che le forniture mediche si esauriranno nel giro di poche settimane e si registra una crescente carenza di acqua e di carburante per i generatori”.
Un attenzione particolare Yett l’ha posta sulle condizioni sanitarie: “I focolai di malattie prevenibili sono in aumento. A Tawila sono stati segnalati più di 800 casi sospetti di morbillo, mentre i servizi nutrizionali critici sono stati sospesi in seguito agli attacchi alle strutture di Zamzam”.
“Nonostante l’insicurezza e le difficoltà di accesso, l’UNICEF continua a lavorare per i bambini del Darfur. Ad aprile, le nostre squadre sono riuscite a far arrivare a Tawila, Zaleingei e Jebel Marra cinque camion che trasportavano forniture salvavita per la salute, la nutrizione e acqua/igiene, a sostegno di quasi 250.000 sfollati interni”. Ha continuato
“Ma l’entità del bisogno è molto più grande e l’accesso rimane pericolosamente limitato. A Tawila, ad esempio, sebbene i partner dell’UNICEF siano presenti sul campo, i servizi non riescono a soddisfare la domanda eccessiva e vi è l’urgente necessità di ampliare il raggio d’azione mobile per la salute e la nutrizione”. Ha aggiunto Yett.
“Ogni giorno senza assistenza e protezione mette in pericolo altre vite. I bambini devono essere protetti, ovunque si trovino. Gli aiuti umanitari devono arrivare a loro senza ritardi, ostruzioni o altri impedimenti. I bambini sono a corto di cibo, di medicine e di tempo”. Ha rimarcato il rappresentante dell’UNICEF in Sudan
“L’UNICEF chiede con urgenza al Governo e a tutte le parti in conflitto di facilitare un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli, al di là delle linee di conflitto, e di garantire corridoi umanitari sicuri per facilitare la consegna degli aiuti e il movimento della popolazione. Il diritto internazionale umanitario e dei diritti umani deve essere rispettato. I civili e gli oggetti civili devono essere protetti. E soprattutto, i combattimenti devono cessare. Questo è il modo migliore per proteggere i bambini e ripristinare la speranza”. Cosi ha concluso

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