Esteri
L’AfD dichiarata partito di estrema destra in Germania: un’analisi approfondita
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Lo ha dichiarato l’Ufficio Federale per la protezione della Costituzione attraverso un rapporto 1100 pagine
Oggi, l’Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione (BfV), l’agenzia di intelligence interna tedesca, ha ufficialmente classificato l’Alternative für Deutschland (AfD) come un’organizzazione di estrema destra, segnando un momento cruciale nella storia politica della Germania moderna.
Questa decisione, accompagnata da un rapporto di 1.100 pagine, ha sollevato un acceso dibattito sul ruolo del partito, la sua influenza crescente e le implicazioni per la democrazia tedesca.
Di seguito, un’analisi dettagliata della vicenda, basata su fonti aggiornate, che esplora la storia dell’AfD, i motivi della classificazione, le reazioni e le prospettive future.
Le Origini e l’Evoluzione dell’AfD
Fondata nel febbraio 2013 da Bernd Lucke, Alexander Gauland e altri ex membri dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU), l’AfD nasce come un partito euroscettico, contrario alle politiche di salvataggio dell’eurozona promosse dall’allora cancelliera Angela Merkel.
Inizialmente definita “partito dei professori” per il suo profilo accademico e borghese, l’AfD si concentra su critiche economiche, evitando retoriche apertamente xenofobe.
Tuttavia, dopo la crisi migratoria del 2015, quando Merkel aprì le frontiere a oltre un milione di rifugiati, il partito vira verso posizioni sempre più nazionaliste, anti-immigrati e islamofobe, guadagnando consensi tra elettori disillusi dai partiti tradizionali.
Questa radicalizzazione si accentua con il cambio di leadership. Nel 2015, Frauke Petry diventa leader, spingendo l’AfD verso toni più populisti e avvicinandosi a movimenti come Pegida, noto per le sue posizioni anti-Islam.
Dopo le elezioni federali del 2017, in cui l’AfD ottiene il 12,6% dei voti e 94 seggi nel Bundestag, diventando il terzo partito, Petry abbandona il partito, criticando l’ala estremista guidata da Alice Weidel e Alexander Gauland.
Da allora, l’AfD si sposta ulteriormente a destra, adottando posizioni che includono revisionismo storico e legami con gruppi identitari.
La classificazione come partito di estrema destra
Il BfV ha dichiarato l’AfD un’“organizzazione estremista di destra comprovata”, accusandola di perseguire obiettivi incompatibili con l’ordine democratico liberale della Germania. Il rapporto dell’agenzia evidenzia:
- Razzismo e islamofobia: L’AfD promuove una visione etnica della cittadinanza, escludendo i cittadini di origine musulmana o con background migratorio dall’idea di “popolo tedesco”. Questo approccio è ritenuto contrario ai principi costituzionali.
- Minaccia alla democrazia: La fazione interna “Der Flügel”, guidata da Björn Höcke, è stata classificata già nel 2020 come estremista e posta sotto sorveglianza. Il BfV ritiene che l’intero partito abbia ormai adottato posizioni anti-democratiche.
- Legami con movimenti estremisti: L’AfD ha mostrato disponibilità a collaborare con gruppi come Pegida e ha membri simpatizzanti del movimento identitario, noto per le sue posizioni razziste.
Questa classificazione consente al BfV di intensificare la sorveglianza sul partito, utilizzando informatori e monitorando le attività.
Inoltre, potrebbe limitare i finanziamenti pubblici all’AfD e ostacolarne l’accesso a ruoli chiave, come la presidenza di commissioni parlamentari.
Il successo elettorale e l’impatto olitico
Nonostante le accuse di estremismo, l’AfD ha registrato un successo elettorale senza precedenti. Nelle elezioni federali del 23 febbraio 2025, il partito ha ottenuto il 20,8% dei voti, conquistando 152 seggi nel Bundestag e diventando la seconda forza politica dopo la CDU/CSU. È stato il miglior risultato per un partito di estrema destra dalla Seconda Guerra Mondiale.
L’AfD ha trionfato soprattutto negli stati orientali, vincendo il 32,8% in Turingia e il 30,6% in Sassonia nel settembre 2024, segnando la prima vittoria di un partito di estrema destra in un’elezione statale dal 1945.
Il partito ha capitalizzato il malcontento per:
- Immigrazione: La retorica anti-immigrati, culminata nel concetto di “remigrazione” (deportazione di massa di migranti, anche con cittadinanza tedesca), ha attirato elettori preoccupati per la sicurezza e l’identità culturale.
- Crisi economiche e sociali: L’AfD ha sfruttato l’insoddisfazione per l’inflazione, la crisi energetica e le politiche verdi, presentandosi come un’alternativa anti-establishment.
- Opposizione all’UE e alla NATO: Con posizioni pro-Russia, l’AfD chiede la revoca delle sanzioni contro Mosca e l’interruzione degli aiuti all’Ucraina, attirando elettori critici verso l’integrazione europea.
Nonostante questi successi, l’AfD rimane esclusa dal potere a causa del “Brandmauer” (muro di fuoco), un accordo tra i partiti mainstream per non collaborare con l’estrema destra.
Tuttavia, segnali di cedimento emergono: a gennaio 2025, la CDU ha approvato una legge sull’immigrazione con il sostegno dell’AfD, suscitando polemiche e proteste.
Scandali e controversie
L’AfD è stata al centro di numerosi scandali che ne hanno consolidato l’immagine estremista:
- Retorica nazista: Björn Höcke, figura di spicco, è stato condannato due volte nel 2024 per aver usato slogan nazisti vietati. Ha anche definito il memoriale dell’Olocausto a Berlino un “monumento della vergogna”.
- Legami con Russia e Cina: Nel 2024, Maximilian Krah, candidato di punta per le elezioni europee, è stato accusato di aver ricevuto pagamenti da Russia e Cina. Un suo assistente è stato arrestato per spionaggio a favore della Cina.
- Piani di deportazione: A gennaio 2024, un’inchiesta ha rivelato che membri dell’AfD hanno partecipato a un incontro segreto per pianificare la deportazione di milioni di migranti, anche cittadini tedeschi, scatenando proteste di massa con oltre un milione di manifestanti in tutta la Germania.
Questi episodi hanno portato all’espulsione dell’AfD dal gruppo Identità e Democrazia nel Parlamento Europeo nel maggio 2024, isolando ulteriormente il partito a livello internazionale.
Reazioni alla classificazione
La leadership dell’AfD, guidata da Alice Weidel e Tino Chrupalla, ha definito la decisione del BfV “politicamente motivata” e un “attacco alla democrazia”.
Hanno annunciato un ricorso legale, sostenendo che il partito sia vittima di una campagna di demonizzazione per il suo successo elettorale. Il vice presidente Stephan Brandner ha bollato il rapporto come “assurdo”.
Dall’altra parte, la ministra dell’Interno Nancy Faeser ha difeso la decisione, sottolineando l’imparzialità del BfV e la necessità di proteggere la democrazia. La vice presidente del Bundestag, Andrea Lindholz, ha dichiarato che l’AfD non dovrebbe essere trattata come gli altri partiti, escludendo la possibilità che assuma ruoli istituzionali di rilievo.
Alcuni politici, come il co-leader dei Verdi Ricarda Lang, hanno chiesto un divieto totale dell’AfD, possibile secondo la Costituzione tedesca per i partiti che minacciano l’ordine democratico. Tuttavia, il leader della CDU Friedrich Merz ha avvertito che un divieto potrebbe non risolvere i problemi politici e rischia di rafforzare il partito come “martire”.
Prospettive future
L’AfD si trova a un bivio. Da un lato, il suo successo elettorale e la capacità di mobilitare giovani, soprattutto uomini (26% degli uomini contro l’11% delle donne favorevoli al partito secondo Pew Research), indicano una base solida, particolarmente nell’ex Germania Est. Dall’altro, la classificazione come estremista e l’isolamento politico limitano le sue possibilità di governo, almeno a livello nazionale.
Tuttavia, il “muro di fuoco” mostra crepe. La destra moderata della CDU, sotto Merz, potrebbe essere tentata di collaborare con l’AfD a livello regionale, specialmente in stati orientali dove il partito è dominante.
Alcuni analisti prevedono che entro il 2029, con le prossime elezioni federali, il Brandmauer potrebbe crollare del tutto, aprendo la strada a coalizioni impensabili fino a poco tempo fa.
Nel frattempo, l’AfD continua a polarizzare. Le proteste di massa contro il partito, come quelle di gennaio 2025 a Berlino e Amburgo, dimostrano una forte opposizione civile, ma anche la difficoltà di contrastare un movimento che si nutre di risentimento e sfiducia verso le élite.
La sua abilità nel sfruttare piattaforme come X, amplificata dal sostegno di figure internazionali come Elon Musk e JD Vance, ne rafforza la visibilità
La classificazione dell’AfD come partito di estrema destra segna un punto di svolta per la Germania, un paese ancora segnato dal suo passato nazista e profondamente attento alla stabilità democratica.
L’AfD rappresenta una sfida unica: un partito che combina populismo, nazionalismo e retorica anti-sistema, capace di attrarre una fetta significativa dell’elettorato pur essendo ostracizzato dalle istituzioni.
La sua traiettoria futura dipenderà dalla capacità dei partiti mainstream di rispondere alle preoccupazioni dei suoi elettori senza cedere alle sirene dell’estremismo.
Nel frattempo, la Germania si trova a un crocevia, costretta a bilanciare la difesa della democrazia con il rispetto del pluralismo politico in un’epoca di crescenti polarizzazioni.

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