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Manganellate e spintoni davanti alla sede Rai di Napoli

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Spintoni e manganellati davanti sede Rai
Momenti della manifestazione - Foto profilo Facebook Luigi de Magistris

Manganellate e spintoni davanti alla sede Rai di Napoli in viale Marconi. La protesta contro “l’atteggiamento di censura sul genocidio a Gaza”

Manganellate e spintoni davanti la sede Rai di Napoli. Questa mattina inscenata davanti la sede Rai di Napoli una manifestazione come hanno spiegato promotori “contro l’atteggiamento di censura della Rai sul genocidio in corso a Gaza e sugli episodi legati alle dichiarazioni di Ghali al festival di Sanremo ed al comunicato di scuse a Israele fatto leggere a Mara Venier durante Domenica In”.

Cinque poliziotti e cinque manifestanti feriti nel corso dei disordini, questo è il bilancio della protesta che certamente non avrebbe dovuto produrre scontri. Dei cinque agenti, due apparterrebbero al Reparto Mobile, mentre altri tre al locale Commissariato di Polizia.

Si apprende che sarebbero cinque anche gli attivisti colpiti e ricorsi alle cure mediche dopo gli. Ciò che potrebbe confortare in tutta questa incresciosa vicenda è il fatto che nessuno dei feriti sarebbe in gravi condizioni.

I momenti di tensione sarebbero iniziati quando i manifestati avrebbero tentato di applicare davanti la sede della Rai di viale Marconi a Napoli uno striscione, ma il tentativo è stato sventato dalle Forze dell’Ordine. In quel momento sarebbero avvenuti spintoni e manganellate.

Ad organizzare la protesta Potere al Popolo, Rete per la Palestina Libera e disoccupati con l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dopo le polemiche per l’esibizione di Ghali a Sanremo.

Dopo quanto accaduto a Domenica In Sanremo, in molti tra i manifestanti avevano tra le mani cartelli con la scritta “IsRAIele”, mentre altri indossavano le maschere dello “Ippopotamo Alieno”, personaggio di fantasia portato sul palco dell’Ariston dal cantante durante la sua esibizione. Su altri cartelli invece riportata la trasformazione dell’acronimo “Radiotelevisione Italiana” in “Radiotelevisione Israeliana”. In tutto circa duecento persone davanti ai cancelli della sede, presidiati dalla Polizia di Stato.

“Stamattina ero davanti alla RAI di Napoli per protestare contro l’uso politico della televisione pubblica da parte dell’amministratore delegato Roberto Sergio che schiera la radiotelevisione pubblica italiana a favore dello Stato d’Israele prendendo le distanze dal cantante Ghali che aveva osato parlare di genocidio”. Così ha esordito Luigi de Magistris in un post su Facebook

“Il bilancio per chi ha chiesto giustizia per il popolo palestinese, la fine dell’occupazione israeliana, il cessate il fuoco, lo stop al genocidio e ai crimini di guerra dei sionisti israeliani, è di molte manganellate, con teste aperte e molto sangue. Tutti si devono schierare: o con gli oppressi o con gli oppressori. Io starò sempre dalla stessa parte della storia: per la Palestina libera fino alla vittoria”. Così ha concluso De Magistris.

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