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“Certe cose oscure” il romanzo d’esordio i Elisa Capra
Pubblicato
3 anni fail

In “Certe cose oscure”, primo romanzo di Elisa Capra, il lettore è trasportato attraverso l’amore malato vissuto dai protagonisti
Editore: Albatros
Genere: Narrativa
Pagine: 390
Prezzo: 16,62 euro
“Certe cose oscure” (Edizioni Albatros, 2023) è il primo romanzo dell’autrice Elisa Capra. La sua opera racconta di un amore malato vissuto tra due protagonisti che, in esso, cercano la propria salvezza. Perché talvolta, come emerge lampante nell’opera di Capra, l’amore non è solamente gioia e speranza. L’amore è anche sopportazione, rinuncia e sacrificio; all’occorrenza, esso è capacità di rinunciare a qualche piccola sfumatura di sé, per far spazio all’altro, o come direbbe Luciana Littizzetto l’amore talvolta è la capacità di “mordere l’aglio e dire che è dolce”.
Prima caratteristica in cui si imbatte il lettore di “Certe cose oscure” è la sua capacità di esordire in medias res, quando in una giornata che sembra essere uguale alla precedente, i destini di Leone e Silvia sembrano essere predestinati all’incontro. Il destino che intreccia i fili delle nostre esistenze, insieme ai due protagonisti, ha un ruolo centrale, come se fosse dotato di un’anima e di una volontà propria, a cui difficilmente i soggetti coinvolti riusciranno a sottrarsi.
Leone e Silvia sono due anime tormentate, afflitte da ciò che hanno passato, che spesso si servono della solitudine e dell’isolamento per il solo scopo di restare da soli con il loro io nascosto, quello tenuto al riparo dai giudizi dell’esterno. I loro corpi si scontrano quando Leone, appena uscito da una reclusione in carcere durata due anni, urta per la strada Silvia e da quel momento, entrambi, pur non comprendendolo subito espressamente, capiscono che le loro vite si sono incrociate per un motivo, e quel motivo non può essere fare finta di niente, procedere come se nulla fosse.
Lo stile semplice utilizzato da Elisa Capra sostiene la centralità dei temi sviscerati: periodi brevi e lessico quotidiano donano alla storia spessore e credibilità. Tra le pagine di “Certe cose oscure” non c’è tempo per riflessioni sterili e grandi divagazioni, tutto ciò che assume importanza e un posto di rilievo nella narrazione è propedeutico all’evolversi degli incontri di Silvia e Leone che tengono insieme le pagine del romanzo, e nulla viene inserito per il solo scopo di allungare la storia. È come se, chiaro e forte ai lettori e alle lettrici, appaiano chiari gli intenti di Elisa Capra: raccontare di un problema molto centrale all’interno della società contemporanea, senza la pretesa di proporre soluzioni o letture inedite di un fenomeno troppo spesso condannato senza mezzi termini, senza che ci sia un tentativo di comprendere, di andare al di là delle apparenze.
“I miei sospetti su di lui sono definitivamente confermati: ho immaginato che fosse un pervertito già dal modo in cui le ha guardato le mutande, ma la strafottenza con cui le si rivolge, con quel sorrisetto compiaciuto stampato in faccia mentre gongola per quanto è appena successo, mi dà la conferma che questo scapestrato è un tipo da evitare!”
Anche per questo motivo il romanzo di Capra può essere considerato, oltre quanto si è scritto, un romanzo sull’importanza di non fermarsi all’apparenze – così come accade a Silvia, la protagonista, quando dopo aver incontrato Leone per la prima volta sarà costretta a rimettere in discussione le proprie convinzioni. Un romanzo che si batte per i pregiudizi, per trovare il buono anche dove buono sembra non esserci. Un inno alla libertà che si alza più forte che mai, dove i lettori e le lettrici più giovani potranno ricavare i propri insegnamenti e cercare di capire ciò che si nasconde al di là di ciò che comunemente bolliamo come “nocivo” e “tossico”.
Poiché quasi sempre, tutto ciò che fa male a sua volta ha provato e combattuto con il male.
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