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“Xavon. Il ragazzo non vaccinato. Esistenza stravolta” di Alan Paccagnella

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Alan Paccagnella attraverso “Xavon. Il ragazzo non vaccinato. Esistenza stravolta” racconta la storia di un ragazzo che ha deciso di non vaccinarsi

Casa Editrice: Rossini Editore
Collana: Narrativa Rossini
Genere: Narrativa/Distopico
Pagine: 324
Prezzo: 15,99 €

Nel romanzo “Xavon. Il ragazzo non vaccinato. Esistenza stravolta” di Alan Paccagnella si narra la storia di un giovane uomo che vive una profonda crisi a causa della pandemia di Covid19; Xavon non è a suo agio con l’idea del vaccino, e decide quindi di non farselo somministrare: tutti noi sappiamo bene a quali conseguenze andrà incontro.

In primis egli perde il lavoro, e con un bambino nato da poco è un problema decisamente serio; poi gli amici e anche parte della sua famiglia lo isolano, e lui comincia quindi a manifestare sintomi di insofferenza prima e di pesante disagio in seguito.

L’autore presenta il punto di vista schietto e brutale di un no-vax, penetrando nelle motivazioni che muovono le azioni del protagonista e nelle riflessioni che compie per legittimare la sua scelta estrema; purtroppo, però, Xavon va incontro anche a problemi di natura mentale, perché l’isolamento, il pregiudizio e la paranoia nei confronti di una situazione che non riesce a comprendere lo fanno cadere in una forte depressione.

E non solo: il giovane comincia a soffrire anche di manie di persecuzione, e si convince perfino che degli aerei simili a droni lo seguano dappertutto; parallelamente alla paranoia egli inizia a sviluppare dei comportamenti ossessivi che lo spingono a fare ricerche su ricerche per tentare di sventare il complotto mondiale che, secondo lui, si cela dietro la somministrazione dei vaccini.

La situazione si va acuendo sempre di più e, a mano a mano che Xavon si perde nei suoi deliri, anche la vicenda di cui è protagonista si tinge di sfumature distopiche, e la storia diviene sempre più interessante ma anche delirante, perché la realtà viene sostituita da un mondo deformato, in cui l’agire umano è sotto il controllo continuo di un potere superiore.

Alan Paccagnella propone un romanzo scomodo, ne è ben cosciente; ciò che narra può disturbare, e non può e non deve raccogliere consensi unanimi, vista la delicatezza dell’argomento trattato.

Verso la conclusione dell’opera, infatti, egli afferma: «La tappa culminante di questo originale viaggio è arrivata, ancora poche righe dopodiché ogni singolo lettore potrà forse ispezionarsi meglio e meditare con calma sulle pagine sfogliate.

Per alcuni saranno magari state all’altezza delle proprie aspettative e avranno la forte esigenza di rileggerle o consigliarle, altri faranno bensì l’opposto e descrivendole come fantasie di un pazzo si sforzeranno poi addirittura al massimo per infamare il nome dell’autore. È un rischio che fa parte del gioco».

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