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Via Quarto Marano: strada storica abbandonata a sé stessa

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Un viaggio tra buche, pareti rocciose da verificare e una battaglia quasi solitaria per vedere via Quarto Marano in sicurezza prima di tragedie

Via Quarto Marano è una strada storica. Si tratta, infatti, di uno stretto valico di epoca romana che da Marano scende a Quarto. Le condizioni della strada nella parte più “impervia” sono pessime. A segnalarci il caso una cittadina attiva di Marano di Napoli che porta la voce di tanti residenti, preoccupati che le piogge provocate dagli eventi estremi possano attivare frane e smottamenti.

Con l’aiuto di alcuni residenti della zona l’attivista di Marano conduce ormai da tempo una battaglia quasi solitaria per ottenere almeno una messa in sicurezza della zona con maggiori criticità.

Nel corso del tempo, ha raccolto immagini, video e quant’altro necessario per documentare i fatti di Via Marano Quarto. Tutto rigorosamente affidato alla sua pagina Facebook, da qualche giorno stranamente bloccata, e ad oggi ad un gruppo.

La strada – da quanto ci ha spiegato – risulta chiusa al transito, eccetto per i residenti. Rappresentando, però, una valida scorciatoia per Marano, sembra sia comunque percorsa da chiunque in entrambi i sensi di marcia pur essendo praticamente un “budello”.

Il manto stradale, come si evince dalle immagini in nostro possesso, sembra bombardato. Come se non bastassero già tutti i disagi, presenti anche rifiuti abbandonati che di tanto in tanto qualcuno dà alle fiamme. Risultano in pessime condizioni anche i costoni, soprattutto nella parte più stretta ed impervia.

Tante le segnalazioni agli uffici del Comune di Marano, ma ad oggi ancora non raccolte. Sulla vicenda è intervenuto anche il Consigliere Francesco Emilio Borrelli, attraverso un post su Facebook, ma non ha sortito effetti. La situazione resta la stessa.

La battaglia per accendere l’attenzione sulla vicenda sarebbe continuata, attraverso segnalazioni al comune. Le risposte ricevute sono talmente disarmanti da lasciare basiti. Alcune di esse, infatti, avrebbero invitato l’attivista a rivolgersi ai Beni culturali, perché la strada è storica e non sarebbe possibile intervenire.

Secondo quanto ci ha raccontato la cittadina attiva, il Comune di Marano ha però intrapreso i lavori sulla strada dove non sarebbe possibile fare nulla. Lo si può notare dalle tracce sul manto stradale. Si tratterebbe di lavori per alcuni cablaggi, tra cui quelli per le telecamere, però mai installate.

Nel frattempo, i rattoppi per lavori eseguiti e la strada ormai consumata dalle intemperie hanno prodotte buche molto pericolose. Senza contare via Marano Quarto è usata, oltre che dai residenti, anche dai furbi che la usano come scorciatoia in entrambi i sensi di marcia: verso Marano e verso Quarto.

Le immagini del video che accompagna l’articolo mostrano lo stesso percorso: una volta fatto a piedi e una volta in auto. Il fine è quello di operare una moral suasion sull’amministrazione commissariale affinché possa avviare un percorso di messa in sicurezza. I percorsi finiscono entrambi sul pezzo di roccia eroso da entrambi i lati e che potrebbe crollare.

I residenti chiedono alle autorità cittadine, in questo caso alla Commissione Prefettizia, null’altro che una messa in sicurezza delle criticità. Non chiedono di certo la luna, ma solo di non marcire in una situazione di degrado che perdura da anni, nell’indifferenza più totale.

I residenti sono convinti che un intervento risolutivo possa avvenire prima del peggioramento della situazione. Del resto, si spendono tanti soldi in cose inutili e rimandabili, mentre a slittare è sempre la sicurezza per i cittadini.

Ammettendo di non voler credere a nulla e che i residenti e gli attivisti della zona esagerino, non costerebbe nulla inviare i tecnici del comune per valutare quanto denunciano i cittadini di quella parte di Marano, che allo stato in cui si trova potrebbe essere considerata di serie B.

Non è dignitoso che una città come quella di Marano permetta un simile degrado, considerando il valore storico di via Marano Quarto. L’intera cittadinanza dovrebbe chiedere a gran voce interventi di ripristino.

Quando piove poi diventa letteralmente drammatico. Via Quarto Marano di trasforma letteralmente in un torrente in piena data anche la pendenza. Le acque trascinano detriti che cadono sai costoni misti a rifiuti abbandonati ai margini della carreggiata. La portata delle acque durante le piogge abbondanti impedisce ai residenti di uscire di casa. Durante gli eventi estremi la situazione è praticamente paurosa.

Il tratto più critico non è lunghissimo per effettuare un eventuale ripristino. Le condizioni di degrado in cui versa, dovrebbero fare saltare dalla sedia tutti, ma è evidente che interessano a nessuno. Gli attivisti auspicano che le condizioni di via Marano Quarto non diventino interessanti a causa di tragici eventi.

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Amianto a Melito: incapsulato il materiale

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Amianto a Melito: incapsulato il materiale

Incapsulato e messo in sicurezza l’amianto in via Giulio Cesare a Melito di Napoli. Questa mattina l’intervento di una ditta e della Polizia Municipale

Incapsulato l’amianto segnalato in via Giulio Cesare a Melito. Sul posto è intervenuta la Polizia Municipale e una ditta specializzata che ha provveduto a mettere in sicurezza vera le lastre. Prelevati inoltre campioni del materiale per le necessiare analisi. Entro 48 ore dovrebbero arrivare i risultati e solo dopo si portà procedere con la rimozione.

Un buon esempio di collaborazione Istituzionale cittadini, associazioni e organi di informazione.

“Dopo varie segnalazioni di alcuni cittadini e del sito online Punto Il WebMagazine e la nostra denuncia messa nero su bianco, ecco il primo passo ufficiale per la rimozione delle lastre di eternit presenti in Via Giulio Cesare”. Così il responsabile di Trasparenza per Melito, Vincenzo Stravolo in commento inviato in redazione.

“Nell’odierna mattinata una ditta specializzata ha fatto il campionamento delle lastre, disperso sulle stesse una polvere per evitare danno e poi sono state incapsulate e messe in sicurezza”. Ha spiegato ancora Stravolo.

“La nostra associazione anche a nome dei cittadini #melitesi non può far altro che ringraziare la Polizia Locale di Melito nella persona della Dott.ssa Antonia Napolano per aver accolto la nostra denuncia e aver agito tempestivamente affinché la situazione delle lastre eternit che ricordiamo sono pericolose per la salute perche contengono amianto non degenerasse”. Così ha concluso.

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Progetto “Incroci” della Polizia di Stato all’Istituto Immanuel Kant di Melito

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Progetto Incroci della Polizia

Muoversi in sicurezza su strada, ferrovia e web: il progetto “Incroci” della Polizia di Stato in anteprima nazionale all’Immanuel Kant

In anteprima nazionale la Polizia Ferroviaria di Napoli è intervenuta presso il Liceo Scientifico, Linguistico e delle Scienze Umane “Immanuel Kant” di Melito di Napoli. L’obiettivo dell’incontro sensibilizzare i giovani sui pericoli che possono incontrare nei viaggi – “virtuali e fisici” – in ambito stradale, ferroviario e sulla rete.

Diverse le classi dell’istituto che hanno partecipato il personale della Polfer di Napoli attraverso la proiezione di un filmato appositamente realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia (con la direzione artistica del regista Maurizio Nichetti) e con lo svolgimento di specifici esercizi elaborati dal Dipartimento di Psicologia della Sapienza.

L’incontro – strutturato in maniera innovativa – ha attirato l’attenzione degli studenti coinvolgendoli anche dal punto di vista emozionale.

Ha inoltre sollecitato in loro domande e riflessioni in merito alla valutazione dei rischi in cui potrebbe incorrere un adolescente nel corso del suo “viaggio” quotidiano.

Il linguaggio e le modalità utilizzate per rappresentare situazioni apparentemente normali ma che spesso, per disinformazione, poca conoscenza, sottostima o “overconfidence”, risultano invece estremamente rischiose, hanno rappresentato uno stimolo che ha accresciuto nei ragazzi la percezione del pericolo insito nelle azioni, in rete come per strada o negli ambienti ferroviari, che li vedono protagonisti ogni giorno.

Il personale della Polizia Ferroviaria di Napoli, appositamente formato, ha calendarizzato una serie di incontri con gli studenti di diversi istituti superiori della Campania che li vedrà impegnati per l’intero anno scolastico.

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Sanremo: Codacons denuncia Blanco per danneggiamento e chiede danni

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Sanremo: Codacons denuncia Blanco

Sanremo, Codacons denuncia Blanco alla Procura di Imperia e Corte dei Conti. Palco distrutto pagato dai cittadini attraverso il canone

Sanremo il Codacons denuncia Blanco. “Blanco sarà chiamato a risarcire i danni prodotti alla Rai e a rispondere del reato di danneggiamento”. Lo afferma il Codacons, che dopo i gravi fatti di ieri all’Ariston deposita oggi un formale esposto alla Procura della Repubblica di Imperia e alla Corte dei Conti.

«Al di là della volgarità del gesto e della sua inopportunità, l’aver distrutto la scenografia del Festival potrebbe realizzare veri e propri reati – spiega il Codacons – L’art. 635 del codice penale stabilisce infatti che “Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con la reclusione da uno a cinque anni”»

«Oltre all’aspetto penale, la distruzione operata ieri da Blanco ha prodotto un evidente danno economico ai cittadini: la scenografia dell’Ariston è infatti pagata dagli utenti italiani che finanziano la Rai attraverso il canone, e il danneggiamento a vasi e fiori ha determinato uno spreco di soldi pubblici che ora l’artista dovrà risarcire». Rimarca ancora l’Associazione

Per tali motivi il Codacons chiede oggi alla Procura di Imperia di aprire una indagine su Blanco alla luce del possibile reato di “danneggiamento”, e alla Corte dei Conti di avviare le dovute azioni sul piano contabile finalizzate ad ottenere dall’artista il ristoro dei danni erariali.

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Malafronte: Da Blanco moritificato il mondo del florovivaismo 

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Malafronte: Da Blanco
Foto Repertorio

Sanremo, Malafronte (CPFC): “Da Blanco un gesto che mortifica tutto il mondo del florovivaismo” 

Malafronte: il gesto di Blanco non ammette scusanti. Cosi il presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.

“I fiori rendono bella la nostra vita. Il gesto di Blanco non ammette scusanti. Prendendo a calci quelle rose sul palco dell’Ariston di Sanremo ha dimostrato tutta la sua pochezza. Quel gesto è uno calcio all’impegno quotidiano di tante persone che lavorano nel settore florovivaistico. Blanco non ha compreso minimamente i tanti sacrifici, la devozione e l’amore che occorre per rendere bello un fiore. Se voleva manifestare la sua insoddisfazione per un problema tecnico avrebbe fatto più bella figura se quelle rose le avesse regalate all’orchestra o al pubblico. Con quei calci ha solo mortificato tutta la nostra categoria e soprattutto un’eccellenza del Made in Italy” – è quanto dichiara Enzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani.

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Ugl Caserta: “Bisogna restituire dignità ai lavoratori Softlab”

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Ugl Caserta

Ugl Caserta: “Bisogna restituire dignità ai lavoratori Softlab, priorità che arruola l’intera organizzazione”

Ugl Caserta: La manifestazione di ieri con l’incontro finale in Prefettura è servita a ribadire ancora una volta l’importanza del coinvolgimento di tutte le Istituzioni territoriali, sottolineando il percorso accidentato a cui sono costretti i lavoratori ex Jabil.

E’ quanto ha comunicato il Segretario Provinciale della Ugl Metalmeccanici Mauro Naddei con una nota trasmessa oggi agli organi di stampa. Da oltre tre anni, precisa il sindacalista, seguiamo con apprensione la vertenza Softlab, azienda in cui si è ben pensato di affidare 250 lavoratori provenienti da Jabil, continuando a far confluire maestranze e incentivi all’esodo, anche quando quelli già transitati cominciavano a palesare forti dubbi e sofferenze per il traballare dei progetti originari che stentavano a partire.

Così, assieme ad una Softlab Caserta, oggi c’è anche un sito Softlab a Maddaloni, che nelle intenzioni doveva essere un sito produttivo, per una serie infinita di progetti che non sono mai partiti e mai partiranno portando all’esasperazione lavoratori provenienti da una storia già difficile che insistono su un territorio costellato di grandi incertezze.

Denuncia della situazione di stallo

Denunciamo da mesi una situazione di stallo, che transita dai tavoli alla Regione a quelli al Ministero delle Imprese, senza che l’Azienda presenti mai un piano industriale credibile, che possa saturare l’intera platea aziendale di Maddaloni e Caserta, assunta per essere ricollocata, non ci stancheremo mai di dirlo, non per stare in cassa integrazione. Non registriamo la volontà da parte di questa azienda di portare nella nostra provincia lavoro vero, tutto il progetto Softlab appare sempre più prepotentemente una mera speculazione.

Anche l’attesa del finanziamento di Invitalia non può essere la risoluzione dei problemi di questa azienda, che ormai deve a molti lavoratori anche quattro spettanze, per cui le RSU sono da mesi in stato di agitazione, con proclamazione di scioperi a singhiozzo, senza peraltro ottenere la piena soddisfazione delle quietanze.

La manifestazione di ieri che ci ha portati dalla sede di Corso Trieste a Piazza Vanvitelli, ci ha dato occasione per esprimere al Prefetto le nostre preoccupazioni, e prospettare strade che possano essere utili per uscire dal baratro che con un ultimo anno di CIG appare sempre più vicino.

Occorre che le Istituzioni, a partire dalla Regione e dalla Struttura delle crisi di impresa, intervengano concretamente nella gestione di questa azienda per cambiarne il percorso, a cominciare dalla salvaguardia degli istituti contrattuali (stipendi, previdenza, ecc.).

L’ufficio del Prefetto ha rassicurato circa il suo appoggio inviando una nota al Ministero delle Imprese con le nostre istanze, da cui partiranno le discussioni per il prossimo tavolo fissato per il 13 febbraio alle ore 15.

Dichiarazione Segretario Territoriale Ferdinando Palumbo

Raggiunto nel pomeriggio il Segretario Territoriale Ferdinando Palumbo, anch’egli presente alla manifestazione ha dichiarato: “Ho voluto comunicare con la mia presenza la preoccupazione di un’intera Organizzazione Sindacale che ritiene di vitale importanza la presenza degli insediamenti industriali nella provincia.

Abbiamo detto e ripetuto che non siamo interessati ai soli finanziamenti a pioggia, ma ai piani industriali. Intanto ribadiamo che per quanto ci riguarda non ci sono figli di un dio minore ed operai di Serie A, le vertenze sono tutte importanti perché i lavoratori e le loro famiglie sono importanti.

Ho costruito il mio ventennale percorso sindacale tutelando i pochi addetti delle piccole e medie realtà che di volta in volta venivano a chiedere aiuto, ancora oggi, per loro come per tutti quanti gli altri, ci battiamo per restituire la meritata dignità”.

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Controlli antidroga a Scampia: arrestato uno spacciatore

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Controlli antidroga a Scampia: arrestato
Foto archivio

Controlli antidroga a Scampia: arrestato un 20enne per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

Controlli antidroga a Scampia: arrestato un 20enne. Ieri notte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Monte Rosa hanno notato un uomo che, dopo aver prelevato una bustina da un bidone della spazzatura poco distante, l’ha consegnata ad una persona a bordo di un’auto in cambio di denaro; la stessa si è poi allontanata frettolosamente.

I poliziotti hanno bloccato lo spacciatore trovandolo in possesso di 225 euro, mentre hanno rinvenuto nel bidone 16 pezzi di hashish del peso di circa 25 grammi e 29 bustine contenenti circa 34 grammi di marijuana.

C.P., 20enne napoletano con precedenti di polizia, è finito in manette per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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