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Morto a 75 anni Frank Pesce, la star di Top Gun e Beverly Hills Cop

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Foto post da account Twitter di New York Post

L’attore si è spento all’età di 75 anni per complicazioni legate alla demenza senile

L’attore statunitense Frank Pesce è morto all’età di 75 anni al Providence Saint Joseph Medical Center di Burbank in California, per complicazioni legate alla demenza senile. A dare l’annuncio della sua scomparsa è stata la compagna Tammy Scher.

L’attore era diventato celebre grazie ai due film della serie “Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills” e ai telefilm “Casalingo superpiù” e “Miami Vice”

Frank Pesce è nato New York l’8 dicembre 1946 da genitori italoamericani, ha lavorato come attore per più di quarant’anni dando inizio alla sua carriera cinematografica come comparsa ne «Il Padrino».

Come riportano diversi giornali, l’attore ha combattuto la demenza per diversi anni. La sua ultima interpretazione risale al 2015, in “Creed – Nato per combattere”.

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I Pink Floyd di nuovo insieme a favore dell’Ucraina

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Pink Floyd
Foto da Profilo Instagram Pink Floyd

Dopo 28 anni i Pink Floyd tornano di nuovo insieme con il brano “Hey Hey Rise Up'” a favore dell’Ucraina

I Pink Floyd di nuovo insieme con il brano “Hey Hey Rise Up’” a favore dell’Ucraina. Si tratta della prima nuova musica originale registrata dalla band, dai tempi di The Division Bell del 1994.

Il gruppo il 12 marzo aveva annunciato il ritiro della sua musica da tutte le piattaforme russe e bielorusse in segno di protesta contro l’invasione dell’Ucraina.

La traccia vede la collaborazione di David Gilmur e Nick Mason con il bassista Guy Pratt, il compositore britannico di origini indiane Nitin Sawhney alle tastiere, e, con una performance vocale di Andriy Khlyvnyul, della band ucraina BoomBox. Il quale, come riporta anche l’edizione di ieri della testata giornalistica “la Repubblica”, ha lasciato il tour che stava svolgendo in America e Canada, per tornare in Ucraina a difendere il suo paese.

La traccia, registrata lo scorso 30 marzo, utilizza la voce di Andriy estrapolata da un suo post Instagram che lo immortala mentre canta a Sofiyskaya Square a Kiev.

Il titolo del singolo dei Pink Floyd viene preso dall’ultima frase della canzone Oh, The Red Viburnum In The Meadow brano ucraino folk di protesta scritto durante la prima guerra mondiale.

Gilmour ha parlato del disco durante un’intervista dichiarando: “Mi auguro una grande visibilità per questa canzone. Vogliamo raccogliere fondi per beneficenza e mostrare a tutto i mondo il nostro supporto all’Ucraina”. Hai poi continuato parlando del video: “Abbiamo costruito tutto il set in un giorno e fatto cantare Andriy sullo schermo mentre noi quattro suonavamo in diretta. Avevamo un cantante, anche se fisicamente non con noi”.

La copertina del disco, creata dall’artista cubano Yosan Leon, è un riferimento alla donna che distribuiva semi di girasole ai soldati russi, dicendogli di portarli nelle loro tasche, in modo che poi una volta perso la vita, i girasoli sarebbero cresciuti.

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Afghanistan: verso la distruzione dei diritti

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Le Nazioni Unite l’hanno definita «la peggiore crisi umanitaria mai vista»

Il 15 agosto 2021 i talebani hanno conquistato la capitale afgana Kabul. In seguito all’annuncio del ritiro delle truppe internazionali, l’esercito fondamentalista islamico ha rovesciato il governo civile, prendendo il controllo del paese.

Diversamente dalle loro dichiarazioni sul rispetto dei diritti umanitari, ad oggi commesse svariate violazioni. Hanno nuovamente imposto limitazioni della libertà d’espressione e restrizioni della società civile, soprattutto nei confronti delle donne.

Le donne tra le prime ad essere allontanate dai loro posti di lavoro. Dal 20 settembre 2021, alle ragazze afgane al di sopra dei 12 anni non è più permesso  andare a scuola.

I talebani hanno imposto l’istruzione divisa per genere nelle università, dove vige l’obbligo di coprirsi il capo per studentesse, insegnanti e impiegate.

Quando un gruppo di donne appartenenti al movimento spontaneo delle donne attiviste in Afghanistan  si è riunito per manifestare, i talebani hanno sparato spray al peperoncino sul corteo.

Il raduno si è tenuto davanti all’università di Kabul per chiedere il diritto al lavoro e all’istruzione. Come conseguenza  l’esercito ha vietato le manifestazioni spontanee non autorizzate.

Inoltre, c’è da considerare la critica situazione economica.

L’Afghanistan per decenni ha contato sugli aiuti provenienti dall’estero. Con il ritorno dei talebani, i finanziamenti sono stati interrotti. Se prima gli stanziamenti esteri sorreggevano più di tre quarti della spesa pubblica, ora i fondi stanziati dalla comunità internazionale a sostegno del governo afgano – pari a miliardi di dollari – sono di fatto bloccati.

Qualche giorno fa il Presidente statunitense Biden ha annunciato la firma di un decreto per scongelare 7 miliardi di dollari della banca afghana depositati nella Federal Reserve. Il denaro sarà utilizzato in parte per risarcire le famiglie delle vittime dell’11 settembre e in parte per gli aiuti umanitari sul territorio.

La notizia è arrivata lo stesso giorno in cui l’Unhcr (l’Alto Commissionato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) ha comunicato l’arresto da parte dei talebani di due giornalisti loro collaboratori e alcuni cittadini afgani dello staff a Kabul. Fortunatamente solo successivamente rilasciati.

L’emergenza ha raggiunto livelli insostenibili. La popolazione è alla fame, come testimoniato dalle organizzazioni internazionali (Amnesty, Emergency, Medici senza Frontiere) che riescono a fornire solo l’assistenza minima necessaria.

In questo contesto dove le persone rischiano sempre più la propria vita, l’intervento delle governance mondiali appare molto ridotto. A farsi carico dell’emergenza sono quasi esclusivamente le organizzazioni non governative, le quali non possono continuare a fornire soccorso senza fondi.

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Party gate, Boris Johnson si scusa in parlamento

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Primo Ministro UK Boris Johnsos-PM-gov-uk
Boris Johnson - Foto archivio

Il leader dell’Opposizione il Laburista Keir Starmer ritiene che le scuse siano senza valore e chiede le dimissioni del Primo Ministro

Alla fine, travolto dalle critiche, Boris Johnson si scusa in parlamento per la festa avvenuta nel giardino di Downing Street. Il party fu organizzato il 20 maggio del 2020, quando tutto il Regno Unito era in un ferreo lockdown.

Il Primo ministro britannico ha ammesso di essere presente al party ma di avervi partecipato per circa 25 minuti. Il suo intento quello di “ringraziare il personale”.

Nel chiaro tentativo di ridimensionare lo scandalo ha dichiarato “con il senno di poi avrei dovuto rimandare tutti dentro, avrei dovuto trovare un altro modo per ringraziarli, e avrei dovuto riconoscere che ci sarebbero stati milioni e milioni di persone che semplicemente non l’avrebbero vista in quel modo”.

ha tenuto poi a ricordare che il numero 10 di Downing Street con il suo giradino è una sorta di estenzione dello spazio di lavoro soprattutto in un momento dove era consigliato stare all’aria aperta.

Scuse di Boris Johnson

Johnson ha più volte ripetuto le scuse, ricordando le miglia di persone che nel Regno unito hanno sofferto per la pandemia, ma non ha convinto il Leader del Partito Laburista Keir Starmer. Il Leader dell’opposizione, infatti, ha chiesto le dimissioni di Johnson, accusandolo di aver mentito alla Camera dei Comuni. Ha, inoltre, ritenuto prive di valore le scuse.

La replica di Keir Starmer alle Scuse

Johnson, in chiara difficoltà, subito dopo ha preso di nuovo la parola chiedendo di nuovo scusa al Parlamento, assumendosi la responsabilità.

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Brexit, il più grande disastro mai negoziato da un Governo?

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Foto di donations welcome da Pixabay

Fa riflettere il pezzo pubblicato sul “The Guardian” che spiega come siano cambiati i meccanismi economici dopo la Brexit

Brexit, un pezzo che fa riflettere sia per chi si trova fuori che per chi, per così dire, sta ancora dentro l’Europa Unita. Il The Guardian con un aplomb tipicamente “razional britannico” intervista un produttore di formaggi inglese; ha perso la bellezza di 270mila sterline penny più, penny meno.

L’imprenditore incalza e lo fa in modo lucido portando esempi che lasciano ben poca speranza – Non abbiamo più alcuna capacità di trattare con l’UE poiché i nostri tre distributori in Germania, Francia e Italia hanno affermato che siamo diventati troppo costosi a causa dei nuovi controlli e delle pratiche burocratiche – una situazione che non ci deve di certo far sorridere.

Il tracollo, come l’intervistato stesso spiega, è da addebitarsi agli accordi commerciali che sono stati stilati dopo la Brexit. Accordi che hanno reso impossibile l’export aggravato da dazi insostenibili e da intese poco convenienti per i clienti esteri. Un problema che di fatto riguarda l’intera Nazione e che potrebbe nei prossimi anni rappresentare un ostacolo fin troppo ostico per i sudditi di sua maestà la Regina.

Il sistema economico “moderno attuale” non lascia molta fortuna a chi non accoda ma non può prescindere da un equilibrio inesistente se soggetti come la Gran Bretagna dovessero passarsela decisamente male; a meno che non si pensi di tornare magari senza troppo clamore sui propri passi.

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Codacons, richiesta intervento urgente per la messa in sicurezza del Cimitero di Salerno

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Cimitero di Salerno - Foto: Codacons

Codacons: Loculi aperti, scale inagibili, travi pericolanti: queste sono le condizioni in cui versa il Cimitero di Salerno e che hanno ritratto uno scenario davvero degradante

Loculi aperti, scale inagibili, travi pericolanti: queste sono le condizioni in cui versa il Cimitero di Salerno e che hanno ritratto uno scenario davvero degradante soprattutto nelle due giornate di novembre dedicate alla Commemorazione dei defunti.

È avvilente dover riconoscere ed ammettere come la manutenzione nei servizi cimiteriali sia totalmente inesistente e come la situazione attuale rappresenti anche un evidente pericolo per chiunque si rechi al Cimitero.

“Se non si pensa ai vivi, del resto, come si può avere considerazioni dei morti” – dichiara l’Avv. Matteo Marchetti, vicesegretario nazionale del Codacons – “Purtroppo non mi sorprende affatto lo stato in cui il Cimitero di Salerno si trova, visto che l’amministrazione che dovrebbe vigilare costantemente e occuparsene non è mai nata”.

Pertanto, si inoltra una richiesta urgente al Sindaco della città e al Responsabile dei servizi cimiteriali di agire quanto prima, mettendo in sicurezza e decoro tutta l’area interessata senza maggiori ritardi.

Nota stampa Codacons Salerno

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Nuova Zelanda, inverno australe più caldo tra quelli mai registrati

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Foto di Comfreak da Pixabay

Il cambiamento climatico trova conferma nei dati raccolti dagli scienziati neo zelandesi. Bisogna agire e in fretta

In Nuova Zelanda da poco è terminato l’inverno australe e si è registrata una delle temperature più alte di sempre in assoluto.

Gli scienziati convengono che a causare questo anomalo aumento di temperature sia l’aumento di gas serra presenti nell’atmosfera. Soprattutto considerando che sono anni che il trend non accenna a diminuire.

La nazione al sud del Pacifico sta cercando di correre nell’immediato ai ripari. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere le zero emissioni entro il 2050 sfruttando le energie alternative vista la posizione di vantaggio naturale.

Un obiettivo che dovrebbe accomunare tutte le nazioni del mondo prima di fare l’ultimo fatale passo verso una condizione di irreversibilità in cui crolleremmo. Sono sotto gli occhi di tutti gli sfaceli che il cambiamento climatico sta facendo in tutto il mondo in termini di tempeste o al contrario di siccità. Modificando le abitudini locali e portando danni a volte irreparabili ai delicatissimi equilibri degli eco sistemi.

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